
LUCA SFORZINI a RADIO POPOLARE – MILANO:
“Con Futuro Nazionale per guidare il Paese nel 2027”
Scritto da Cristian Arni il . Pubblicato in Economia e Politica.
Questa intervista a Luca Sforzini – trasmessa da Radio Popolare di Milano – è stata rilasciata quasi contemporaneamente ad un altro suo intervento andato in onda su “La 7” e già pubblicato il 17 Febbraio dalla nostra Redazione. Pertanto desideriamo oggi riproporre l’intervista rilasciata ai microfoni della suddetta emittente, dopo il Rito Religioso avvenuto a Pontida domenica 22 Marzo in ricordo di Umberto Bossi.
NOTA INTRODUTTIVA a cura di Cristian Arni
Determinato e sintetico, in tale misura Luca Sforzini, l’Uomo Rinascimentale del III Millennio, Fautore e “Mecenate” del Castello di Castellar Ponzano, ha rilasciato un’intervista in cui si mostra diretto e aperto per un centrodestra esteso, senza scissionismi, né divisionismi. Dalle frange leghiste, in quel Lembo di Terra non lontano dal feudo caro al “Senatur”, recentemente scomparso, Luca Sforzini riteniamo miri all’unione e non ai personalismi.
Lo si potrebbe vedere più vicino a Matteo Salvini, con intenti più nazional popolari, un’estensione a tutto il territorio italiano dei “moti” che partono, in primis, dall’animo e in secundis, da quel Nord- Ovest ove nacquero sentimenti, inizialmente, scissionisti, di indipendentismo da quella “Roma Ladrona” urlata dai “celoduristi”.
Ebbene oggi siamo lontani da quei tempi, quelli della morente Prima Repubblica di cui Umberto Bossi (in questi giorni forse osannato eccessivamente da taluni) a suon di provocazioni e boutade si fece strada sino a giungere in Parlamento, guarda caso proprio a Roma e da Roma al Parlamento Europeo, sintomi questi di un certo ammorbidimento dalle sue iniziali idee federaliste.
Questo parallelo, neanche troppo fuori luogo, ci occorre per compiere opportuni distinguo con ciò che al momento rappresenterebbe il Gen. Roberto Vannacci che – presente nelle liste leghiste, seppure da indipendente – è volato poi verso il suo Movimento, Futuro Nazionale
Andiamo ora a leggere le dichiarazioni di Luca Sforzini rilasciate a Radio Popolare.

A Radio Popolare, Luca Sforzini – Centro Studi Rinascimento Nazionale:
“Con Futuro Nazionale vogliamo essere determinanti per guidare il Paese nel 2027”
Dal Castello Sforzini di Castellar Ponzano – “Vogliamo andare a governare il Paese. E vogliamo essere determinanti per guidarne le politiche nei prossimi anni”. Così ha dichiarato Luca Sforzini, Fondatore e Presidente del Centro Studi Rinascimento Nazionale, think tank di Futuro Nazionale con il Gen. Roberto Vannacci, nel corso di un’ampia intervista rilasciata a Radio Popolare di Milano
Luca Sforzini ha spiegato che l’obiettivo politico del nuovo partito è intercettare il vasto bacino dell’astensione: «Fuori dai partiti c’è il deserto degli elettori delusi. Milioni di italiani non votano più perché non si sentono rappresentati. È a loro che ci rivolgiamo, parlando un linguaggio comprensibile, netto, senza mezzi termini».
Rispondendo ai dati diffusi da alcuni sondaggi – che attribuirebbero a Futuro Nazionale un potenziale attorno al 4% – Sforzini ha affermato: «Ho letto quel sondaggio, mi è sembrato prudente. I nostri dati ci collocano in una forbice tra il 6 e l’8%, con punte che arrivano al 10%. Ma i sondaggi lasciano il tempo che trovano: basta prendere un autobus o sostare fuori da una scuola per capire che il messaggio di Vannacci è molto più presente nel Paese reale di quanto non emerga nei media mainstream».
Sul rapporto con il centrodestra, Sforzini ha escluso logiche di contrapposizione: «Non siamo in competizione distruttiva con Fratelli d’Italia o con la Lega. Il nostro obiettivo è allargare la platea di chi vota, non dividerci una torta già definita. Vogliamo portare al voto chi oggi si rifugia nel disimpegno. E francamente la nostra proposta parla anche ai delusi del centrosinistra. E sono tanti».
Interpellato sull’uscita del generale Vannacci dalla Lega, ha spiegato che il progetto Futuro Nazionale nasce “in aggiunta” al centrodestra e con un contenitore politico riconoscibile, per rendere più efficace e coerente l’offerta programmatica.
Sforzini ha quindi indicato con chiarezza la prospettiva: «Vogliamo essere determinanti nel Paese. Se questo passa attraverso gli equilibri di maggioranza, va da sé».
Ampio spazio nell’intervista è stato dedicato alla politica estera e al conflitto in Ucraina. Sforzini ha ribadito che il “faro” del nuovo partito è l’interesse nazionale: «Il costo del protrarsi del conflitto sul fronte orientale è nelle bollette degli italiani. Se qualcuno riesce a spiegare con parole semplici quale sia l’interesse dell’Italia nel proseguire senza una prospettiva concreta di accordo di pace, sono curioso di ascoltarlo. Forniture di armi e prosecuzione indefinita del conflitto possono essere nell’interesse di altri Paesi europei, ma non riteniamo siano nell’interesse dell’Italia».
Ha inoltre respinto le accuse di “filoputinismo” definendole “ridicole”, sottolineando che le priorità percepite dai cittadini riguardano piuttosto sicurezza interna e immigrazione irregolare: «Non ho notizia di carri armati o cosacchi alle porte di Trieste. L’immigrazione irregolare e incontrollata è un problema molto più sentito dalla gente comune rispetto a un pericolo russo evocato come spauracchio».
Le dichiarazioni sono state rilasciate nell’ambito dell’intervista andata in onda su Radio Popolare, nella trasmissione “Va Pensiero”.











