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Piana di Giza: alcuni studi che cambierebbero la Storia! Un’intervista al Professor Corrado Malanga – Parte II –

Egitto, Faraoni, Sfingi, rivelazioni, alta tecnologia… oh Grande Ra, quante cose ci ha raccontato il Professor Corrado Malanga!! Ecco la seconda parte dell’intervista, non perdete il gran finale, ora come sempre spingi continua, spingi continua…

– Ci sono alcuni studi che riportano sostanzialmente a civiltà globali molto antiche, ma anche la stessa paleoastronautica più o meno cerca di dare risposte analoghe alle sue, a questi interrogativi: mi viene in mente Edward Hancock, ma anche Zecharia Sitchin e soprattutto il lavoro di Davide Ramunno e Luca Zampi (che ha mostrato anche lei nella sua ultima conferenza) inerente delle statuette egizie trovate in Cina con fattezze fisiche tipiche del popolo cinese ma iconograficamente uguali ai Faraoni, quindi la barba, quello strano cappello e il serpente sulla testa… Ci sono vari studi moderni che parlano di una civiltà aliena o comunque di un’antica civiltà globale. C’è anche Mauro Biglino che ne parla; Anatolij Fomenko ipotizza una società globale anche se la traduce in un possibile ‘grande impero slavo’; molti parlano di Tartaria… lei che ne pensa di questi studi?

Dunque, bisogna fare delle distinzioni, io lascerei per un istante Tartaria fuori, perché non credo che Tartaria abbia una validità scientifica, almeno dal mio punto di vista…

– Si confonde anche con le conquiste dei Mongoli, secondo me…

Quando si va indietro nel tempo, poi non si riesce ad adattare bene le cose e quindi si fa della confusione, quindi rimaniamo sulle cose che sono certe. Il problema è che per esempio nel libro che lei ha citato di Zampi, Ramunno, che poi Zambi ha sempre parlato malissimo di me, non so per quale motivo, vabbè fatti suoi… però io ho trovato questa ricerca molto interessante

Le immagini che Lei ha mostrato sono veramente impressionanti…

Allora, per esempio, sulle immagini si sono subito scagliati tutti contro di me, contro anche gli autori di questo libro, perché dicono che non può essere, è tutto finto anzi, Malanga ha preso delle fotografie da Ebay che sono fotografie di ciondoli, che sono facsimili, sono riproduzioni di quelle vere, e comunque non sono vere perché quelle vere non esistono, esistono solo le riproduzioni di quelle vere, ma quelle vere no… è come dire siccome esiste il trenino elettrico allora il treno vero non esiste. Ecco si scagliano su queste cose per smontare la realtà dei fatti che noi abbiamo sotto gli occhi. In sala alla conferenza che ho fatto a Bologna l’altro giorno, c’era anche una cinese intervenuta, che abitava da quelle parti… io ho segnalato i siti in cui ci sono le piramidi cinesi e le statuette dei faraoni cinesi e delle statuette di quelli che possiamo chiamare i Faraoni cinesi…

– Sotto il lago di Fuxian lei dice…

Esattamente, e l’ospite cinese mi ha confermato che le cose stanno così come le dico io, ma non c’è bisogno, basta fare una ricerca attenta, che ne so, su wikipedia ma da qualsiasi altra parte per trovare gli stessi reperti, sono reperti anche molto giovani perché sono stati trovati dopo il 2020, e poi c’è anche la proposta di trasformare questi siti in siti importanti per l’umanità, quindi voglio dire, queste cose esistono, ci sono, è inutile che per farsi tornare i conti si cerchi di negare che le cose sono come sono.

– Anche perché se sotto il lago ci sono queste piramidi, non possono essere nascoste e neanche ricostruite come dei falsi, insomma, quello che dicono per i ninnoli e le statuette…

Allora quello che qualcuno dice è che per esempio sono stati gli Hjksos, cioè gli Ittiti, che dal piano di Giza, quando erano Faraoni in Egitto, si sono spostati in Cina e avrebbero dato origine a una seconda Giza in Cina, ma è una cosa che non ha senso perché non c’è nessuna conferma che gli Hjksos abbiano mai fatto un viaggio così lungo.

