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La Pedagogia Ambientalista. Centenario dell’Opera Nazionale Balilla

Quest’anno ricorre il Centenario dell’Opera Nazionale Balilla istituita con la Legge 2.247 del 3 Aprile 1926. Un’organizzazione, eretta in Ente Morale, che aveva come finalità “ l’assistenza e l’educazione fisica e morale della gioventù” (R.D. art. 1).

All’inizio era strutturata in due istituzioni, i Balilla  fanciulli dagli 8 ai 14 anni, e gli Avanguardisti ragazzi dai 14 ai 18 anni, a queste si aggiungeranno i Figli della Lupa dai 6 agli 8 anni. L’ONB si rivolgeva anche alle giovani, in base all’età vi erano le Figlie della Lupa dai 6 agli 8 anni, le Piccole Italiane dagli 8 ai 14 anni e le Giovani Italiane dai 14 ai 18 anni. L’intera struttura era suddivisa militarmente in Squadre, Manipoli, Centurie, Coorti e Legioni, come nell’Esercito Romano.

Fondamentale l’uso della divisa, ciascun gruppo si distingueva per l’uniforme, che era vista come “pegno di fedeltà e d’onore”, “come un’altra pelle, una frontiera nuova del proprio essere”. Inoltre furono istituite delle giornate simboliche dove si mettevano in scena, rituali e liturgie, ampie parate e adunate oceaniche, puntualmente riprese dall’Istituto Luce.

Significativa la data del 5 Dicembre dedicata alla “Giornata del Balilla” rievocativa dei fatti del 1746, quando il bambino genovese Giovan Battista Perasso con il lancio del sasso diede inizio alla rivolta antiasburgica. Questo gesto esemplare ispirò il poeta-soldato Goffredo Mameli nella composizione del Canto degli Italiani I bimbi d’Italia si  chiaman balilla e venne esaltato nell’Inno dei Balilla dal titolo “Fischia il sasso”. Altra data simbolica il 21 Aprile, Natale di Roma, si celebrava la “Leva Fascista”, dove avveniva il passaggio da un gruppo a un altro.

Per seguire lo sviluppo graduale e continuo dei giovani, secondo le teorie sintetizzate nella “Medicina Costituzionalista” del medico Nicola Pende, venivano organizzate anche competizioni sportive e ginniche, colonie marine e montane, campeggi impostati militarmente. L’evento annuale più importante era sicuramente il Concorso ginnico-sportivo-militare detto Campo “Dux”, che si rivolgeva soprattutto ai migliori Avanguardisti e si svolgeva a Roma tra la fine di agosto e settembre.

L’adesione all’ONB all’inizio era volontaria, poi nel 1929 passò alle dirette dipendenze del Ministero dell’Educazione Nazionale e l’iscrizione alle Elementari comportava automaticamente l’ingresso nell’ONB. Inoltre il Presidente Nazionale, che dal 1927 al 1937 fu sempre Renato Ricci, diventava di diritto anche Sottosegretario di Stato per l’Educazione Fisica e Giovanile del Ministero dell’Educazione Nazionale.

Renato Ricci, fondatore di questa straordinaria organizzazione fu volontario della Grande Guerra nei Bersaglieri, Ardito, decorato 3 volte al valore, vicino al Futurismo, amico di Marinetti, combatté nello stesso Reggimento di Balla, Sant’Elia, Soffici e altri, partecipò all’Impresa di Fiume e fu un fascista della Prima Ora. Discendeva da una famiglia patriottica, vantava un nonno garibaldino, ferito nella Battaglia di Calatafini e un prozio caduto a Sapri, durante la spedizione guidata da Carlo Pisacane. Diplomatosi in un Istituto Tecnico conosceva molti architetti e scultori, figlio del capocava dei Conti Fabricotti proprietari delle Cave di Carrara. Fu Presidente del Consorzio Marmi di Carrara, dal 1922 al 1926. Si interessò soprattutto alla formazione delle nuove generazioni, comprendendo che allo sviluppo fisico e morale della gioventù occorrevano poche cose essenziali, aria, luce, acqua e sapone.

