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Buone notizie per il comparto cinematografico e l’audiovisivo italiano. Segnali positivi da Cinecittà al Quirinale, fino al Festival del Cinema Italiano in Giappone

Scritto da Cristian Arni il . Pubblicato in .

La cultura cinematografica non solo come risorsa economica, ma di dialogo e convivenza tra i popoli, senza ombre ideologiche.

 

Quella odierna è stata davvero una giornata di rilievo per il comparto cinematografico e dell’audiovisivo, industria che vale, cifra più cifra meno, intorno ai 12mld di euro, e che vede impiegate più di 60mila persone, numeri importanti.

La prima importante notizia riguarda l’AD di Cinecittà, Manuela Cacciamani per cui l’ANAC, come riportato dall’agenzia ANSA,  ha definitivamente “Esclusa l’esistenza di conflitti di interesse o inconferibilità con la One More Pictures” di cui la Cacciamani è stata CEO; l’ANAC ha dunque certificata la correttezza del suo operato con una comunicazione del 28 aprile scorso, escludendo inoltre l’esistenza di conflitti di interesse tra Manuela Cacciamani e la società One More Pictures, “…con la quale Manuela Cacciamani non ha più rapporti dal giugno 2024, data anteriore alla propria nomina quale amministratore delegato di Cinecittà“. La società ha dichiarata la propria soddisfazione per il riconoscimento della correttezza dell’operato della propria amministratrice delegata, precisando la propria posizione anche su un secondo provvedimento dell’Autorità nazionale anticorruzione.

La seconda buona notizia riguarda lo stanziamento di 626mln per il comparto cinematografico: «Più qualità, meno “amichettismo”. È finita l’era degli sprechi», dichiara il Ministro Alessandro Giuli in occasione dell’appuntamento al Quirinale per i David di Donatello al Cinema, nel corso del quale “…rompe il silenzio e il fronte dell’assedio ideologico, annunciando fondi a pioggia” come dichiarato dal Ministro in un passaggio del suo discorso davanti al Presidente Sergio Mattarella.

Il ministro Alessandro Giulia è salito al Colle per la presentazione dei candidati ai Premi David di Donatello, come anticipato ha segnata una linea netta, di divisione tra il passato dell’opacità e un futuro fondato sul merito, come sottolineato durante il suo discorso dai toni quasi programmatici, da manifesto politico culturale puntano ad una cultura cinematografica che non sia più “feudo” di pochi, ma patrimonio di tutti.

Un discorso i cui punti chiave sono stati: rilancio culturale, sostegno imprenditoriale con lo stanziamento di ulteriori 20mln di euro per il Fondo Cinema e Audiovisivo, risorse sicure che vedono crescere alla cifra record di 6262mln , e uno stop agli abusi che significa non solo “quanto” si spende, ma “come” per «Tutelare il cinema italiano come lavoro, industria, arte e presidio culturale».

E, last but not least, la terza e ultima buona notizia riguarda l’inaugurazione a Tokyo, il maggio, della XXVI^ edizione del Festival del Cinema Italiano in Giappone, appuntamento tra i più prestigiosi per la promozione del nostro cinema nel mondo.

Il Presidente di Cinecittà, Antonio Saccone e l’Ambasciatore d’Italia in Giappone, Mario Vattani, raccontano l’importanza di un’iniziativa che, in 25 anni, è diventata una vera finestra per le produzioni italiane in uno dei mercati nodali del panorama internazionale” come riportato dal profilo Facebook ufficiale di Cinecittà.
 
Infatti due anni fa il Ministero della Cultura e Cinecittà due anni fa hanno siglato un accordo ci coproduzione reciproca in cui rientra il Festival stesso, come momento per far conoscere i grandi registi italiani e i grandi film italiani, come contaminazione e dialogo in un momento storico in cui non è semplice la convivenza tra i popoli.
 
Allora ci pensa il Cinema, il grande Cinema italiano ad aprire ponti tra diverse culture, e proseguire quel dialogo proprio nell’anno in cui si celebra il 160mo anniversario dell’amicizia tra Italia e Giappone, amici stabili dal 1866.
 
Il Festival del Cinema Italiano in Giappone, come sottolineato dall’Ambasciatore Italiano Vattani, è un momento principe, un appuntamento tradizionale di incontro, dialogo e convivenza culturale, non solo economica e di partnership tra i due Paesi amici; la rassegna comprende 14 titoli di registi italiani e si volge dal 1°al 6 maggio a Tokyo presso la prestigiosa Yurakucho Asahi Hall di Ginza, proprio nel corso della Golden Week, periodo dell’anno in cui in Giappone si rivolge l’attenzione agli eventi speciali. 
Il Festival, organizzato da Cinecittà in partnership con l’Asahi Shimbun, colosso editoriale giapponese e l’Istituto Italiano di Cultura di Tokyo, con il Patrocinio dell’Ambasciata d’Italia in Giappone, è ormai un evento di riferimento per la produzione cinematografica italiana.
 
E proprio l’AD di Cinecittà, Manuela Cacciamani a riguardo ha dichiarato: ” Da produttrice prima e oggi come rappresentante pubblico so che gioia è portare un film in un contesto internazionale vivace e forte come il Giappone. E’ uno degli impegni più importanti di Cinecittà, presentare al mondo quello che la nostra produzione, i nostri creativi, gli artisti e gli artigiani, i rappresentanti del nostro immaginario, sanno fare. E’ una bellissima festa di lavoro e passione e non c’è spettacolo più grato che assistere alle file di spettatori a Tokyo e Osaka curiose di vedere cosa il cinema italiano è in grado di raccontare. Cinecittà non è solo studi, set, è anche questo passaporto dei nostri cineasti, e il Giappone è una delle mete più belle e sfidanti che possiamo raggiungere”.
 
La selezione di questa edizione vede nomi noti del nostro cinema tra i quali spiccano: Mario Martone, Valeria Golino, Riccardo Milani, Ferzan Ozpetek, Francesco Sossai, Gianfranco Rosi, Laura Samani, Damiano Michieletto “et al.”, ma veniamo ai titoli selezionati :
  • Breve storia d’amore di Ludovica Rampoldi
  • Cinque secondi di Paolo Virzì
  • Diamanti di Ferzan Ozpetek
  • Elisa di Leonardo Di Costanzo
  • Fuori di Mario Martone
  • Gioia mia di Margherita Spampinato
  • L’arte della gioia di Valeria Golino
  • La città proibita di Gabriele Mainetti
  • La vita da grandi di Greta Scarano
  • La vita va così di Riccardo Milani
  • Le città di pianura di Francesco Sossai
  • Primavera di Damiano Michieletto
  • Sotto le nuvole di Gianfranco Rosi
  • Un anno di scuola di Laura Samani

 


Foto autore articolo

Cristian Arni

Cristian Arni (Arnerich), Romano di nascita (1971) fiero delle sue origini Croate-Dalmate / giornalista e redattore su varie Testate, addetto stampa, esperto in marketing e comunicazione per professionisti, aziende ed in altri ambiti / alle spalle anche una formazione teatrale e trascorsi di palcoscenico con grandi Maestri.