– Senta, per tornare al discorso della seconda Sfinge, anche partendo dal libro di Damiano Piras del 2025, “L’alba di una nuova sfinge. Ipotesi sulla posizione di una seconda sfinge a Giza”, ci racconti un po’ qualcosa su questa scoperta?

Sì, dunque il problema è questo, Damiano Piras mi contatta dicendo ‘io ho scritto un libro che parla di una ipotetica seconda sfinge che dovrebbe essere collocata più o meno in un certo punto sulla piana di Giza, ci potreste dare un’occhiata col radar ad apertura sintetica?’ E noi abbiamo prima fatto un’indagine per vedere se questa cosa era plausibile, poi abbiamo visto che si poteva fare, e abbiamo cominciato a guardare nei punti in cui ci diceva Piras, e subito abbiamo visto che lì sotto c’erano delle strutture verticali, degli shaft verticali come sotto la sfinge che noi conosciamo… ci sono sotto degli shaft verticali che arrivano a una certa profondità che noi non siamo riusciti a calcolare bene, perché alcune volte si riesce a calcolare la profondità altre volte abbiamo delle problematiche perché il radar ad apertura sintetica è una tecnica nuova, quindi la dobbiamo ancora sperimentare, però abbiamo detto guarda che strano, anche qui ci sono delle strutture sotterrane sia verticali che orizzontali, cerchiamo di puntare il radar in alto per vedere se anche in alto c’è qualcosa che assomiglia a una sfinge e per farla breve l’abbiamo trovata, abbiamo trovato una serie di segnali luminosi che hanno la figura del corpo di una sfinge, c’è poco da fare, quindi, questo è il problema. Ora cosa diranno le persone che sono debunker nei nostri confronti? Che sì, quelle macchie ci sono ma sono casuali! E’ la stessa cosa che hanno detto con le statuette cinesi, sì le statuette cinesi sembrano uguali a quelle egiziane ma è un caso… d’altra parte il caso non esiste secondo la fisica quantistica, quindi figuriamoci se io mi faccio abbindolare da una spiegazione del genere. Allora la gente dovrà andare a vedere, a scavare…

– Inoltre, molti geroglifici riportano l’immagine di due sfingi, una di spalle all’altra, anche nella Stele del Sogno, no?

Si’. Gli egittologi dicono che gli egiziani erano fissati per la simmetria, quindi molte volte disegnavano a sinistra l’immagine speculare di quello che avevano disegnato a destra. C’è un piccolo problema: perché le due sfingi nella Stele del Sogno sono state disegnate di schiena? Non le potevano disegnare una di faccia all’altra? E poi c’è un altro aspetto fondamentale: dietro le due sfingi che si pongono l’una verso l’altra di schiena, c’è il simbolo ‘Akhet‘, che è il simbolo del sorgere del sole fra due monti. Questi due monti sono secondo gli egittologi, le due piramidi di Chefren e di Cheope. Bene, se noi andiamo a vedere la seconda sfinge e la guardiamo come se fosse l’immagine della Stele del Sogno, vediamo che le due sfingi hanno esattamente la stessa posizione, rispetto alle due piramidi e al simbolo di Akhet, che hanno nella realtà sulla piana di Giza. Quindi non solo nella Stele del Sogno avrebbero fatto un disegno reale di quello che c’è, ma avrebbero messo le sfingi proprio nella posizione in cui noi le abbiamo trovate… insomma le due sfingi, voglio dire, non può essere un caso, o se è un caso qui i casi cominciano a essere tanti, troppi… d’altra parte nel mito c’è scritto che le sfingi devono essere due, perché una è il guardiano del posto dove il sole nasce e l’altra è il guardiano del posto dove il sole muore. Il Dio Sole aveva due barche, una che usava al tramonto e una che usava al mattino, quando nasceva. Quindi devono essere due sfingi che sono i due custodi dell’Oriente e dell’Occidente, e c’è poco da fare… e tra parentesi le due sfingi sono messe in un modo tale sulla piana che disegnano un corridoio perfetto, dove al solstizio di primavera si vede chiaramente il sole che nasce e che muore all’interno di questo corridoio.

