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“Il Piano Joseph Zen”: una proposta per la Cina,
sulla esperienza del “Piano Mattei” per l’Africa

Scritto da Redazione il . Pubblicato in .

“Il Martirio della Pazienza
Condizione dei Cristiani e Libertà Religiosa nella Cina di Xi Jinping

Su tale Convegno svoltosi il 20 aprile per iniziativa del Sen. Andrea De Priamo di FdI – ideato e  ed organizzato dall’Avv. Luigi Trisolino, giurista preso la Presidenza del Consiglio dei Ministri ed opinionista conservatore cattolico – viene pubblicata questa sintesi a firma dello stesso Relatore (con alcuni aggiornamenti), pervenuta alla Redazione della Consul Press e, personalmente, al nostro Alessandro Benini presente nella Sala Zuccari del Senato. 

Così Luigi Trisolino ha denominato tale evento sulla Cina con il titolo delle memorie postume del Card. Agostino Casaroli, uomo di punta della politica dell’est vaticana nei difficilissimi rapporti tra Mondo Cattolico e URSS tra il 1963 e il 1989. dimostrando che anche nei rapporti tra Mondo Cattolico con Paesi Liberi da un lato e la Cina Comunista dall’altro lato, si ha un vero e proprio odierno Martirio della Pazienza, evidenziando  come il comunismo in realtà non sia finito nel 1989, ma esso continua il suo tragico decorso storico proprio nella potente Cina.
Qui di seguito – e specificatamente su tale Convegno – la Consul Press ha sintetizzato una ‘Rassegna Stampa  di quanto pubblicato da varie Testate, visionabile e leggibile nel  sottostante PDF

Rassegna Stampa sul CONVEGNO al SENATO
presso Sala Zuccari

A giugno è in programma un altro intervento di Luigi Trisolino su Radio Maria, proprio sul tema della libertà negata ai cattolici della Chiesa sotterranea nella Cina di Xi Jinping, mentre il 22 aprile è subito uscita su Il Timone web una intervista a firma di Paola Belletti, dove sempre Trisolino ha risposto ad alcune domande, fornendo altresì notizie senz’altro forti sulla Cina odierna ed in particolare sul “Piano Cardinale Joseph Zen” che, ispirandosi al “Piano Mattei”, ha ideato e proposto durante il suo intervento di apertura nel convegno in Senato.

Qui di seguito si riportano alcune domande di Paola Belletti e le relative risposte di Luigi Trisolino nella suddetta intervista.

D / Quali sono le ragioni del convegno che ha organizzato il 20 aprile, dedicato alla condizione dei cristiani e della libertà religiosa tout court in Cina, nella Cina di Xi?
R /  “Da Roma ho dovuto evitare o limitare telefonate e messaggi con giovani religiosi francescani che vivono in Cina, dove sono costretti ad apparire semplici studenti, dove non sono liberi di parlare del nostro Patrono d’Italia San Francesco d’Assisi. I servizi cinesi sanno bene chi sono, ma al partito comunista di Xi Jinping interessa il loro silenzio, che io ho avvertito come ingiusto e assordante. 
Come assordante è pure la retorica del mainstream “sinicamente corretto”, che mistifica la realtà raccontandoci soltanto di una Cina capitalcomunista dai successi tecnologici ed economici, e che omette di parlare dell’oppressione su tutte le religioni e in particolare sulla Chiesa Cattolica “sotterranea”, che è la vera Chiesa Cattolica Cinese composta da religiosi non iscritti all’Associazione Patriottica e quindi non piegati al partito comunista. In Cina infatti, per lo più, c’è una Chiesa cattolica ufficiale che risponde al partito unico al potere, e una Chiesa cattolica sotterranea e clandestina fedele soltanto a Cristo e al Papa”.

