
Giuste le bombe sulla dittatura teocratica, terrorista, assassina dell’Iran
Scritto da Franco D'Emilio il . Pubblicato in Economia, Finanza e Politica.
L’attuale intervento militare degli Usa e di Israele contro l’Iran costituisce, finalmente, l’inevitabile. perché necessaria e improcrastinabile, bonifica del Medio Oriente dal ruolo destabilizzante, offensivo del regime kameneista verso ogni possibile composizione del conflitto arabo-israeliano, verso qualunque proposito di pace, verso la pur minima espressione di democrazia in un’area geografica, perlopiù a forte impronta autoritaria.
Soprattutto, quello statunitense e israeliano è un intervento giusto che, dopo anni di tolleranza malriposta, di inutile fiducia nelle posizioni iraniane, compreso il loro atteggiamento dilatorio a qualunque tavolo di trattativa, colpisce efficacemente la rete terroristica, appunto sostenuta e armata dall’Iran, a livello sia locale che globale, in quest’ultimo caso attraverso le diffuse “cellule dormienti”, infiltrate anche attraverso il fenomeno migratorio e pronte a scatenarsi ovunque al minimo segnale.
Infatti, come si può, al riguardo, ignorare quanto il vergognoso regime iraniano degli ayatollah, gli alti esponenti del clero islamico, sia stato prodigo di copertura finanziaria e militare con ben cinque, rilevanti gruppi terroristici, sparsi strategicamente in tutto il Medio Oriente e pure fuori da esso, dunque operativi quali “quinte colonne o attori su delega“, sempre coordinati dal Corpo dei Guardiani della Rivoluzione Islamica in Iran?
Rinfreschiamo la memoria a quanti, in particolar modo a sinistra, fanno spallucce e negano questa verità sul terrorismo collaborazionista dell’Iran: in primo luogo, gli Hezbollah, attivi in Libano; poi, gli Houthi, presenti in Yemen con un ferreo, violento controllo della navigazione sul Mar Rosso; ancora, Hamas, attiva in Palestina, terribile sua squallida impresa il vile attacco del 7 ottobre 2023 in territorio israeliano, uccidendo ben 1200 tra civili e militari e prendendo in ostaggio circa 250 persone; quindi le Milizie Sciite in Iraq, impegnate contro la presenza americana; per concludere, le Milizie Sciite in Siria, prevalentemente protagoniste di guerriglia “mordi e fuggi“.

Altrettanto provvidenziale l’intervento Usa-Israele contro il progetto della dittatura iraniana di produrre e vendere armamenti, soprattutto aeronautici senza pilota, praticamente droni e razzi, a chiunque disposto a combattere l’occidente politico, colpevole di spirito democratico, pluralista, immancabilmente favorevole allo stato d’Israele, del quale, non dimentichiamolo, la dittatura religiosa, assassina dell’Iran ha sempre sostenuto la cancellazione dalla faccia del pianeta con ostinata, stupida faziosità ideologica.
Ugualmente opportuno l’intervento americano-israeliano, finalizzato alla distruzione degli impianti iraniani, ufficialmente adibiti alla produzione di uranio arricchito entro la quota del 5%, solitamente prevista per centrali nucleari a fini elettrici, ma, in realtà, orientati sfacciatamente al raggiungimento della quota superiore, necessaria alla realizzazione di una propria bomba atomica, quale possibile arma offensiva, nient’affatto dissuasiva, deterrente. Già prima di essere attaccato, l’Iran degli ayatollah risultava prossimo al 65% di arricchimento del suo uranio, quindi molto sopra quanto previsto a fini pacifici.
Infine, davvero strategico l’intervento Usa-Israele per rompere ogni intesa collaborativa iraniana con la Russia e la Cina sul piano petrolifero e militare: della prima l’Iran sosteneva la sua aggressione all’Ucraina, ormai pericolosamente protratta nel tempo e sempre più impopolare tra i russi stessi; della seconda, invece, sosteneva la sua voracità energivora a fini industriali e militari, dunque assai dipendente dal petrolio degli ayatollah; tutto questo in cambio di aver mano libera in Medio Oriente per brigare contro la tradizione, l’attualità, la concreta volontà di pace della democrazia americana, europea e israeliana.

A tal proposito, storce il naso tutta la sinistra, italiana e non, pure supportata da ambigui fiancheggiatori del centrismo moderato, che con grande spudoratezza accusa gli Usa e Israele, quindi Donald Trump e Benjamin Netanyahu, di aggressione imperialista e condotta illegale sul piano del diritto internazionale. E’ la stessa sinistra che tanto ipocritamente in chiave antifascista si sciacqua sempre la bocca con le parole di Sandro Pertini “Alla più perfetta delle dittature preferirò sempre la più imperfetta delle democrazie”, ma, adesso, nei confronti della lurida ed efficiente dittatura iraniana declina dall’affermazione pertiniana. Tutta la sinistra definisce fascista l’attacco all’Iran, spudoratamente dimentica del grande valore dell’imperfetta democrazia americana e israeliana rispetto all’abietta, malvagia dittatura degli ayatollah contro cittadini senza libertà, diritti, dignità e, persino, costretti a subire l’arretratezza e le difficoltà a seguito di una pluridecennale politica economica, solamente fallimentare.

Giusto, legittimo, incontestabile, allora, l’intervento militare Usa-Israele contro l’Iran e la sua dittatura, indegna interprete della legge coranica. Nessuno, certo, rimpiangerà l’uccisione di Ali Kamenei, ex guida suprema dell’Iran, invece la gran moltitudine dei cittadini iraniani attende ora che la fine del Komeinismo segni l’inizio di un nuovo corso istituzionale nel rispetto dello spirito e del confronto democratico. La contrarietà all’intervento militare degli americani e degli israeliani può solo ravvisarsi nel blaterare di tanta sinistra illiberale e faziosa dietro inutili ma, vani se ed inconsistenti distinguo.