– Perfetto, quindi l’ipotesi del caso mi sembra da scartare…

Vedete, è il problema del buonsenso. Vengono trovati geroglifici egizi in tutte le parti del mondo, in Australia per esempio c’è una parete gigantesca piena di geroglifici egizi, e la gente non sa dare spiegazioni. Si inventano le cose più strane, che non hanno senso, come un militare americano esperto di geroglifici che un giorno passando di lì si è messo a disegnare questi geroglifici su queste pietre, cioè veramente voglio dire non ha senso… non si usa il buonsenso, che è il parametro più importante. Io me ne sono accorto tanti anni fa quando in laboratorio viene uno studente con una specie di crogiolino pieno di polverina che doveva esaminare, e io gli dico ‘l’hai pesato?’ ‘Sì sì l’ho pesato’. ‘Quanto pesa?’ ‘Due chili’. ‘Come due chili? Peserà 30 grammi’. ‘Ma la bilancia mi diceva 30 chili’. Ma dico, ‘guarda, la bilancia sarà rotta’. ‘Ah sì, perché si può rompere la bilancia?’ Lì non si usava il buonsenso.

– Senta, in merito ai tubi che avete trovato… lei parlava, nella conferenza che ha fatto a Roma, dell’ipotesi di scambiatori di calore. Che idea si è fatto? Quale poteva essere la funzione di questi tubi?

Premesso che l’unica possibilità di sapere la verità è andare a scavare e vedere con i propri occhi. Premesso questo però, fare delle ipotesi di lavoro è lecito. Se uno non fa delle ipotesi non sa dove cercare la verità. Quindi fare delle ipotesi fa parte del processo scientifico. Ci sono diverse ipotesi di lavoro. Questi otto tubi che scendono per quasi un chilometro sotto terra, potrebbero avere avuto diversi utilizzi. Uno, potrebbero essere un sistema di scambiatori di calore, ci sono scambiatori di calore fatti così anche oggi, che noi utilizziamo per scambiare il calore per esempio nelle facilities sotterrane militari, che sono state costruite in tutto il mondo. L’aria calda sale nel tubo grande verticale, l’aria fredda scende in un tubo che gira attorno al tubo grande come un serpentello e porta l’aria fredda, Sotto la piana di Giza ci dovevano essere strutture molto complesse, quindi persone che ci lavoravano, e quindi il buon senso ci dice che queste persone dovevano vivere in un posto aerato, come faremmo noi se costruissimo una base sotterranea oggi come oggi. Un’altra ipotesi è che queste strutture siano ascensori idraulici. L’ipotesi ci venne leggendo un articolo che parlava della piramide a gradone di Saqqara o di Djoser. La piramide a gradoni di Saqqara, secondo questi ingegneri, presenta una di queste strutture, che è un ascensore idraulico. Si prendeva l’acqua da un bacino che era vicino a Saqqara, l’acqua con dei tubi, dei percorsi (che poi sono stati ritrovati), veniva posta sotto questa grande colonna che si riempiva e con questa colonna si elevava proprio un ascensore idraulico, che poteva portare sopra i grossi massi con cui la piramide è stata costruita. A noi questa cosa ci è sembrata interessante e facendo alcune piccole modifiche a questo progetto, abbiamo scoperto che sotto la piramide di Chefren ci potevano essere ben due ascensori idraulici, che non sarebbero serviti per costruire la piramide ma per portare in alto e in basso cose che noi non sappiamo. Una delle cose più interessanti come ipotesi di lavoro è che portasse il Dio Ra dalla piramide verso il Regno di Amenti (il regno dei morti), perché nel mito c’è scritto che Ra va nel Regno di Amenti su un fiume chiamato Nun, che sarebbe il Nilo nascosto sotto terra. Il fiume Nun ha un percorso sostanzialmente verticale, e allora perché no, se gli antichi egizi, di fronte a un racconto passato di bocca in bocca da altri antichissimi egizi, si ricordassero qualcosa di questa struttura sotterranea, perché non pensare che fosse un fiume verticale in cui Ra scende nel Regno di Amenti per poi andare nella Duat (l’oltretomba)? Ora, nei papiri c’è scritto che Ra in questo scendere verso il basso, trova 12 stazioni che lui deve in qualche modo superare. Alla fine di queste 12 stazioni, lui esce dalla barca e c’è un disco solare che lo attende. Lui entra nel disco solare e il disco solare parte e se ne va nel Regno dei Morti che è il Cielo. Questa cosa, reinterpretata alla Peter Kolosimo, ci fa pensare che ci sia un vero e proprio libro di fantascienza al posto di questi papiri, però è un’ipotesi di lavoro. Allora io non dico che gli extraterrestri hanno costruito le piramidi, io dico semplicemente che questa potrebbe essere una ipotesi di una razza che non è terrestre, che ha in qualche modo utilizzato la mano d’opera terrestre, come diceva Zecharia Sitchin nei suoi libri, per produrre queste immense, gigantesche macchine che funzionano con la vibrazione. Che questa civiltà non fosse di questo pianeta è un’ipotesi da tenere presente, e questa ipotesi, che certo va verificata, va presa in considerazione, questo è il mio punto di vista. E a tutt’oggi questa ipotesi è quella più forte.

