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Link Campus University: dalle “Lauree Facili” alla nuova era Polidori,
tra affari, politica e università telematiche

Scritto da Alessio Tommasi Baldi il . Pubblicato in .

Dalla condanna dell’ex ministro Vincenzo Scotti ai nuovi assetti guidati da Francesco Polidori:
il caso Link Campus come paradigma delle distorsioni nel sistema universitario privato italiano. Un’inchiesta – a firma di Isabella Savonarola, già pubblicata su “il Graffio.net” del 24 marrzo u.s.- che attraversa anni di cronaca giudiziaria e passaggi societari: dalle accuse di “lauree facili” alla condanna in primo grado dell’ex ministro Scotti, fino al riassetto del sistema universitario privato sotto il gruppo Polidori. Sullo sfondo, l’espansione delle telematiche, gli intrecci con sanità e politica e un quadro normativo ancora in evoluzione __________Alessio Tommasi Baldi

Il cosiddetto “Decreto Bernini” del dicembre 2024, che aggiorna il quadro normativo delle telematiche, ha concesso almeno altri tre anni per l’adeguamento agli standard delle università tradizionali.


INCHIESTA  a  cura di  ISABELLA SAVONAROLA 


Digitando l’indirizzo <www.unilink.it> si entra nel magico mondo della Link University, con tanto di drone che ti accompagna a sorvolare l’immenso edificio storico, il Casale di San Pio V, immerso nel verde, dove è possibile – in un clima esclusivo di ritiro dalle tentazioni e distrazioni della caotica Roma – seguire le lezioni, dare gli esami e discutere le tesi. Pare di accedere all’Università modello Campus.
Ce n’è per tutti i gusti, dai master di livello I e II, ai Corsi di Alta Formazione, alle Certificazioni Linguistiche, agli Esami di Stato per diventare Dottore Commercialista, Revisore Contabile e Revisore Legale, ai corsi di Laurea in Medicina e Chirurgia, in Odontoiatria, Infermieristica, Osteopatia, Radiologia Medica, Fisioterapia, Giurisprudenza, Scienze Politiche, Economia, Comunicazione, DAMS, etc etc etc.
Abbiamo una forte vocazione internazionale che realizziamo attraverso accordi stretti con numerosi atenei esteri al fine di favorire la mobilità di docenti e studenti. Il nostro obiettivo è quello di fornire ai nostri studenti la preparazione e le competenze necessarie ad affrontare le sfide del mondo del lavoro, fornendo un’offerta formativa che affianca alla didattica tradizionale una ampia attività seminariale e di laboratorio favorito dal lavoro in piccoli gruppi, recita come un mantra il pensiero introduttivo al sito.

La favola bella finisce in fretta e i titoli cambiano la narrazione

La favola bella, infatti, è quella del luogo fatato dove lo studio viene messo al primo posto, dove vige armonia fra gli studenti, e il copione potrebbe a lungo continuare se l’occhio non cadesse sulla cronaca perchè il quadro risulti completamente diverso.

“Esami facili alla Link Campus, 71 indagati per falso e associazione a delinquere: nei guai l’ex ministro Scotti e molti poliziotti” (La Repubblica e Il Fatto Quotidiano, 2020). 
I PM contestano la mancata frequenza alle lezioni e il fatto che la struttura consentiva di sostenere gli esami a Firenze anziché nella sede di Roma della Link Campus come sarebbe stato obbligatorio. Risulterebbe inoltre agli inquirenti che i docenti consegnassero prima delle prove d’esame le domande o i temi ai laureandi oltre ad accettare o consentire altre scorrettezze che nulla hanno a che vedere con le canoniche prove di esame.
E ancora: 
Caso Università Link, rinviato a giudizio ex ministro Scotti. A finire nell’occhio del ciclone anche il segretario generale del SIULP, che avrebbe indirizzato verso l’ateneo numerosi agenti in servizio a Firenze, garantendo un percorso di studi agevolato
“Caso Università Link, rinviato a giudizio ex ministro Scotti” (ANSA, 2021) 
Il segretario generale del SIULP avrebbe indirizzato numerosi agenti verso l’ateneo garantendo un percorso agevolato (Il Fatto Quotidiano)

La condanna: “associazione a delinquere”

Cinque anni e 6 mesi in primo grado a Vincenzo Scotti ex ministro e presidente della Link Campus University. La truffa per il Tribunale era sistematica. Verbali d’esame falsificati, prove d’appello mai svolte, docenti che certificavano esami di materie che non avevamo mai insegnato, vedi il caso dell’Insegnante di Spagnolo che non lo parlava mai perché non conosceva la lingua in questione. La vicenda colpisce il re del sistema delle università private.
Alla Link la laurea era solo una formalità. Dalle carte emerge che bastava pagare per poter raggirare le regole ed avere la sponda giusta per portare a casa il pezzo di carta. Le aule vere erano a margine, i verbali si compilavano altrove. Le prove quando c’erano non passavano dalle commissioni perché era già tutto scritto.

