Vai al contenuto principale

Casale Monferrato e il “Ballo dei 100 e non più 100”: una tradizione viva tra nobiltà, memoria e contemporaneità

Scritto da Alessio Tommasi Baldi il . Pubblicato in .

Un appuntamento che riunisce esponenti di case storiche e istituzioni nobiliari internazionali, confermando il ruolo attuale della tradizione come spazio di relazione e identità

Casale Monferrato, 18 aprile 2026 — Vi sono momenti in cui la storia cessa di essere memoria e torna ad essere presenza. Non come evocazione nostalgica, ma come realtà viva, capace di esprimersi attraverso forme, relazioni e tradizioni che attraversano il tempo. Il “Ballo dei 100 e non più 100” appartiene a questa dimensione: non una semplice manifestazione, ma un luogo in cui la continuità delle famiglie storiche e delle istituzioni nobiliari si rende visibile e operante.

Le origini dell’evento risalgono al Piemonte risorgimentale, quando Casale Monferrato rivestiva il ruolo di seconda capitale del Regno di Sardegna. Il ballo di metà Quaresima, regolato da un equilibrio rigoroso — non più di cento appartenenti alla Nobiltà e non più di novantanove alla Borghesia — rappresentava una forma codificata di ordine sociale, espressione di un sistema in cui responsabilità, appartenenza e rappresentanza trovavano una sintesi armonica.

Questa impostazione non è andata perduta. Essa rivive oggi nella cornice di Palazzo Gozzani di Treville, sede dell’Accademia Filarmonica, fondata nel 1827 da ottantatré famiglie nobili del Monferrato: un luogo che non è solo testimonianza storica, ma continuità istituzionale, capace ancora oggi di accogliere e rappresentare una rete internazionale di famiglie e realtà che condividono una medesima visione della tradizione.

Onori, istituzioni e presenze internazionali

Ballo dei 100 a Casale Monferrato 2026 con famiglie storiche e rappresentanze nobiliari europee

La serata si è aperta con gli onori resi dalla Fanfara dei Bersaglieri “Roberto Lavezzeri”, in richiamo alla dimensione risorgimentale e al ruolo storico della città. Sono seguiti gli omaggi istituzionali alla Città di Casale Monferrato, al Sindaco Avv. Emanuele Capra, all’Onorevole Antonin Stanek, membro della Commissione Cultura del Parlamento Europeo, e alla Contessa Maria Loredana degli Uberti, promotrice e figura centrale dell’iniziativa.

L’edizione 2026 ha visto la partecipazione di esponenti di primario rilievo del mondo nobiliare e istituzionale europeo e internazionale, confermando il ruolo dell’evento come punto di incontro tra famiglie storiche e istituzioni che, pur nelle trasformazioni della contemporaneità, continuano a riconoscersi in un comune patrimonio di valori.

Tra gli ospiti d’onore, S.A.S. il Principe Don Maurizio Gonzaga del Vodice di Vescovato, Capo della Casa Ducale di Mantova, Presidente di Famiglie Storiche d’Italia e del Senato Accademico dello Studium Accademia di Casale e del Monferrato, e il Principe Don Landolfo Caracciolo di Melissano, Vice Presidente della medesima associazione e Secondo Governatore della Real Arciconfraternita e Monte dei Nobili Spagnoli di Napoli.

Accanto a loro, la presenza di S.A.I. & R. l’Arciduca Josef Karl d’Asburgo-Lorena, Principe d’Ungheria e Capitano Generale del Vitézi Rend, con la consorte S.A.I. & R. l’Arciduchessa Margarete, Principessa d’Ungheria; S.A.R. il Mwami Yuhi VI, Capo della Real Casa del Rwanda; S.A.R. la Principessa Jasmine El Senussi, Principessa di Libia, accompagnata dal Principe Don Guglielmo Giovanelli Marconi.

A completare il quadro delle presenze, la Contessa Mandilosani Lali Panchulidze Aznauri, vicepresidente dell’associazione culturale internazionale cristiana Aristocrazia Europea, e la Contessa Emma Viora di Bastide Zavattaro Ardizzi, insieme a numerosi rappresentanti di famiglie storiche europee.

Istituzioni, corpi nobiliari e dialogo europeo

Accanto alle presenze individuali, significativa è stata la partecipazione di istituzioni storiche della nobiltà europea, tra cui la Real Asociación de Hidalgos de España, rappresentata dal Presidente Don Manuel Pardo de Vera y Díaz, e il Real Cuerpo de la Nobleza de Madrid, con il rappresentante degli incontri internazionali Don Manuel Ladrón de Guevara y Isasa.

