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Nessuno è il giudice dell’anima altrui: ….una Lectio Magistralis
che inizia con un’osservazione di Terenzio

Scritto da Monica Macchioni il . Pubblicato in .

Monica Macchioni, Direttrice del Quotidiano online “Il_Graffio.net  ci ha trasmesso un autentico Elzeviro a firma di Letizia Bonelli con un imperativo ordine (!) o cortese invito (?) di diffusione (….la linea telefonica inatti risultava molto disturbata).
Considerato che l’Elzeviro inizia con una citazione di TERENZIO per poi proseguire con SOCRATE, VOLTAIRE  e KANT   … di fronte a Tali Nominativi, la nostra Redazione non ha ritenuto opportuno dire di no !

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Homo sum, humani nihil a me alienum puto / «Sono un uomo, e nulla di ciò che è umano ritengo estraneo a me».
 Questa celebre espressione di Terenzio racchiude forse una delle più alte lezioni morali che la storia ci abbia consegnato, comprendere l’altro prima di giudicarlo.

Viviamo in un tempo straordinariamente connesso e paradossalmente, sempre più incline alla condanna immediata. 
Basta un’opinione, una scelta di vita, una convinzione, una parola fuori dal coro perché qualcuno si senta autorizzato a puntare il dito, ma chi può davvero arrogarsi il diritto di essere giudice dell’esistenza altrui ? 
La filosofia ci insegna che la conoscenza autentica nasce dall’umiltà.

Socrate, il padre del pensiero occidentale, costruì la sua sapienza attorno ad una frase destinata ad attraversare i secoli: «So di non sapere» un’affermazione che non esprime debolezza, bensì consapevolezza dei limiti umani. 
Forse dovremmo ripartire proprio da qui, dal riconoscere che nessuno possiede tutta la verità, nessuno conosce fino in fondo il cammino dell’altro, che nessuno può comprendere interamente le ferite, le paure e le speranze custodite nel cuore di una persona.

L’Illuminismo ha fondato una delle sue più grandi conquiste sul valore della libertà individuale. 
Voltaire, pur nella complessità delle interpretazioni storiche delle sue parole, è diventato simbolicamente il difensore di un principio essenziale: il diritto di ogni individuo ad esprimere il proprio pensiero senza essere perseguitato per questo. 
La libertà non è un favore concesso dal potente al debole, è una dimensione naturale della dignità umana. Libertas est inaestimabilis res. 
La libertà è un bene senza prezzo; eppure la libertà autentica non coincide con l’arroganza, né con l’insulto, né con l’aggressione verbale. 
La vera libertà cammina insieme alla responsabilità, così come il rispetto cammina accanto alla dignità.

Pssiamo avere idee differenti, possiamo professare convinzioni diverse, possiamo persino trovarci in profondo diosaccordo, ma il dissenso non deve mai trasformarsi in disprezzo.

Una società civile non si costruisce eliminando le differenze, si costruisce imparando a convivere con esse.

Immanuel Kant sosteneva che ogni essere umano dovesse essere considerato sempre come un fine e mai come un mezzo. 
È una lezione di straordinaria attualità, quando utilizziamo qualcuno come bersaglio del nostro pregiudizio, quando lo riduciamo ad un’etichetta, ad una categoria o ad uno stereotipo, stiamo negando proprio quella dignità che pretendiamo venga riconosciuta a noi stessi.

Ogni persona è molto più della definizione che le viene attribuita, è una storia,è una coscienza, è un universo irripetibile. 
Per questo motivo il rispetto non dovrebbe dipendere dalla somiglianza, dovrebbe nascere dall’umanità condivisa. 
Dignitas humana inviolabilis est. 
La dignità umana è inviolabile, questa non è soltanto una formula giuridica o morale, è un principio che dovrebbe orientare ogni relazione umana.

Oggi assistiamo spesso ad una cultura della sentenza permanente. I tribunali dell’opinione pubblica emettono verdetti in pochi secondi. 
I social network amplificano giudizi che talvolta ignorano la complessità delle vicende umane, ma la fretta è una cattiva consigliera della giustizia. 
Comprendere richiede tempo, ascoltare richiede pazienza,rispettare richiede maturità, forse la vera evoluzione culturale non consiste nel convincere tutti a pensare allo stesso modo, ma nell’imparare a vivere insieme pur pensando in modo diverso. 
Perché la ricchezza di una società non nasce dall’uniformità, nasce dal pluralismo, nasce dal dialogo, dalla capacità di riconoscere nell’altro non un nemico da combattere, ma una persona da comprendere.

Alla fine, ogni volta che puntiamo il dito contro qualcuno, dovremmo ricordare una verità semplice e disarmante: nessuno di noi è soltanto ciò che appare. o molto di più e forse la forma più alta di saggezza consiste proprio in questo, sostituire il giudizio con l’ascolto, il pregiudizio con la conoscenza, la condanna con il rispetto.

Perché una società davvero libera non è quella in cui tutti la pensano allo stesso modo, è quella in cui ciascuno può esprimere sé stesso senza paura.
In varietate concordia.  Nella diversità, l’armonia.

Ed è proprio in quella armonia che l’umanità ritrova la sua parte migliore.

Letizia Bonelli, nessuno è giudice anima altrui - SprayNews - Monica Macchioni

 

_______________________Letizia Bonelli

Su Letizia Bonelli – esperta professionista con Laura in Giurisprudenza e Master in Criminologia Forense, impegnata anche in attività ed iniziative in ambiti culturali e sociali, nonchè Presidente di  UGC Viewconsulting e Oblioreputation – già citata su questa Testata in alcuni interventi di Monica Macchioni, è apparsa anche in un interessante articolo a firma di Irene Cinardi pubblicato su “Il-Graffio.net il 20.5.

 

 


Foto autore articolo

Monica Macchioni

esperta di strategia della comunicazione