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In Ricordo di Mario Michele Merlino, “Andato Oltre”
all’inizio del 5° Ventennio della sua Vita

Scritto da Redazione il . Pubblicato in .

….. MA GLI AMICI LO CHIAMAVAN  MAGO 

UNA RIEVOCAZIONE A PIU’ VOCI  da parte di alcuni suoi Amici e Camerati, dopo la Commemorazione Religiosa celebrata nella Chiesa della Santissima Annunziata in via di Grotta Perfetta, a Roma Sud, la mattina di sabato 7 Febbraio  e quasi dopo un mese esatto dal 4 Febbraio, giorno in cui ci hai lasciato.  

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Mario Merlino nel Bosco contro il Nulla 
 
Mario Merlino ha terminato il suo passaggio terreno nel silenzio e nella riservatezza che si era imposto. Le nostre vite si sono incrociate per un attimo di tempo nel crogiolo delle esperienze giovanili che i ragazzi nati negli anni ‘40 hanno vissuto nella seconda metà del XX secolo, in una Roma, mai indolente con loro, spesso generosa, ma, a volte, anche crudele.

In un incontro-dibattito, di oltre dieci anni fà, nel dinamico salotto culturale di Horafelix, ci scambiammo qualche battuta simpatica sul Campidoglio, fatale genius loci e ribalta amministrativa che, complici le infinite vie della Provvidenza, ospitò la mia più significativa esperienza politica.  
Merlino è stato una incarnazione intelligente del ribelle antimoderno che volle essere libero da ogni condizionamento, non per essere anarchico o affermare il nulla, ma per preservare una libertà interiore e per alimentare una comunità che sceglie di “passare al bosco” al fine di offrire gli orientamenti necessari per superare le sfide distruttive.

Una persona con una forte umanità e un fondamento religioso che rappresentano   le due colonne che erigono il Tempio che preserva dai rischi di quel potere che sorveglia e soffoca, chi voglia conservare la “libertà di dire no ad ogni ipocrisia”.

La Messa e le giuste parole del Sacerdote che ha celebrato la funzione funebre, l’intensa partecipazione di tanti, l’omaggio composto e comosso, hanno segnato la sua uscita dal bosco per l’incontro con quel Dio Creatore che regna su tutte le cose e che impedisce il prevalere di quel nulla che Mario ha sempre combattuto. 
Siamo di fronte ad un tempo difficile ed a possibili scenari tragici, in qualche modo già in atto, guai a non ricercare di coltivare una intelligenza e comprensione vera dei fatti, una fermezza d’animo, una lungimiranza oltre i profili e le parole di guerra, una solidità spirituale, una fede che salva. Sono le riflessioni che accompagnano Mario nel suo cammino verso la Casa Eterna.

Pietro Giubilo

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In morte di Mario Merlino, il nostro “Mago”

