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Domani la festicciola della liberazione ….sabato 25 Aprile

Scritto da Franco D'Emilio il . Pubblicato in , .

                                     

E domani, immancabilmente, sarà festa per l’Italietta antifascistella, ancora in piazza a sgolarsi con Bella ciao, ad agitare vanamente all’aria minacciosi pugni, ormai solo tanto mollicci nel loro spirito resistenziale, infine a rimpinzarsi delle tante “pastasciutte partigiane”, innaffiate da “rosso bandiera”, programmate soprattutto nei comuni e nelle regioni a guida della sinistra.

Uno slogan, celebrativo del 25 Aprile, sostiene che La libertà è come l’aria ovvero tanto ipocritamente resta nel vago di un’affermazione di principio, giocando sul sottinteso che, storicamente e nell’attualità, la libertà del nostro libero respiro coincida esclusivamente con lo spirito della liberazione dal nazifascismo.
Per questo, domani, tanta retorica e bugiarda celebrazione degli ideali e dei valori della Resistenza riterrà opportuno, giusto manifestare la sua piena ostilità al governo Meloni, ritenendolo arbitrariamente e fuori da ogni ragione, quindi con tanto torto marcio, espressione di nuovo  fascismo contro la libertà e la democrazia.

pena, partigianelli commedianti in piazza domani contro un centrodestra al governo nella piena legittimità di ampio consenso elettorale e nell’esercizio di grande rispetto dei principi costituzionali! Che rospo, domani, da ingoiare per “i compagnucci della parrocchietta” partigiana, cito un’espressione dell’indimenticabile Mario Pio di Alberto Sordi: tutto il loro fazioso, divisivo, riottoso antifascismo a stento è sopravvissuto e sopravvive nell’evidenza come ogni suo obiettivo sia andato miseramente a buca.
La celebrazione del 25 Aprile, così come nella triste liturgia da parte dei suoi attuali, rabbiosi epigoni, ha davvero solamente parole, temi di lugubre contenuto e spirito, ma, ancora di più, risulta contradditoria, falsa quale “grande fuga bugiarda” dalle divisioni, dagli orrori del movimento partigiano, non escluse le molte complicità tra antifascismo e fascismo.                                                                     

Scorrendo ampia documentazione presso l’Archivio Centrale dello Stato di Roma, si apprende incontestabilmente quanto l’antifascismo abbia ricattato tanta dirigenza fascista perché sotto la minaccia di una pesante epurazione transitasse a piè pari al servizio dei partiti del partigianato liberatore. L’antifascismo, ormai, è solo il movimento conservatore di privilegi e prerogative resistenziali con la pretesa di soffocare tanta altrui libertà, in particolare l’espressione della moderna destra italiana, vera e consolidata voce culturale e politica. L’antifascismo non ha futuro perché irrimediabilmente lontano da ogni positiva proiezione verso il progresso del paese, verso la moderna evoluzione del nostro sistema istituzionale, verso la concreta pacificazione nazionale all’insegna di una proficua ricerca di possibili intese, fuori da pregiudiziali e settarismi. La storia ha nettamente confermato la sconfitta di tanta sinistra, principalmente quella comunista, poi di tanto antifascismo demagogico e illiberale, infine di tanta becera propaganda di un 25 Aprile, segnata sul calendario come festicciola antifascistella a tarallucci e vino.

 


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Franco D’Emilio

Storico, narratore, una lunga carriera da funzionario tecnico scientifico nell’Amministrazione del Ministero per i beni e le atiività culturali