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‘CONSORZIO BLU’ E ‘IN CAMMINO’, COME E’ ANDATA A FINIRE?

Scritto da redazione di roma il . Pubblicato in .

– Here we go, siamo all’ultimo round, tra internalizzazioni negli enti pubblici e cooperative sociali che escono dai servizi. Chi resterà in piedi al suono della campana? Scommetto che non vedete l’ora di sapere come diamine è andata a finire questa questione…

Rieccoci con l’eccitante inchiesta (inchiesta? Non lo dite a nessuno, ma in realtà esiste un solo articolo, lo so perché l’ho scritto io… https://consulpress.it/consorzio-blu-arrivederci-roma-goodbye-au-revoir/ ) relativa all’internalizzazione del personale per i servizi ADI socio-assistenziali e socio-sanitari presso l’ASL Roma1, e la conseguente uscita delle Cooperative Sociali che finora erogavano quei tipi di servizi per conto dell’Ente. Parliamo come ricorderete della cooperativa Consorzio Blu e delle sue associate, come la cooperativa In Cammino, e se non lo ricordate ecco il link dove andarvi ad informare https://consulpress.it/consorzio-blu-arrivederci-roma-goodbye-au-revoir/

 

Fatto? Lo avete letto? Ok, siete ora iniziati al 33esimo grado, procedete pure con la lettura di quanto segue. Innanzitutto urge una rettifica dell’articolo di cui sopra: abbiamo parlato dell’uscita del Consorzio Blu e della Cooperativa In Cammino dall’ASL Roma1. Non è così, amici, è uno sporco errore, e anche se è stata tutta colpa del T9, me ne assumo comunque la completa responsabilità. Cenere sulla mia testa, dunque. Le internalizzazioni sono infatti previste per alcune strutture del territorio, ma i servizi ADI prevedono diverse forme e procedure di erogazione, e uscire dalla gestione di un servizio non significa automaticamente la cessione di ogni appalto, contratto o collaborazione con la suddetta ASL. Detto ciò, il Primo Ottobre è arrivato. Se non sapete di cosa parlo ecco il link “per saperne di più”  https://consulpress.it/consorzio-blu-arrivederci-roma-goodbye-au-revoir/

Il Primo Ottobre è arrivato, dicevamo, e tutto è ormai compiuto, prode Legolas. Facciamo però un passo indietro, e torniamo a quello scorso 30 Settembre. Nella tarda sera di quel giorno preciso, a tutti i nostri 400 (ve li ricordate i 400, sì? Sicuri? vi devo rimettere il link?!!) è giunta da parte della Cooperativa Sociale Il Cammino, una comunicazione urgente relativa alla gestione del personale impiegato presso i servizi ASL Roma1. La comunicazione urgente indicava nell’ordine le diverse strutture interessate all’internalizzazione, le date di decorrenza del procedimento e le destinazioni per il trasferimento di servizio fuori Regione per gli impiegati interessati (Emilia-Romagna, Veneto, Friuli-Venezia Giulia, con possibilità di alloggio gratuito per i primi tre mesi e viaggio a spese della Cooperativa). Per tutti gli altri si formalizza l’avvenuta richiesta di intervento degli ammortizzatori sociali, dopo confronto con le Organizzazioni Sindacali.

Insomma, sembrerebbe che la Cooperativa Il Cammino abbia agito in modo più che responsabile, mettendo in atto tutte le procedure adeguate al caso specifico. Ma si da il caso che il caso specifico siano i nostri 400 (link?), 400 famiglie, mamma mia, parliamo di un sacco di gente, e ci si augura per tutti loro che il ‘c.a. 80% dello stipendio garantito‘ arrivi nei tempi comodi ai loro bisogni, cioè subito, amici, più o meno right now. E mi auguro che il tempo di attesa gli sia comunque dolce.

Poteva finire qui, quasi poetico, e invece scatta la Rubrica “Imprevisti e Probabilità” (ne avete mai sentito parlare per caso? E’ carina, leggete, leggete…)

IMPREVISTI: dopo comunicazioni telefoniche che risulterebbero frettolose e poco chiare, il datore di lavoro invia una lettera ufficiale la sera del 30 Settembre, contenente una comunicazione urgente: sospensione prestazione di lavoro dal 1 Ottobre. Diamine e che è, una revolverata? Alla faccia dell’urgenza, mancano 50 minuti, qui c’è da chiamare già il prete…!! “Mi dispiace, abbiamo fatto tutto il possibile, ma ci sono state complicazioni, gli organi si sono internalizzati…” e amen.

PROBABILITA’: Mi rubi la probabilità di andarmi a trovare tempestivamente un altro lavoro. Le tempistiche sono fondamentali in queste questioni, il tempo è danaro, chi tardi arriva male alloggia. Magari qualcuno dei 400 avrà pure rifiutato qualche buona proposta di impiego, ignaro della reale situazione. Magari hanno detto di no a quel nuovo bando della NASA, ne avrete di certo sentito parlare, “Let’s take people with disabilities to Mars- Mission One”, e che richiedeva, tra le altre figure professionali, anche quella degli OSS, garantendo alloggio gratuito sul Pianeta Rosso per ben otto mesi, e non tre. Pensione completa.

Quindi basta girarci intorno amici, ‘che mi sono stufato. La domanda vera qui, la pistola fumante, è la seguente: da quando si aveva l’effettiva certezza della decorrenza del processo di internalizzazione? L’obbligo di preavviso chiaro e tempestivo, qualunque sia la situazione o la problematica venutasi a creare, è prima di tutto una questione etica ancor prima che professionale. E la buona educazione non guasta.

Il tempo del personale non è di proprietà del datore di lavoro. Tutti d’accordo?

E’ di vite umane che stiamo parlando no?

400.

 

Ciao,

Franco Beste