– Sempre a proposito della piramide a gradoni di Djoser, ricordo l’articolo di cui parlava lei, una notizia del 2024 che appunto descriveva questo ascensore idraulico. Mi chiedo, perché nella piramide di Djoser sì, mentre nelle altre piramidi quella dell’ascensore sembra un’ipotesi assurda?

Perché nella piramide di Djoser c’è un buco nel centro che sale come una grossa colonna inquadrata anche all’interno, mentre nelle altre piramidi di Kafre (Chefren) e Khun Khufu (Cheope), ci sono delle strutture dentro che non avrebbero permesso a questo grosso ascensore di entrare, di svolgere il proprio ruolo, quindi l’ascensore se c’è serviva solo a portare da piano terra a mille e passa metri sotto terra qualcosa, ma non entrava all’interno. Se avesse avuto questa funzione, per esempio, sotto la piramide di Kafre non ci sarebbero stati due ascensori posti ai lati della piramide, ce ne sarebbe stato uno al centro, cosa che invece noi non troviamo.

– Io ho partecipato alla sua conferenza di Roma all’inizio del mese, dove lei ha parlato dei suoi detrattori. Ce ne sono molti, ahilei, dal Centro Ufologico Nazionale all’Università di Pisa… mi volevo concentrare però sulle pubblicazioni che lei ha fatto sul ‘Remote Sensing Journal’. Visto il comportamento dell’editore, viste le problematiche per la pubblicazione di questi studi, non avete mai pensato di pubblicare altrove?

Sì, assolutamente sì, è cosa che faremo sicuramente. Il problema è che non abbiamo avuto tempo. Il lavoro scientifico di 94 pagine che abbiamo sviluppato, questo lavoro che poi la rivista Remote Sensing all’ultimo ci dice no, che non gli interessa più, tenetevelo per voi (non ce lo poteva dire subito se non gli interessava e senza farcelo revisionare diverse volte?) ora noi lo dobbiamo prendere, rimettere in un formato per un’altra rivista che abbiamo già identificato, dove anche Filippo fa parte del board di referaggio, che è una rivista anche più importante di Remote Sensing, perché è la rivista numero uno del settore nel mondo. Ci vuole tempo perché 94 pagine di lavoro scientifico venga revisionato, riscritto in perfetto inglese, con tutta la bibliografia come la vogliono loro, con le virgole, i punti, ci vogliono mesi per fare una cosa del genere. E noi allora abbiamo detto no, dobbiamo prima dirlo a tutti come stanno le cose. Questa volta, prima di scrivere la pubblicazione scientifica, scriviamo il libro, così nessuno ci potrà ammazzare, perché nell’istante in cui ci hanno fatto fuori tutto finisce… invece ora ci possono anche ammazzare, ma il libro è stato scritto e la gente lo sa. Su Youtube girano già le fotografie dell’apertura sintetica, tutti possono vedere con i loro occhi e capire che quello che noi abbiamo scoperto è effettivamente una specie di mondo sotto la piana di Giza, con anche una seconda sfinge.

