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Bagrationi di Georgia

Bagrationi di Georgia: tra storia dinastica e realtà contemporanea

Scritto da Alessio Tommasi Baldi il . Pubblicato in .

Tra rivendicazioni, legittimità e rappresentazione:
il caso georgiano nel contesto aristocratico europeo

L’edizione 2026 del tradizionale Ballo internazionale della nobiltà italiana, tenutasi a Casale Monferrato, ha avuto il merito di riportare in primo piano – anche nel contesto italiano – la reale configurazione storica e giuridica della dinastia georgiana dei Bagrationi di Georgia, tra le più antiche dell’intera cristianità.

Una questione che, al di là delle suggestioni mondane e delle rivendicazioni spesso reiterate in ambito internazionale, impone oggi una lettura fondata su criteri di rigore storico e legittimità dinastica, troppo spesso sacrificati a narrazioni semplificate o funzionali.

Il ramo dei Gruzinsky, storicamente associato ai sovrani della Georgia unita, è oggi al centro di una delle più controverse questioni dinastiche del panorama caucasico. Le rivendicazioni avanzate nel corso del Novecento e negli anni successivi non hanno trovato un riconoscimento univoco negli ambienti monarchici e genealogici internazionali, anche a causa di persistenti criticità nella ricostruzione della linea ereditaria e di documentazioni oggetto di contestazione.

La figura di Nugzar Bagration-Gruzinsky, scomparso nel 2025, è stata a lungo oggetto di dibattito, senza che le posizioni emerse abbiano mai condotto a una validazione condivisa sul piano storico-dinastico. Di conseguenza, anche la posizione della figlia Anna Bagration-Gruzinsky si colloca in un contesto di legittimità discussa, privo di un consenso consolidato tra gli studiosi e gli ambienti tradizionalisti.

Diversa, ma non meno significativa, è la posizione del ramo dei Mukhrani, rappresentato da Sua Altezza Serenissima il Principe Davide. Si tratta di una linea storicamente principesca, non regnante, la cui proiezione internazionale si è consolidata soprattutto nel contesto dell’esilio europeo del XX secolo. Fu in tale contesto che il nonno dell’attuale Principe avanzò pretese dinastiche al trono di Georgia, trovando attenzione in alcuni ambienti politici dell’epoca, anche in funzione antisovietica.

Tali rivendicazioni, pur contribuendo a consolidare la visibilità internazionale del ramo Mukhrani, non hanno tuttavia condotto a un riconoscimento univoco sul piano storico-dinastico. Il Principe Davide rappresenta oggi con piena legittimità il proprio ramo familiare e promuove attivamente le relative tradizioni e istituzioni, inclusi gli ordini dinastici ad esso collegati, la cui affermazione si è sviluppata soprattutto in epoca contemporanea.

La sua figura gode di un apprezzamento significativo in contesti internazionali, mentre il dibattito sulla legittimità dinastica rimane più articolato all’interno della stessa Georgia.

Il nodo centrale della legittimità dinastica continua tuttavia a convergere sul ramo degli Imereli, discendente diretto dei sovrani del Regno di Imerezia, tra gli ultimi Bagrationi a esercitare effettivamente il potere regale. Tale linea, oggi rappresentata da Sua Altezza Reale il Principe Irakli, gode del sostegno prevalente negli ambienti monarchici e aristocratici georgiani, pur rimanendo meno conosciuta al di fuori dell’area caucasica.

In questo ambito si colloca anche la continuità degli ordini dinastici e delle tradizioni cavalleresche. Tra questi, l’Ordine dei Santi Martiri principi David e Costantino, duchi di Argveti, rappresenta un unicum per apertura, essendo conferito anche a non georgiani e non ortodossi. I Bagrationi Imereli risultano inoltre legati, insieme alla Chiesa Ortodossa – nei suoi Patriarcati di Georgia, Gerusalemme e Costantinopoli – alla protezione dei Tadzrelebi, confraternita ecumenica della Santa Croce di antica origine crociata.

In questo quadro, la presenza georgiana al ballo di Casale Monferrato assume un significato che va ben oltre la dimensione mondana. Accolti dal padrone di casa, Pierfelice degli Uberti di Cavaglià, erano presenti la contessa Mandilosani Lali Panchulidze Aznauri, vicepresidente di Aristocrazia Europea e dell’Unione Bizantina, insieme alla connazionale Mandilosani Maya Bubashvili Aznauri, delegata della Real Casa Bagrationi Imereti in Italia.

La loro partecipazione, suggellata anche da un momento conviviale con Sua Altezza Imperiale Karl von Habsburg-Lothringen, Arciduca d’Austria e d’Ungheria, conferma come il tema delle legittimità dinastiche, lungi dall’essere una questione meramente storica, continui a riflettersi nelle dinamiche relazionali e simboliche dell’aristocrazia europea contemporanea.

Ed è proprio qui il punto centrale.

Nel mondo attuale, in cui la dimensione simbolica tende a prevalere sulla sostanza, il caso dei Bagrationi dimostra quanto sia necessario distinguere con rigore tra rappresentazione e legittimità. Non tutte le continuità sono equivalenti, non tutte le rivendicazioni hanno lo stesso fondamento, e non tutte le narrazioni possono essere accettate senza un vaglio critico.

Per chi osserva con serietà il mondo delle tradizioni dinastiche europee, questa distinzione non è un dettaglio: è la condizione stessa per preservarne il significato.

qui la pagina Facebook della Delegazione Italiana della Real Casa Bagrationi


Foto autore articolo

Alessio Tommasi Baldi

Senior Manager di una multinazionale | appassionato di cavalleria, araldica, nobiltà e imperi