Espansione e tensioni: il caso Marche

Nonostante le vicende giudiziarie, la crescita prosegue e il Resto del Carlino:
Caso Link University, Carancini: tentativo di destabilizzare il sistema universitario marchigiano  spiega il tentativo della Link campus University – ente universitario privato – di insediarsi nel sistema formativo marchigiano con due nuovi corsi di Medicina e se questo non rappresenti un vero e proprio attacco al cuore delle Università Pubbliche marchigiane divenute da tempo sinonimo di eccellenza.

Il nuovo assetto: il sistema Polidori

Si chiama Francesco Polidori, è un imprenditore e diplomatico e risulta essere oggi l’unico proprietario della Università. 
Il nome di Polidori è da decenni noto nel mondo della istruzione privata in quanto fondatore della scuola per corrispondenza “Centro studi tecnici Guglielmo Marconi, fondatore e ideatore di Cepu, che ha contribuito a supportare gli studenti universitari in Italia e all’estero. Sempre suo è e-campus.
Della Link University risulta presidente del cda il figlio di Francesco Polidori; Pietro Luigi, proprietario anche del 50%  della Monte Finanziario Europeo srl, società che si occupa di operazioni immobiliari, finanziarie e anche corsi di formazione. L’altro 50% è detenuto dalla sorella Martina Polidori.
Sono inoltre documentati finanziamenti alla Lega (2022–2023), regolarmente dichiarati.

Università telematiche: il business dell’istruzione

Il caso Link si inserisce in un sistema più ampio.  Da quella dell’ex parà Bandecchi oggi sindaco di Terni alla Pegaso del miliardario Iervolino, il quale però ha venduto la sua Università Telematica al fondo britannico CVC Capital Partner nel 2021. Questa vendita importantissima ha segnato un passo significativo nella carriera dell’imprenditore e nel suo impegno nel settore della istruzione online. Iervolino ha continuato a partecipare attivamente alla gestione delle Università Pegaso e Mercatorum contribuendo allo sviluppo del gruppo nel settore dell’educazione online in Italia. Adesso la prossima frontiera sarà quella del riconoscimento del titolo di studio online a stranieri extra Ue.

Potremmo andare incontro a distorsioni ancora più profonde del sistema di istruzione, dando un messaggio altamente diseducativo e fortemente allarmante anche per la sicurezza dei cittadini. Ad esempio, per quanto riguarda le professioni mediche, chi vorrebbe farsi operare da un chirurgo proveniente da uno di questi laureifici facili?

Gli intrecci: università, sanità e media

Ma tornando al Polidori, emerge anche un’altra realtà interessante: l’universo di società che gira intorno al gruppo Polidori, che in Carmine Pellegrino ha il suo frontman. Nel 2022 il Gruppo Angelucci passa il timone ai Polidori vendendo l’asset universitario in una operazione finanziaria più complessa dove rientravano le cessioni di 28 cliniche che poi son passate al gruppo Angelucci.

La Tosinvest cede a Polimedia la società che gestisce i Corrieri del centro-Italia. 
Polimedia, costituita nell’Ottobre 2022 come veicolo è detenuta da Monte Finanziario Europeo srl, la cassa dei Polidori gestita da Carmine Pellegrino, indicato come elemento di raccordo tra i gruppi. Tra i nomi che emergono nelle ricostruzioni societarie anche quello di Ubaldo Livolsi, protagonista di scalate, bancherotte e vicinissimo alla famiglia del Cavaliere.

Politica e norme

Nonostante i Polidori detengano un monopolio ingombrante come quello delle università telematiche in Italia e siano per questo oggetto di interesse delle autorità, in qualche modo sembrano immuni al problema e riescono a realizzare i loro disegni, compreso quello di aprire una sede nelle Marche a Villa Cola, nonostante i ripetuti NO delle Marche, cosa che danneggia inevitabilmente il sistema delle Università pubbliche di quella Regione.

D’altra parte il cognome Polidori è diventato un cognome di peso. Il gruppo Polidori, infatti, rivendica un fatturato che nel 2024 ha superato i 605 milioni di euro, con 222.533 studenti e un EBITDA di 132 milioni.

La domanda resta aperta

I numeri ci parlano di un’impresa che ha intercettato una domanda reale. 
Resta da capire se il quadro normativo e i controlli siano adeguati a garantire che questa crescita avvenga nell’interesse degli studenti, e non solo in quello degli azionisti. Anche il governo in carica e’stato benevolo verso di loro. Il cosiddetto “Decreto Bernini” del dicembre 2024, che aggiorna il quadro normativo delle telematiche, ha concesso altri tre anni per l’adeguamento agli standard delle università tradizionali.

Le opposizioni lo hanno definito “decreto salva-telematiche”; il Ministero lo presenta come un approccio graduale per garantire sostenibilità al processo di riforma. 
Una cosa è certa, il caso Link Campus University non appare più come un’eccezione ma come … un modello da interrogare.

 

 

 


Foto autore articolo

Alessio Tommasi Baldi

Senior Manager di una multinazionale | appassionato di cavalleria, araldica, nobiltà e imperi