Io l’ho vista la conferenza di Bologna, le voglio fare i complimenti per lo meno per la divulgazione scientifica, perché le slides messe a disposizione sono molto chiare, e vanno a semplificare dei concetti che sono abbastanza difficili da digerire…

Ma se lei legge nei commenti del filmato che c’è su Youtube della nostra conferenza, il 99% ovviamente dice quello che sta dicendo lei, però c’è questo 1% di persone che dice senza spiegare nulla, non è vero niente, è tutto fitto.

– Per fortuna è un 1%.

Sì, ma è un 1% che ci deve essere, perché sostanzialmente se tutti dicessero ‘va bene’ ci sarebbe qualcosa che non va, cioè un lavoro scientifico accettato da tutti non sarebbe un lavoro scientifico.

– Le facevo la domanda sul Remote Sensing Journal perché effettivamente risponde a un editore che già era già stato segnalato negativamente dall’Accademia Cinese delle Scienze e dal Registro Norvegese delle Pubblicazioni Scientifiche, per questo mi veniva in mente, perché non pubblicare con qualcun altro? Sono contento che me lo abbia confermato.

Perché è stato segnalato? Perché ha avuto il coraggio, durante il Covid, di pubblicare degli articoli che dicevano che il Covid era una grande ‘cagata’ e in quell’istante le altre riviste scientifiche hanno cominciato a parlare male di Remote Sensing per un problema tecnico, cioè il Remote Sensing era molto veloce nel fare il peer review, e così portava via clienti alle riviste più accreditate. Allora a questo punto si volevano tutelare in questo modo. Ecco perché. Cosa dice il CICAP? Il CICAP dice che il Remote Sensing è una rivista predatoria, predatoria perché si fa pagare per la pubblicazione. Allora se il Remote Sensing è una rivista predatoria perché ogni articolo per la pubblicazione costa circa 2.500 euro, tra parentesi noi non abbiamo pagato niente perché Filippo, che aveva pubblicato già tanti lavori, aveva per dire la possibilità di pubblicare su questa rivista gratis…

– Una specie di credito…

Un credito esatto, bene se la rivista Remote Sensing è predatoria allora Natur che si fa pagare dai 5.000 ai 6.000 euro per pubblicare un articolo?

– Sì, infatti, si paga anche nelle altre quindi non è quella la questione…

Eh certo… ma questo mi fa pensare che forse il CICAP non ha mai pubblicato un lavoro scientifico…

– Senta, sempre sui detrattori, lei parlava anche della famiglia Angela che avrebbe poi portato quella sorta di ‘agguato’ della trasmissione Le Iene. Ma cosa è successo con la famiglia Angela? Quando c’è stato questo incontro tra lei e Alberto Angela?

No, io metto in relazione il fatto che molti, io non ci avevo neanche mai pensato, molti hanno visto nell’attacco che mi hanno fatto Le Iene qualche tempo fa, (attacco che a loro costerà un sacco di soldi perché io li ho querelati per 10 milioni di euro) un tempismo molto strano. Nell’istante in cui noi stiamo per pubblicare un secondo lavoro scientifico, stiamo per pubblicare un terzo libro, stiamo per fare la conferenza ‘megagalattica’ di Bologna in cui si vedono come stanno le cose, bisognava cercare di discreditare sia me che Filippo, perché non potevano discreditare le prove che noi mettevamo sul campo, e allora qualcuno ha visto in quella situazione un ipotetico tentativo di discreditare la mia persona, che peraltro è andato male perché Mediaset si è trovata una rivoluzione popolare contro. Ora la faccio ridere: nella prima conferenza che abbiamo fatto a Bologna l’anno scorso, c’è stato un solo giornalista, una giornalista donna…non mi ricordo su quale testata…era una testata che pubblicava anche sulla rete, quindi un giornale telematico. Insomma una sola giornalista in Italia che ha parlato di quella conferenza, e questa giornalista è stata immediatamente ripresa dal suo direttore che voleva licenziarla il giorno dopo che è uscito l’articolo. Sì, questo glielo dico così magari…

– Santi numi, speriamo di continuare la mia carriera dopo questa intervista… Allora andiamo avanti, ho una domanda un po’ tecnica suggeritami da un mio amico musicista, che la segue, è un suo fan, segue il suo lavoro da vicino, legge i libri, si informa molto accuratamente… è inerente al test del laser e della DMT, non so se lei conosce questo test e se può interpretarlo con la sua esperienza come chimico.