Dopo 24 ore di intenso dolore, caro Mario, sono qui a ricordarti, a commemorarti. Per me, anche se ti sapevo molto ammalato e tremendamente stanco, eri e resti un immortale.
Un pezzo della mia vita se ne va con te, un pezzo di me stesso. Quanti sogni, quante lotte, quante battaglie abbiamo fatto e costruito insieme. Ore, giorni, mesi, anni stupendi; anche nelle ore buie sempre in piedi, sempre con la schiena dritta: come dicevi tu “in faccia al sole ed in culo al mondo”.
Troppe cose ci hanno legati, troppi fatti ci hanno tenuti uniti come due, insieme a tanti altri, camerati di lotta per la nostra grande Idea, per amore dell’Italia, in un sogno di un’Europa autentica, per il bene dell’umanità tutta.
Ho letto tanti commenti sulla tua dipartita, chi ti definisce di destra, chi ti definisce neofascista, ma tu non sei nulla di tutto questo, tu sei il prototipo del Fascista, perchè hai incarnato l’essenza stessa di quella grande Idea e della sua dottrina. Hai incarnato in te la potenza di una cultura profonda senza alcun pregiudizio e una propensione a trasferire nella vita quotidiana il tuo sapere; una profondità e modernità di pensiero abbinato ad una lucidità e consequenzialità di azione.
Hai realizzato in te i valori perenni della Tradizione, quali Onestà, Lealtà, Coraggio con una profonda proiezione verso il sociale. Hai saputo far convivere aspetti all’apparenza dissonanti. Infatti eri per l’Ordine, quello interiore, dello spirito, ma anche profondamente anarchico, un po’ per tradizione familiare ma molto per convinzione. Ne abbiamo parlato a lungo quando, oltre 60 anni fa, venivi a riposarti dalle tensioni del nostro impegno quotidiano a casa mia dove dicevi di trovare un’oasi di tranquillità.
A volte facevi lunghe dormite ed io facevo i primi passi nell’impegno politico – per questo ero poco conosciuto e casa mia poteva essere tranquilla – che mi porterà prima nel GUF Caravella, poi in Nuova Caravella ed in fine nella nostra grande casa di formazione di Uomini e di Idee: Avanguardia Nazionale.
Una casa dove tu, Stefano e tanti altri camerati insieme siamo riusciti a costruire un sogno che stava diventando realtà. Prima con la battaglia di Valle Giulia dove gli studenti dell’università di Roma, di tutte le componenti politiche dalla destra alla sinistra, con noi davanti, liberarono la facoltà di architettura occupata dalla polizia. (A differenza di quanto accade oggi, quando i poliziotti alzavano le braccia in segno di resa, non li aggredivamo ma li lasciavamo andare via).
Era l’unità generazionale contro il sistema dei partiti. Poi, quando eri purtroppo ingiustamente detenuto, con la rivolta di Reggio Calabria: unità di tutto un popolo, senza distinzioni, contro la lottizzazione partitocratica finchè non intervennero i carrarmati.
Poi … il sistema ebbe nuovamente il sopravvento con gli opposti estremismi che condussero nel vicolo cieco della lotta armata. Vani, caro Mario, furono i nostri sforzi per bloccare questa deriva suicida….
Ecco, potrei continuare a lungo con tante esperienze e tanti eventi che ci hanno visti fianco a fianco nella lotta politica e tu sei stato sempre presente con il tuo stile inconfondibile, espressione della profonda sintesi interiore che tu hai saputo realizzare con idee contraddittorie solo in apparenza e quindi espressione visibile, come dicevo, della grande sintesi di idee e valori quale è il Fascismo.
Grazie Mario per quello che ci hai dato con la tua presenza, grazie per quello che ci hai lasciato con le tue opere in prosa e in versi, grazie per tuoi insegnamenti, ma soprattutto grazie per quello che ci darai in futuro perchè… la marcia continua e tu sarai sempre con noi.
 
Adriano Tilgher 

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Sei stato “Un Grande” ed ora sei ritornato a Camelot !

Non rammento quando, dove e come ci siamo conosciuti la prima volta, se alla Sapienza o in qualche manifestazione.  
… MA ancora mi ricordo quando, in anni oramai lontani dello scorso secolo, ho appalaudito presso il “Nido del Gufo”, Club-Ristorante e Spazio-Recitativo (in via Udine, nel quartiere Italia a Roma) una rievocazione su Robert Brasillach da Te messa in scena con un gruppo di tuoi Allievi. 
Poi altre “Rievocazioni” ambientate nel Paese del Sol Levante – presso  L’Universale, in Prati in via Caracciolo, …poi, anche presso il Caffé Letterario Hora-Felix, entrambi due “Incrociatori da Comattimento”, magicamente condotti nella navigazione della saggezza e dell’intrattenimento dal SempreVerde Maurizio Messina. E guarda caso, proprio la Mamma di Maurizio – nella Scuola  Elementare Alfredo Baccarini in via Paolina – era stata l’Insegnante della classe frequentata dal piccolo Mario Michele Merlino ! 
POI, ancora, quando tante altre volte ho partecipato alle tue conferenze contorniato dai tuoi “studenti e studentesse” del Liceo San Francesco d’Assisi, o alla presentazione dei tuoi Libri, alcuni dei quali ho letto ed ancora conservo, come ad esempio “Strade d’Europa/ Inquieto Novecento / Ai confini del Nero/ Atmosfere in Nero/ E venne Valle Giulia” ….i prmi due scritti insieme a Rodolfo Sideri, tutti firmati con dedica e, se non erro, tutti pubblicati con le Edizioni Settimo Sigillo.  

…. Ciao Mario, forse tra qualche anno – essendo quasi coetani – ci reincontremo in Cielo, sopra Valle Giulia.

Giuliano Marchetti