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Alla BIENNALE di VENEZIA un “Diktat sulla Cultura Russa”

Scritto da Redazione il . Pubblicato in .

Dal Castello Sforzini di Castellar Ponzano un Comunicato Stampa
a difesa della “Libertà Culturale” e di Solidarietà a Buttafuoco e Gregoretti

«Se la cultura europea comincia a essere regolata da diktat politici e da pressioni ideologiche, significa che stiamo imboccando una strada pericolosa. Per questo ritengo necessario che intervenga il Quirinale a difesa della libertà culturale, che è uno dei fondamenti della civiltà europea ed un pilastro della Costituzione italiana».

Così ha dichiarato Luca Sforzini, Presidente Centro Studi Rinascimento Nazionale – think tank di Futuro Nazionale, intervenendo sulla polemica nata attorno alla Biennale di Venezia dopo la richiesta del Ministro della Cultura Alessandro Giuli di dimissioni del Consigliere Tamara Gregoretti per la posizione assunta sul possibile ritorno della Russia alla manifestazione.

La cultura non può essere trasformata in uno strumento di pressione politica o geopolitica. L’Europa è diventata ciò che è proprio perché ha sempre riconosciuto l’autonomia della cultura rispetto alle contingenze del potere. Se accettiamo il principio per cui una Nazione può essere esclusa dal confronto culturale europeo sulla base di una situazione politica internazionale, apriamo una deriva che può portare molto lontano. La storia europea insegna che quando la politica decide quali culture possano circolare e quali debbano essere escluse, la Civiltà stessa entra in crisi.

Il Presidente del Centro Studi Rinascimento ha espresso quindi solidarietà al Presidente della Biennale Pietrangelo Buttafuoco e al Consigliere Tamara Gregoretti.
Difendere l’autonomia delle istituzioni culturali da pressioni politiche è un atto di responsabilità. Il coraggio dimostrato da Buttafuoco e Gregoretti nel difendere il principio della libertà culturale merita rispetto. Oggi si discute della presenza della Russia alla Biennale.
Domani cosa faremo? Cancelleremo Tolstoj dalle biblioteche? Elimin­eremo Dostoevskij dai programmi universitari? Cambieremo le carte geografiche per far sparire una civiltà millenaria?
La cultura europea non può permettersi queste derive. (*1)
Chiediamo che il Quirinale intervenga a tutela della libertà culturale, richiamando tutti alla responsabilità istituzionale e al rispetto dell’autonomia delle istituzioni artistiche e culturali. La libertà della cultura è un patrimonio costituzionale che non può essere piegato alle tensioni politiche del momento.

Il Presidente del Centro Studi Rinascimento Nazionale ha ribadito infine una proposta già avanzata in passato.
Serve inoltre un Osservatorio permanente sui boicottaggi culturali e sportivi, capace di monitorare e contrastare ogni forma di censura ideologica nella vita culturale europea.
Una civiltà forte non teme il confronto tra culture. Quando invece si comincia a censurare, escludere o silenziare, significa che quella civiltà ha già iniziato a dubitare di se stessa.
Se Bruxelles minaccia di togliere i fondi alla Biennale per impedire il confronto culturale siamo davanti a un ricatto politico gravissimo.
Per questo rinnovo la richiesta: intervenga il Quirinale a difesa della libertà culturale garantita dalla Costituzione italiana e fondamento della civiltà europea; l’Europa che minaccia la Biennale con il ricatto dei finanziamenti per decidere quali culture possano esistere assomiglia molto più a un Ministero della propaganda che a una Comunità di Civiltà. L’UE è ridotta a un Agitprop.

https://www.rinascimentonazionale.it/

Rinascimento Nazionale


NOTEA  A  MARGINE 

(*1) –  Su tale argomento la Consul-Press già a suo tempo aveva assunto una ferma posizione contro inique censure e discriminazioni adottate in Italia nei confronti di importanti Artisti lirici russi (tra cui il M°. Valery Gergiev ed altri eccezionali interpreti), boicottando ed impedendo la loro presenza in palcoscenico, così come sospendendo la rappresentazione teatrale di famose opere letterarie di eccellenti scrittori russi (vds. “Rassegna Stampa del 7.3.22).

Tale deporevole comportamento è stato spesso riservato tra l’altro, sia in Italia e sia all’Estero, anche verso eccellenti nominativi italiani, come  Beatrice Venezi, “Direttore” d’orchestra di fama internazionale per le proprie simpatie verso alcune “Aree Identitarie”, non politamente gradite a determinate lobby e/o sindacati che, arrogantemente od impropriamente, ritengono di poter imporre i loro diktat politico-ideologici in ambito artistico e culturale.

Quante volte abbiamo assistito ad un incomprensibile ostracismo (se non ad un vero linciaggio) verso autori, ricercatori e saggisti di notevole caratura (vds. Renzo De Felice, Giampaolo Pansa ecc.), perchè non allineati al pensiero unico dominante ?
Quante volte abbiamo assistito al divieto di partecipazione ad Eventi Editoriali  anche internazionali verso Case Editrici non conformi  (AltaForte, Passaggio al Bosco, etc) o al divieto di potere utilizzare spazi pubblici o sale private per Convegni ritenuti controcorrente ?
Alcuni anni or sono l’A.N.P.I. (Associazione Nazionale Partigiani Italiani) è riuscita persino a bloccare temporaneamente la “Beatificazione sugli Altari” di un Generale Italiano dei Granatieri che, teminata la carriera militare, aveva indossato il Saio dei Cappuccini nel 1978 ed era poi salito al Cielo nel 2004 in odore di Santità.

E su tali tematiche, senz’altro,  la Consul Press ritonerà a breve.

__________________ Giuliano Marchetti