
L’esito del Referendum non sia un alibi per il Governo
a non affrontare l’Emergenza del “Sistema Carcerario”
Scritto da Redazione il . Pubblicato in Giustizia e Pianeta Magistratura.
E’ pervenuto alla Consul Press – su input di Monica Macchioni, Direttore de “Il Graffio” – un interessante intervento a firma dell’Avv. Pasquale Cardillo Cupo – Presidente “Associazione Cesare Beccaria” e che qui di seguito viene riportato integralmente, corredato da alcune nostre note redazionali sulla intera vicenda referendaria.
Carceri, una crisi che non può più attendere:
“Il Referendum non diventi un alibi. Il Governo intervenga subito”
Il sistema penitenziario italiano continua a trovarsi in una condizione di emergenza permanente. A confermarlo non sono più soltanto le storiche denunce delle associazioni e degli operatori del settore, ma i numeri, impietosi, che raccontano una realtà che rischia ogni giorno di oltrepassare il punto di non ritorno.
Secondo le più recenti rilevazioni il tasso medio di sovraffollamento ha raggiunto il 138-139%, contro un già drammatico 134% registrato otto mesi prima. Uno scenario confermato anche dai dati ufficiali del Ministero della Giustizia, che certificano come al 22 marzo 2026 i detenuti fossero 63.944 a fronte di soli 46.343 posti effettivamente disponibili. In alcuni istituti, come Lucca o Milano San Vittore, si raggiungono punte del 250% di affollamento, con una media di quattro persone stipate in spazi pensati per due.
La piaga dei suicidi continua ad essere una ferita aperta dello Stato; Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha recentemente ricordato come “ogni suicidio sia una sconfitta dello Stato”. Nel 2025, secondo l’Associazione Antigone e l’osservatorio “Nessuno tocchi Caino“, si sono registrati 80 suicidi, una cifra leggermente inferiore al record negativo del 2024 ma ancora gravissima.
Nei primi mesi del 2026, si contano già 13 suicidi. Il Garante nazionale, nel suo report, sottolinea come negli ultimi cinque anni si siano verificati 370 suicidi, con un picco nel 2024. Numeri che confermano un fenomeno strutturale, non episodico, e che rivelano una sofferenza crescente sia tra i detenuti sia tra gli agenti della Polizia Penitenziaria, spesso costretti a operare in condizioni estreme e con organici insufficienti. Insieme ai Detenuti anche la Polizia Penitenziaria rappresenta oggi una delle categorie più esposte. Gli Agenti lavorano in condizioni di stress costante, con turni massacranti, reparti sovraccarichi, scarsità di personale sanitario, psicologico e formativo.
Mattarella ha ricordato come questa forza dello Stato operi con una “grande responsabilità, sovente in condizioni di estrema difficoltà”. Tutelare gli agenti significa tutelare l’intero sistema giustizia ed ignorarlo vuol dire condannare il carcere a un inevitabile collasso. Da anni si discute della costruzione di nuovi istituti penitenziari come presunto rimedio principale. Ma i fatti dimostrano che ampliare le mura non risolve i problemi.
Il sovraffollamento non dipende solo dal numero delle celle, bensì da un modello penale e penitenziario che continua a produrre ingressi senza creare reali percorsi di reinserimento, riduzione del danno e alternative al carcere, favorendo così una recidiva enorme, che supera il 70 %, e continuando ad amplificare il problema.
Costruire nuovi istituti senza intervenire sull’impianto normativo significa replicare gli stessi errori, perpetuando costi enormi e risultati inefficaci.
L’esito dell’ultimo Referendum non può diventare un pretesto per fermarsi, non deve e non può rappresentare un alibi politico per rinviare ulteriormente una riforma organica della giustizia penale e dell’esecuzione della pena.
La Costituzione ci ricorda che la pena deve tendere alla rieducazione del condannato, non alla sua mera custodia.
E questo principio, oggi più che mai, è calpestato da condizioni materiali indegne di un Paese civile.
Il Governo ha il dovere di riportare il sistema entro i limiti della legalità costituzionale e della dignità umana.
Ciò significa:
a.) – intervenire sui reati a bassa offensività che congestionano gli istituti;
b.) – ampliare le misure alternative rendendole applicabili per legge, superando una discrezionalità che in una cultura fortemente repressiva continua a vedere ridotte al lumicino le ipotesi di reinserimento e risocializzazione;
c.) – potenziare il personale, non solo di Polizia ma anche sanitario, psicologico ed educativo;
d.) – modernizzare gli spazi e garantire standard minimi di vivibilità;
e.) – rafforzare i programmi di supporto per prevenire il suicidio.