La dimensione internazionale si è ulteriormente arricchita con la presenza della Convention of the Baronage of Scotland, con il Baron of Stoneywood, la Baroness of Cartsburn, il Baron, la Baroness e lo Younger of Mugdock e il Baron of Blantyre, insieme a Famiglie Storiche d’Italia e Historical Families of Europe.

Numerose anche le rappresentanze delle nobiltà tedesche, danesi e norvegesi e del patriziato svizzero, tra cui il Nob. Chev. Dietrich, con la consorte Sabine von Stein zu Lausnitz, Presidente dell’Associazione Nobiliare Sassone; il Freiherr DDr. Walther von Doellinger und von Fechenbach zu Laudenbach; la Baronessa Dr. Nathalié von Wołk; il Nob. Chev. Tristan Choppin Haudry de Janvry; il Barone Mag. Leopold von Reichenbach zu Reichenbacher; il Cav. Alexandre Mojon; il Cav. Maximilian Maria in Albon; la Principessa russa Akchurina e il Nobile Daniel von Saldner.

Ciò che emerge con evidenza è il permanere di una rete internazionale fondata non su nostalgie del passato, ma su un’identità condivisa che continua a trovare occasioni di incontro, confronto e collaborazione. In questo senso, il ballo si configura come uno spazio in cui la tradizione si traduce in relazione concreta, capace di superare confini geografici e culturali.

Il valore del rito: forma, misura e significato

Ogni elemento della serata contribuisce a definire un linguaggio preciso. Dopo gli onori iniziali, il momento conviviale — curato con attenzione da Nicola Mecca e arricchito dal contributo di Filippo Lisi — restituisce alla tavola il suo ruolo centrale come luogo di relazione e rappresentanza, in un equilibrio armonico tra tradizione locale e alta qualità gastronomica.

Le danze storiche ottocentesche, interpretate da Selena Bricco, non costituiscono un semplice intrattenimento, ma un gesto codificato, eredità di una cultura in cui forma ed etichetta erano strumenti di comunicazione e riconoscimento reciproco, per proseguire poi con brani più moderni che hanno animato la serata.

Anche elementi apparentemente più leggeri — come la tradizionale “pasta al tricolore”, simbolo dell’unità nazionale, o le letture suggestive di Maria Rosa — si inseriscono in un contesto coerente, contribuendo a creare un’atmosfera in cui passato e presente dialogano senza soluzione di continuità.

Identità locale e proiezione internazionale

A chiudere la serata, alle tre del mattino, la tradizionale cioccolata calda — affiancata dai churros delle giornate internazionali della nobiltà europea di Madrid — è stata accompagnata dai celebri Krumiri Rossi di Portinaro, autentico simbolo della città di Casale Monferrato.

Nati nel 1878, i Krumiri rappresentano un elemento identitario del territorio, capace di attraversare epoche e confini fino a divenire un’eccellenza riconosciuta a livello internazionale. La loro inconfondibile forma, ispirata ai baffi di Vittorio Emanuele II, testimonia un’intuizione semplice e geniale che ne decretò il successo fin dalle origini.

Apprezzati sulle tavole dei sovrani e, durante la Belle Époque, serviti anche a bordo dell’Orient Express, questi biscotti sono divenuti un emblema della tradizione dolciaria monferrina nel mondo.

La loro presenza non è casuale: rappresenta un omaggio alla cultura gastronomica locale e un richiamo concreto al legame tra radici territoriali e dimensione internazionale.

Una tradizione necessaria

Il “Ballo dei 100 e non più 100”, grazie al lavoro della Contessa Maria Loredana degli Uberti, si conferma come molto più di un evento: una narrazione vivente della storia, in cui cultura, tradizione e relazioni internazionali si incontrano in un equilibrio raro e prezioso.

In un’epoca caratterizzata da trasformazioni rapide e spesso disgreganti, realtà come questa dimostrano come la tradizione, quando è autenticamente vissuta, non sia un residuo del passato, ma una risorsa necessaria: un principio di identità, ordine e relazione capace ancora oggi di offrire significato e orientamento.


Foto autore articolo

Alessio Tommasi Baldi

Senior Manager di una multinazionale | appassionato di cavalleria, araldica, nobiltà e imperi