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Al Servzio dello Stato con la “Gloriosa Fiamma dei Carabinieri”

Scritto da Franco D'Emilio il . Pubblicato in .

 

Dal 2018 al 2021 Giovanni Nistri (Roma, 14 febbraio 1956) ha ricoperto l’alto incarico e, soprattutto, l’importante responsabilità di Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri, coronando quell’impegno continuo di studio, lavoro e sacrificio, già appreso nella formazione militare tra la Scuola Militare “Nunziatella” di Napoli, l’Accademia Militare di Modena e la Scuola Ufficiali Carabinieri di Roma.

                                                 

Ora la sua vicenda di carabiniere e cittadino, profondamente consapevole, rispettoso e partecipe delle istituzioni, è narrata in “Ho servito lo Stato. Una vita nell’Arma“, un recente libro che nell’ottobre 2025 lo stesso generale ha pubblicato con l’editore Neri Pozza di Vicenza, regalando anche a me, suo lettore, l’emozione di scorrere pagine colme di riflessioni e valori, davvero toccanti e di pungolo a trarne insegnamento. Alla fine dell’ultima pagina ho concluso che il nostro caro Giovanni Nistri sia stato, nell’ordine, prima un volenteroso cadetto, poi un ottimo ufficiale, da subito un perfetto e fedele carabiniere, infine un giusto generale e tutto questo perché da sempre un bravo cittadino con l’imprinting del brav’uomo di buonsenso che si riconosce parte essenziale, seppur lui piccolo e uno, della vasta molteplicità della comunità nazionale.
Valori e finalità del lungo, prestigioso cursus honorum  del generale Nistri paiono già dichiarati nella stessa dedica del libro: Ai miei genitori, lassù. Alla mia famiglia, alla quale devo tutto. Ai miei carabinieri, da cui tanto ho ricevuto. A chi mi è stato sincero, tanto nell’elogio quanto nella critica. Dedica questa che fa ben comprendere come, sin dai tempi dell’Accademia Militare di Modena, il cadetto Giovanni Nistri, sotto in una foto del 1974, avesse scelto di corrispondere i valori della famiglia e della società, servendo le istituzioni, difendendo l’ordinamento dello stato.

                                               

La famiglia e la società sono stati, sempre saranno i due ambiti fondamentali dello stato che  Giovanni Nistri, uomo e cittadino, ha deciso di servire e tutelare come carabiniere con responsabilità di ufficiale. Essere, però, ufficiale dell’Arma, come di ogni altra forza di polizia, non vuol dire affatto ricoprire solo un ruolo, pari a quello di ogni funzionario statale, chiamato al dovere, all’onere di rappresentare e mettere in atto la volontà dello stato: significa, infatti, anche un compito aggiuntivo, di peso non indifferente, quello di rispondere direttamente della spesso rischiosa efficienza operativa, quindi dell’incolumità, della vita degli uomini al proprio comando.
Non a caso, l’autore Nistri, memore del valore fino al sacrificio, usque ad sanguinem, della Benemerita, ha deciso di devolvere interamente i proventi della vendita del suo libro all’Opera Nazionale Assistenza Orfani Militari dell’Arma dei Carabinieri.
Per il nostro generale essere, diventare un buon carabiniere, qualunque sia il grado rivestito, non è cosa facile perché imprescindibile da due requisiti essenziali, innanzitutto una vocazione predisponente e, ancora, un forte sentimento di appartenenza a “quella nebulosa valoriale che definiamo Patria, termine troppo spesso negletto, ma, nel contempo, vocabolo che sintetizza un’Idea, una Storia, un’Identità“, appunto quelle dell’Italia, del suo stato repubblicano, della sua cultura.

                                            

Ho servito lo Stato. Una vita nell’Arma” è al tempo stesso un racconto e un saggio. 
E’ il racconto della vicenda umana di un buon servitore dello stato; è il saggio di un ufficiale che, sulla base della propria esperienza da sottotenente a comandante generale dell’Arma, analizza motivazioni, scelte e sacrifici del ruolo di carabiniere nel suo rapporto con la società. Non deve, fra l’altro, sfuggirci come la generazione del generale Nistri, sopra in una recente foto, sia stata, prima, allieva e, poi, maestra di tanta nuova formazione culturale e tecnica dell’Arma dei Carabinieri, rendendola sempre meglio organizzata, efficiente, al passo con l’innovazione tecnologica.
E’ questo un punto importante della lunga carriera militare di Giovanni Nistri che sempre ha valorizzato lo studio, la ricerca, ogni nuova esperienza, quindi il sapere e la cultura, quali strumenti importanti per una figura, sempre più attuale e moderna, del carabiniere nella società italiana. Questo spiega anche perché il nostro generale, mai pago di conoscenza e nuovi orizzonti, abbia nel tempo conseguito ben tre lauree e altri titoli accademici, abbia pure vissuto l’esperienza di docente universitario, quindi a contatto di giovani, alcuni dei quali, donne e uomini, con la possibile vocazione alla professione di carabiniere.

PERSONALMENTE, come ex funzionario del Ministero della Cultura, non posso certo dimenticare l’impegno di Nistri, quale comandante dal 2007 al 2010 del Nucleo Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale, e quello successivo di direttore del progetto “Grande Pompei” tra il 2013 e il 2015.  
Ho servito lo Stato. Una vita nell’Arma” è un libro dalla scrittura asciutta e schietta, scorrevole ed esposta con tanto garbo umano e intellettuale; è anche un tenero riconoscimento agli affetti e ai sacrifici familiari, a volte provati dai frequenti trasferimenti per servizio; è la testimonianza umile di chi ha meritato solo svolgendo appieno e bene il proprio dovere, fuori da ogni evidenza mediatica e sempre offrendosi all’imparziale giudizio altrui, primo fra tutti quello dei suoi compagni d’arme, come ricordato nella stessa dedica del libro:
A chi mi è stato sincero, tanto nell’elogio quanto nella critica.


Foto autore articolo

Franco D’Emilio

Storico, narratore, una lunga carriera da funzionario tecnico scientifico nell’Amministrazione del Ministero per i beni e le atiività culturali