PEDAGOGIA AMBIENTALISTA

Il progetto educativo del Presidente dell’ONB traeva ispirazione dall’antico Gimnasium e dalla concezione greco-romana della Paideia. “Mens sana in corpore sano” si traducevano nel motto fascista “Libro e moschetto fascista perfetto”. La sana educazione fisica non doveva essere disgiunta dall’esercizio intellettuale e dalla preparazione militare. La Classicità, asse portante della riforma della scuola attuata dal Ministro Giovanni Gentile, trovava nell’ONB la sua espressione sperimentale. “Educare fisicamente il corpo significa influire in modo proficuo sia sulle condizioni fisiche che su quelle dello spirito […] non bisognava pensare di creare giovani, forti, muscolosi, ma privi di una luce interiore che li rende degni di essere gli uomini della classe dirigente di domani” (Eugenio Ferrauto, “Teoria unitaria della persona”, ardito e teorico dell’ONB e poi della GIL).

I principi fondamentali dell’ONB: 1) Infondere nei giovani il sentimento della disciplina e dell’educazione militare. 2) Istruzione premilitare. 3) Istruzione ginnico-sportiva. 4) Educazione spirituale e culturale. 5) Istruzione professionale e tecnica. 6) Educazione e assistenza religiosa. (R.D. 3 APRILE 1926)

Al fine di mettere in pratica questi principi bisognava risolvere due importanti problemi, in primo luogo era necessario edificare spazi adeguati a tale alto proposito e inoltre era necessario individuare un percorso formativo per strutturare insegnanti di Educazione Fisica all’altezza dei tempi nuovi. Seguendo l’idea della Pedagogia Ambientalista, ossia che l’ambiente educa, Renato Ricci affidò all’Architetto Enrico Del Debbio nel 1927 l’Ufficio Tecnico dell’ONB, con il compito di riutilizzare o costruire edifici e impianti adeguati allo scopo. Lo nominò supervisore dei vari progetti di palestre e case del Balilla, incaricandolo di scrivere un manuale con le linee guida indirizzato ai giovani architetti. Inoltre vennero istituite Scuole di Magistero per l’Educazione Fisica, al fine di formare ottimi istruttori e venne soppresso l’Ente Nazionale per l’Educazione Fisica (ENEF), nato in seguito alla riforma Gentile, che aveva posto l’Educazione Fisica al di fuori della scuola, pur considerandola importante.

IL FORO MUSSOLINI

Il Primo corso della Scuola di Educazione Fisica venne inaugurato nella sede della Scuola Militare della Farnesina il 5 Febbraio 1928 e lo stesso giorno si svolse la Cerimonia della posa della Prima pietra dell’edificio che diventerà la sede dell’Accademia Fascista di Educazione Fisica. Il monumentale complesso si trova tra ponte Milvio e viale Angelico, in un luogo altamente simbolico (Battaglia di Ponte Milvio 28 Ottobre 312 d.C). Per la formazione delle insegnanti venne istituita ad Orvieto nel 1932 l’Accademia Fascista Femminile di Educazione Fisica.

Il nucleo principiale del complesso architettonico, monumentale e avveniristico venne inaugurato il 4 Novembre del 1932, anniversario della Vittoria della Grande Guerra e del Decennale della Marcia su Roma. Pochi giorni prima il 28 Ottobre era stata inaugurata la Via dell’Impero. La Tradizione Classica Romano-Imperiale è continuamente evocata, emerge sia dallo stile, sia dalle simbologie, che dai materiali e tecniche utilizzati. Basti pensare al colore dell’intonaco rosso del palazzo dell’Accademia Fascista di Educazione Fisica, al marmo bianco di Carrara, che ispirò il nome dello Stadio dei Marmi, con le sue colossali statue dedicate alle provincie d’Italia, ciascuna rappresentazione di una disciplina atletica, all’impresa straordinaria per la realizzazione del Monolite “Dux”, esaltazione del Mito del Duce, all’uso del mosaico. Un luogo altamente simbolico dove la Tradizione sta a fondamento dell’Innovazione.

“Ludorum primum initium procurandis religionibus datum 
Tito Livio Ab Urbe Condita Libro VII, 3 
La prima origine dei giochi fu data per placare le divinità

                                                                                                       MASSIMO FULVIO FINUCCI E CLARISSA  EMILIA BAFARO