
“Lettera Aperta” a Vittorio Feltri da Luca Sforzini, in polemica sul ‘Caso Vannacci’
Scritto da Redazione il . Pubblicato in Costume, Società e Religioni.
Dal Castello di Castellar Ponzano, a firma di Luca Sforzini
è pervenuta alla nostra Redazione copia di una
“LETTERA APERTA a VITTORIO FELTRI”
che viene pubblicata integralmente con, al termine, alcune osservazioni personali del direttore editoriale di Consul-Press
Lettera Aperta a VITTORIO FELTRI
<Quando il conformismo chiama “dilettantismo” il coraggio>
Chi liquida ogni scelta non allineata come “dilettantismo”, come pretenderebbe di fare Vittorio Feltri in un suo editoriale, rivela una vecchia abitudine italiana: quella di scambiare la fedeltà per serietà e il conformismo per coerenza.
In politica non è dilettante chi cambia strada. È dilettante chi non si accorge che la strada è finita. Ed e’ tempo di cambiare.
Il vero tema non è un uomo, né una tessera di partito. Il tema è un sistema politico che da anni sopravvive più per inerzia che per visione. Un sistema in cui restare immobili viene chiamato “responsabilità”, mentre ogni tentativo di rompere gli schemi viene bollato come tradimento.
La storia italiana – quella vera, non quella scritta negli editoriali – insegna il contrario: tutte le svolte sono nate da fratture, non da permanenze. Chi oggi deride, domani spesso rincorre.
C’è poi un equivoco di fondo: confondere il potere con la politica. Il potere ama la stabilità, la politica vive di conflitto, rischio, decisione. Quando il potere si sente disturbato, usa sempre le stesse parole: dilettante, avventuriero, irresponsabile. È già successo. Succederà ancora.
Quanto al “riposo al circolo ufficiali”: la storia non la fanno quelli che si riposano, ma quelli che decidono di esporsi quando sarebbe più comodo tacere. Il riposo è una scelta legittima. Ma non è una virtù politica.
Il tempo dirà chi ha capito prima che una stagione era finita — e chi, per difendere l’esistente, o rendite di posizione – ha preferito riderne. Noi scegliamo il rischio. Altri scelgono la nostalgia.
Vannacci ha scelto la via più difficile, quella della coerenza. Non ha voluto tradire i propri ideali.
Siamo sicuri che gli italiani sapranno premiare questo slancio di coraggio.
Luca Sforzini
– Castello Sforzini di Castellar Ponzano
– Centro Studi Rinascimento Nazionale
https://www.rinascimentonazionale.it/
NOTE A MARGINE
PERSONALMENTE da vari mesi sto condividendo varie interessanti iniziative a firma di Luca Sforzini / Legione del Castello alle quali la Consul-Press, da più tempo, sta dedicando una doverosa e meritata attenzione e, personalmente, anche sulla “Lettera Aperta a Vittorio Feltri” mi trovo, pur se a malincuore, ma razionalmente quasi obbligato ad aderire alle critiche in essa giustamente contenute.
Preciso ‘pur se a malincuore’, in quanto per Vittorio Feltri, a volte simpaticamente presente su questa Testata, conservo ancora un’ammirazione ed una stima quasi incrollable, ritenendolo un Primus inter Pares tra i Giornalisti e i Direttori di organi di stampa.
Ricordo infatti come molti anni fa Vittorio Feltri riuscì a resuscitare (da una morte decretata dal C.d.R., ovviamente di Sinistra) e a rivitalizzare “L’Europeo“, prestigioso periodico del Gruppo Rizzoli; così come successivamente a rilanciare il quotidiano “L’Indipendente“, trasformandolo in un “Alfiere” dell’opposizione anticonformista; poi a guidare “Il Giornale“ dopo l’uscita di Montanelli, nonché a creare dal nulla “Libero“, un nuovo purosangue per correre nelle praterie dell’ informazione. Credo sia superfluo rammentare le sue interessanti prese di posizione e relative battaglie, le memorabili interviste ed i suoi libri
Comunque, nonstante la mia ammirazione per Vittorio Feltri (a cui – pur senza conoscerlo personalmente ma per simpatia – nel 2009 inviai in regalo un bel libro “Umorismo Bergamasco” (*1) dopo uno scambio epistolare sulle “mutazioni di Gianfranco Fini”) non condivido la sua attuale presa di posizione contro il Generale Roberto Vannacci, pur cercando di comprendere forse le eventuali motivazioni, tra cui:
a) la necessità di non indebolire la Coalizione del Governo sotto attacco da parte d’una opposizione sinistrorsa sempre più becera;
b) il dovere di lealtà ed obbedienza di ogni Parlamentare nei confronti del Partito d’appartenenza, anche se divergente dalla sua personale base elettorale;
c) la inopportunità di sollevare obiezioni o creare dissenso nei confronti dei Vertici del Partito o Gruppo di appartenenza.
Sulla base di queste possibili ipotesi, riterrei invece senz’altro auspicabile aprire un’ampia disanima anche tramite la Consul-Press, con la convinzione che un dibattito a 360° nell’ambito di un vasto CentroDestra – se costruttivamente e seriamente articolato – possa risultare fondamentalmente indispensabile.
Ciò al fine – da parte dei Vertici delle diversificate “Forze di Coalizione” – di valutare e di non ignorare quale sia il reale “stato d’animo” (con le eventuali motivazioni e/o insoddisazioni, consensi e/o critiche) nonché quali siano i sentimenti, le sensazioni e le aspettative dei più qualificati rappresentanti della BASE, essendo costoro, comunque e sempre, Persone Pensanti.
E al riguardo, ritengo poter esporre qualche osservazione o riflessione, avendo alla spalle un’Antica Militanza nell’ambito di una determinata Area Politica Identitaria, pur trovandomi quasi costantemente collocato nella “parte minorataria nell’interno della stessa opposizione” alla Segreteria e/o Direzione del Gruppo o Partito di riferimento.
__________________ Giuliano Marchetti










