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Antibiotici: l’Italia non può più permettersi errori

Scritto da Cristian Arni il . Pubblicato in .

Dalla pandemia  in poi abbiamo imparato a prenderci più cura di noi stessi, forse! Riproviamo: dalla pandemia in poi siamo diventati tutti più ossessivo compulsivi in termini di contagio…Riproviamo: dalla pandemia in poi c’è una presa di coscienza e consapevolezza ulteriore a quella che già possedevamo, ecco forse! Ma di fatto dalla pandemia in poi abbiamo famigliarizzato di più con una iper informazione H24, in ogni dove eppure, eppure, quando il troppo stroppia, l’eccesso informativo può generare una congestione a cui poi risponde la controinformazione e giù di lì si muovono eserciti di negazionisti, complottisti, no-vax, ma cosa ha a che fare tutto questo con quanto sotto riportato?

L’AIFA, ente pubblico nazionale, ha fatto breccia nelle nostre case proprio durante la pandemia, tra comunicati, linee guida, era l’ente, insieme al Ministero della Salute, e di lì ai vari DPCM del Governo Conte, che informavano, o secondo alcuni disinformavano, sui comportamenti da adottare; l’AIFA, Agenzia Italiana del Farmaco, è lo stesso ente di riferimento sul comportamento da adottare nei confronti dei farmaci che assumiamo, più o meno quotidianamente, e spesso intorno allo smodato e scriteriato impiego di cure antibiotiche, quando non strettamente necessario, che come risaputo indurrebbero un’antibiotico resistenza, ossia, in soldoni: la capacità dei batteri di far schermo contro le cure, di difendersi e resistere. Ecco, sulla scia di queste pochissime nozioni si inserisce il volume edito da Male Edizioni, casa editrice di Monica Macchioni, uscito in questo scorcio di anno dal titolo:  Le basi scientifiche della terapia antibiotica, scritto da Francesca De Plato e Francesco Scaglione. Per un approfondimento sugli autori rimandiamo in calce al presente articolo, sotto pubblicato.


 

Il nuovo volume di De Plato e Scaglione segna un cambio di paradigma

Un testo che demolisce le scorciatoie, ricostruisce il metodo e restituisce rigore alla pratica antibiotica.

Roma, 9 giugno 2026 – In un Paese che continua a usare gli antibiotici troppo, male e tardi, Le basi scientifiche della terapia antibiotica (Male Edizioni di Monica Macchioni, 2026) arriva come un testo che non si limita a colmare un vuoto: lo espone, lo denuncia, lo supera. È un volume che mette in discussione abitudini cliniche radicate, inerzie culturali e un sistema che, nonostante qualche segnale positivo, resta pericolosamente indietro.

Il Rapporto AIFA 2024, pubblicato ad aprile 2026, conferma un quadro che non ammette ottimismo di facciata: consumi complessivi ancora elevati, una spesa che supera 1,5 miliardi di euro, quasi quattro italiani su dieci che ricevono almeno una prescrizione l’anno, con picchi nei bambini sotto i quattro anni e negli over 85. Non è un successo: è la fotografia di una fragilità strutturale. L’appropriatezza prescrittiva resta un’emergenza nazionale, mentre gli obiettivi del PNCAR 2022–2025 continuano a essere disattesi.

È in questo scenario che il volume di Francesca De Plato e Francesco Scaglione si impone come opera di rottura. Non un semplice manuale, ma un atto di responsabilità scientifica che rimette ordine nella complessità della terapia antibiotica, chiarendo — con rigore e senza concessioni — le variabili cliniche, microbiologiche e farmacocinetico‑farmacodinamiche che determinano davvero l’efficacia del trattamento. Un’opera che si colloca nel solco delle più avanzate pratiche di Antimicrobial Stewardship e che chiede ai clinici di cambiare passo, ai decisori di assumersi responsabilità, ai professionisti sanitari di abbandonare automatismi prescrittivi e protocolli generici.

La prefazione del prof. Nicola Petrosillo, una delle voci più autorevoli dell’infettivologia europea, amplifica la portata del volume. Petrosillo ricorda come gli antibiotici siano diventati, nell’immaginario collettivo, una sorta di “magic bullet”, un talismano contro qualsiasi infezione reale o presunta. Ma la Medicina — sottolinea — non è un’arte empirica: è scienza, metodo, conoscenza. E proprio per questo, come affermano gli autori, “la terapia antibiotica è tra le terapie mediche più complesse”.

Petrosillo evidenzia come il libro accompagni il lettore dentro questa complessità con strumenti didattici chiari e rigorosi: il puzzle delle variabili da considerare, i modelli farmacocinetici e farmacodinamici, l’interpretazione dell’antibiogramma, l’ottimizzazione della terapia nel paziente critico. Un percorso che ha un obiettivo preciso: rendere omogenei i comportamenti prescrittivi e ridurre i danni collaterali degli antibiotici, dalle resistenze alle complicanze cliniche.

Il messaggio è netto: dopo aver letto questo compendio, il medico prescrittore non avrà più alcuna giustificazione per usare male gli antibiotici. Un’affermazione che dà la misura della responsabilità — e della novità — del volume.

Gli autori:
Francesca De Plato (Roma, 1969), farmacista, specialista in Farmacologia e Tossicologia, Responsabile della Farmacia Ospedaliera di Giulianova, membro del team di Antimicrobial Stewardship della ASL di Teramo e del Gruppo tecnico regionale AMR/ICA Abruzzo. Esperta di rischio biologico e prevenzione, da oltre dieci anni si occupa di rischio biologico degli ambienti sanitari.

Francesco Scaglione: Farmacologo clinico, è stato Direttore della scuola di specializzazione in Farmacologia medica e Professore di Farmacologia presso l’Università degli studi di Milano, dove ha svolto attività didattica, di ricerca e assistenziale. È stato Direttore del Servizio di Farmacologia Clinica dell’Ospedale Niguarda di Milano. Attualmente consulente per la ricerca clinica di fase 1 presso gli ospedali Niguarda e San Raffaele di Milano, nonché Presidente della Società Italiana di Chemioterapia.

Le basi scientifiche della terapia antibiotica è un libro che non chiede consenso: pretende attenzione. E segna un punto di svolta nel modo in cui l’Italia deve pensare, prescrivere e usare gli antibiotici. Un volume che non si limita a spiegare come curare: spiega come evitare di fare danni. Un compendio che mette la scienza al centro, smaschera gli automatismi prescrittivi e restituisce alla terapia antibiotica la sua complessità.


Foto autore articolo

Cristian Arni

Cristian Arni (Arnerich), Romano di nascita (1971) fiero delle sue origini Croate-Dalmate / giornalista e redattore su varie Testate, addetto stampa, esperto in marketing e comunicazione per professionisti, aziende ed in altri ambiti / alle spalle anche una formazione teatrale e trascorsi di palcoscenico con grandi Maestri.