D / Come si vive, nelle famiglie cattoliche, l’onere di trasmissione della fede dovendo fare i conti con il divieto di educazione religiosa per minori di 18 anni? Quanto pesa la sorveglianza anche digitale potenziata dall’AI (vedi riconoscimento facciale)?
R / “Ai bambini e agli adolescenti viene detto di non raccontare a scuola o agli amici di provenire da famiglie che frequentano i cattolici sotterranei, che vengono visti come i primi potenziali violatori del divieto d’intelligenze con autorità straniere, quali sarebbero il Vaticano, la Curia Romana, il Papa. L’AI e i riconoscimenti facciali nelle mani del regime hanno esasperato la paura di finire nelle carceri esplicite o in quelle occulte dei laogai, che sono campi atei di rieducazione socialista attraverso il lavoro forzato”.

D / Cosa spetta a noi, cristiani di un Occidente ancora tutto sommato libero, nei confronti dei fratelli cinesi? Come aiutarli e sostenerli, loro che rischiano per un’Ave Maria detta a voce e la foto del Papa?
R / “In Senato ho fatto una proposta politica, in quanto cattolico militante. Come per l’energia e per l’immigrazione abbiamo inaugurato il Piano Mattei, così, con metodo multilaterale e internazionale, l’Italia quale patria di cristianità cattolica e l’Europa dalle radici cristiane spesso dimenticate possono strutturare un Piano Zen. 
Ho pensato a questo nome perché ammiro il 94enne Card. Joseph Zen, che ancora oggi rischia vita, libertà e salute per difendere i cattolici sotterranei. Negli ultimi giorni la Cina ha chiesto all’Italia di stringere nuovi accordi, che valuteremo nella convenienza economica e geopolitica, ma a condizione – dico io – che siano chiusi tutti i laogai, che si eliminino i divieti di educazione religiosa ai minori, che si garantisca piena libertà pastorale e sociale ai cattolici clandestini”.

 


NOTE A MARGINE  
La persecuzione dei Cristiani e, in particolare, dei Cattolici praticata in varie parti del mondo – non solo negli Stati con Regimi Comunisti ma anche in vari Stati Islamici-Mussulmani – spesso potrebbe apparire incomprensibile mentre, tra l’altro, questo ‘strano’ Occidente (in cui noi viviamo) sembra spesso sostenere determinati concetti, tra cui accettazione, fratellanza, inclusione, solidarietà, ecc.  come valori (acriticamente) democratici e quindi universali (?)  ….senza però accorgersi di predicare forse bene, ma di agire sostanzialmente male. 
Questa situazione di persecuzioni, perdurante da molti secoli, è stata già precedentemente esaminata anche dalla Consul-Press, con un lungo articolo a firma di Padre Rinaldo Cordovani in data 27.03.2014, di cui si ritiene opportuno riproporne la lettura (clik  qui >) “Il Velo del Silenzio”, da cui emerge che la situazione, in generale, risulta spesso deammatica. 

E, con l’occasione, desidero rendere un doveroso omaggio simbolico a questo Frate Cappuccino che da tanti anni ha onorato la nostra Testata inviandoci, per la pubblicazione, suoi numerosi intervnti – spesso veri compendi di cultura, religiosità ed umanità – contenenti a volte piccoli ma significativi episodi d’una sua personale adesione ideale e politica, come quando  ne Il Velo del Silenzio Padre Rinaldo accenna ad una manifestazione di protesta per contro la prsecuzione dei Cattolici in India. davanti la Sede dell’Ambasciata a Roma, ove noi due insieme abbiamo partecipato con Luca Romagnoli e vari militanti del Msi-Fiamma Tricolore. 
E credo che Padre Rinaldo, oltre come autore, ricercatore e saggista, vada ancora ricordato per il suo personale impegno nella ‘Inchiesta Diocesana’ sulla beatificazione e canonizzazione di Padre Gianfranco Maria Chiti – già Militare, Combattente, nonché Generale dei Granatieri e poi  – con un percorso iniziato dai Campi di Battaglia per approdare alla Gloria degli Altari, conclusosi nel 2019 con una solenne Cerimonia nel Duomo d’Orvieto il 30 marzo e, successivamente, con la sua definitiva tumulazione nella nuova dimora il 5-6/10/2024 nel Convento dei Cappuccini d’Orvieto, da Egli stesso in gran parte ricostruito, iniziando i relativi lavori nel 1990 con l’ausilio dei suoi ex Commiltoni ed Allievi Ufficiali.   

__________________________Giuliano Marchetti