Non servono altri rinvii. Servono decisioni politiche coraggiose.
Un appello alle Istituzioni e ai media
Come Presidente dell’Associazione Cesare Beccaria, rivolgo un appello alle Istituzioni e alla Stampa affinché questa emergenza non venga normalizzata, perché nulla della situazione attuale è normale. Non lo è per i detenuti che vivono in condizioni disumane, non lo è per gli agenti che lavorano in una tensione continua, non lo è per uno Stato che si definisce democratico.
Il carcere è lo specchio della civiltà di un Paese. E oggi quello specchio ci rimanda un’immagine che non possiamo più permetterci di ignorare.
Avv. Pasquale Cardillo Cupo
Presidente Associazione Cesare Beccaria
NOTE A MARGINE
SU QUESTA SFIDA REFERENDARIA la Consul-Press si è schierata decisamente a favore delle “Ragioni del SI”, posizionando tra le medesime la improrogabile necessità di riformare l’intero Sistema Carcerario, ove oramai l’ammodernamento ed ampliamento delle strutture non è più sufficiente per superare l’attuale emergenza, derivante anche – ma non solo – dal sovraffollamento delle carceri, nonché dai problemi dallo stesso generati.

INFATTI, IN LINEA con quanto esposto con rigorosa precisione dall’Avv. Pasquale Cardillo Cupo sull’esigenza di intervenire sia sull’intero impianto normativo, sia sul modello penale e penitenziario, introducendo differenziati percorsi di detenzione e di reinserimento, anche la Consul-Press aveva già da tempo affrontato tali tematiche, auspicando altresì una maggior “umanizzazione” nei confronti degli stessi detenuti, a prescindere dalla condanna che deve seguire il suo corso.
Su tale argomento desidero indicare alcune iniziative dedicate specificatamente al “Mondo dei Detenuti“ in ambito giornalistico ove anche la Consul-Press ha cercato di fornire un proprio supporto (*1)
IN LINEA CON TALI TEMATICHE, ritengo opportuno segnalare una serie di articoli ed approfonfimenti redazionali, sia precedenti ai drammatici anni delle stragi e poi del Covid, sia in tempi più recenti, prima e durante l’inizio dell’Iter Parlamentare, in cui l’attuale Governo – per errori comportamentali e di valutazione (intelligentemente evitabili) – non è riuscito ad ottenere quella maggioranza qualificata neessaria per evitare il “Referendum Confermativo”.
….Referendum ove comunque avrebbe dovuto facilmente pur vincere mentre, invece, per successive defaillances di tutta la sua Coaliazione, è riuscito a farsi sconfiggere da un’Opposizione – senz’altro becera, ignorante e non meritevole – ma comunque alquanto gradita negli ambienti del Quirinale ed in ottima sintonia con certa Magistratura, la quale potrebbere essere defnita come uno stesso Magistrato, Nicolo Gratteri, Capo Procuratore della Repubblica a Napoli, ha “etichettato” Coloro che avrebbere sostenuto le “Ragioni per il SI”.
TRA I SUDDETTI INTERVENTI e relative iniziative, in Roma Capitale, ritengo opportuno evidenziare quelle svolte dal I° Comitato Nazionale per il SI, costituitosi a Roma il 10.10.2025 su input del Periodico “Realtà Nuova” e del CIS – Centro Iniziative Sociali nonché, nei mesi precedenti, da un Convegno/Dibattito svoltosi presso il Caffè Letterario Hora-Felix il 13.06.2025 con la partecipazione degli Avv.ti Massimo Rossi e Romolo Reboa, rispettivamente con Studi a Siena e Roma, già più volte Graditi Ospiti sulla Consul Press con interventi di notevole caratura.
Evito di segnalare una lunga serie di articoli e/o comunicati pubblicati, tra l’altro visionabili sul web della stessa Testata, per terminare questa mini rassegna stampa con la citazione di un saggio “Breve Storia del Diritto Penale“ pervenuto dall’Avv. Roberto Croce e riportata sul web in data 14 marzo, ritenendo doveroso suggerire che – a questo punto – tutte le Forze della Coalizione Governativa si riuniscano prima autonomamente e, poi, anche collegialmente per una approfondita analisi ed una conseguente autocritica.
E al riguardo, su tale argomento, mi piacerebbe proporre a nome della Consul-Press una “Tavola Rotonda” sia presso la Libreria Hora-Felix, sia in altra sede ospitante di reciproco gradimento.
(*1) Clik qui > GIORNALISMO (anche) nelle CARCERI
AD MAIORA ! _______________________ Giuliano Marchetti










