Vai al contenuto principale

A Milano una giornata per l’Imperatrice Zita tra fede, storia e memoria

Scritto da Alessio Tommasi Baldi il . Pubblicato in .

Nel tempo della crisi delle grandi narrazioni storiche europee, tornano ad emergere figure che seppero unire responsabilità istituzionale, fede e servizio al bene comune. Tra queste, la figura della Serva di Dio Zita di Borbone-Parma Asburgo-Lorena, ultima imperatrice d’Austria e regina apostolica d’Ungheria, continua a suscitare interesse non soltanto sul piano storico-dinastico, ma anche spirituale ed ecclesiale.

Il beato Carlo I d’Asburgo Imperatore d’Austria e Zita di Borbone-Parma, imperatrice d’Austria e regina d’Ungheria

Al Convento dei Cappuccini una giornata di spiritualità e memoria storica dedicata all’ultima sovrana d’Austria e Ungheria

In questo solco si è inserita la significativa iniziativa svoltasi domenica 24 maggio a Milano, presso il Convento dei Padri Cappuccini di Viale Piave, dove, in occasione della Festa di Pentecoste, si sono tenute una celebrazione religiosa e una conferenza culturale a sostegno della causa di beatificazione della sovrana asburgica.

La giornata si è aperta con una cerimonia religiosa celebrata da Padre Marco Galdini, seguita da un momento di approfondimento culturale coordinato dal giornalista e saggista Mauro Faverzani, volto a ripercorrere la figura storica, politica e spirituale di un’imperatrice che affrontò con dignità cristiana le prove della guerra, dell’esilio e della perdita del trono.

Zita di Borbone-Parma (1892–1989), consorte dell’Imperatore Carlo I d’Asburgo — già proclamato Beato dalla Chiesa cattolica nel 2004 — rappresentò una figura di straordinaria resilienza e fede, mantenendo per tutta la vita un forte radicamento spirituale e un profondo senso della responsabilità verso i popoli dell’antico Impero austro-ungarico. Dopo la caduta della monarchia, visse lunghi anni di esilio senza mai rinunciare a un ideale di servizio fondato sulla tradizione cristiana e sulla centralità della persona umana. La sua causa di beatificazione è attualmente in corso presso la Chiesa cattolica.

L’iniziativa milanese ha raccolto importanti adesioni dal mondo dinastico, aristocratico e culturale europeo. Hanno infatti manifestato il proprio sostegno Sua Altezza Imperiale e Reale l’Arciduca Martino d’Asburgo-Este, nipote dell’Imperatrice Zita, Sua Altezza Reale il Principe Aimone di Savoia-Aosta e Sua Altezza Serenissima il Principe don Carlos Gonzaga, presidente del Corpo della Nobiltà Italiana.

La Serva di Dio Zita di Borbone-Parma, imperatrice d’Austria e regina d’Ungheria

Tra i presenti figuravano inoltre la contessa Elena Manzoni di Chiosca e Poggiolo, il barone Roberto Jonghi Lavarini von Urnavas, intervenuto in rappresentanza ufficiale dell’associazione culturale internazionale Aristocrazia Europea, il conte Alessandro Romei Longhena di Bergantino, nipote di Papa Paolo VI, e l’emerito professor Massimo de Leonardis, tra i più autorevoli studiosi italiani di storia delle relazioni internazionali e del mondo asburgico.

L’incontro ha rappresentato non soltanto un momento di memoria storica, ma anche un’occasione di riflessione sul significato contemporaneo della testimonianza cristiana incarnata da Zita d’Asburgo. Una figura che, al di là delle appartenenze dinastiche, continua ad essere percepita da molti come esempio di fedeltà, sacrificio e responsabilità morale in un’Europa attraversata da profonde trasformazioni.

In un’epoca spesso segnata dalla frammentazione della memoria e dalla perdita dei riferimenti spirituali, il recupero di testimonianze come quella dell’Imperatrice Zita sembra voler ricordare come storia, fede e servizio possano ancora dialogare, offrendo un orizzonte di significato che trascende il semplice ricordo del passato.


Foto autore articolo

Alessio Tommasi Baldi

Senior Manager di una multinazionale | appassionato di cavalleria, araldica, nobiltà e imperi