No, non lo conosco ma se me lo racconta brevemente gli dico cosa ne penso.

– Allora, la DMT è un potente allucinogeno. Viene sooministrato a delle persone, successivamente viene attivato un laser rosso da 650 nanometri, puntato in un certo modo. Queste persone iniziano a vedere un reticolo, cominciano a vedere delle strutture, come se ci fosse qualcosa sotto la realtà materiale, che poi alla fine potrebbe rilegarsi anche alla teoria dell’Universo Olografico di Bohm, che parla proprio di un ordine nascosto e di un ordine manifesto. Nell’ordine nascosto le cose e gli eventi formano un’unica totalità e da questa totalità emergono delle ombre tridimensionali che sarebbero la materia, ciò che è tangibile, l’ordine manifesto.

Sì, allora, premesso che ci dovrei pensare e prima leggere il lavoro scientifico, se c’è. Molte volte questi lavori vengono riprodotti, riraccontati come il telefono senza fili, finché il terzo che lo racconta lo racconta completamente diverso dal primo… però c’è un aspetto che mi fa pensare: l’utilizzo della luce rossa. C’è un altro lavoro scientifico pubblicato da un signore che si chiama Michael Persinger, un neurofisiologo importante americano-canadese, che prende un soggetto, lo mette in una stanza buia, e riprende con una telecamera a infrarossi quello che sta succedendo nella camera buia. Si chiede poi al soggetto chiuso e seduto in questa stanza, di immaginare una sfera di luce che gli parta dal cervello. In quell’istante il lobo destro del cervello emette una serie di fotoni rossi, quindi il cervello è un emettitore di fotoni e questi fotoni sono biofotoni, e questi biofotoni sono rossi. Allora, il corpo umano reagisce con l’irraggiamento dei tessuti sul rosso, e questa è una cosa che è nota in letteratura, ma è poco chiara anche agli stessi scienziati. Va detto un secondo aspetto della questione: i fotoni rossi sono fatti di fotoni e di antifotoni rossi. Ora, premetto, la scienza pensa che l’antifotone non esista, e che il fotone e l’antifotone siano la stessa cosa. In realtà esistono una quarantina di lavori scientifici che parlano chiaramente di antimateria costituita da antifotoni. Sono in letteratura queste cose, sono difficili da trovare, però sono pubblicate sui lavori scientifici peer reviewed. Ebbene, esiste l’antifotone, e io sono uno di quelli che pensa che esista e che abbia un senso. Il fotone è una particella di Majorana, si direbbe così in fisica moderna. L’antifotone va indietro nel tempo e siccome l’antifotone e il fotone, secondo me, oscillano tra di loro, interconvertendosi l’uno nell’altro, potrebbe spiegare questo fenomeno perché l’antifotone rosso avrebbe la possibilità di interagire con i tessuti del cervello, per esempio della pineale, fornendo una visione non solo del presente ma anche del passato. Perché l’antifotone viene dal futuro verso di noi. Il fatto che il fotone e l’antifotone oscillino velocemente tra di loro produrrebbe il fatto che l’universo, come dice Alain Aspect, è non locale, cioè sostanzialmente l’universo è come se andasse avanti e indietro nel tempo, così rapidamente da rimanere sempre presente nel presente.

– L’unica totalità di cui parla pure Bohm?

Assolutamente sì.

– Quindi senza passato o futuro, tutto assieme lì?

Assolutamente sì, però se lo dice Bohm, o se lo dice Alain Aspect, gli ridono un po’ dietro, anche se Aspect ha vinto il premio Nobel, se lo dice Malanga è la fine.

– Beh allora le auguro di vincere il Nobel, tanto per farle ‘solo’ ridere dietro.

Non credo che ci sarà mai questo tipo di possibilità.

– Senta, nella conferenza di Roma ha parlato anche dei probabili confronti con i vostri detrattori: Biondi doveva incontrarsi con Zahi Hawass nel programma inglese di Morgan Pierce, lei è stato contattato da Mediaset… voi avete rifiutato, e posso immaginare il timore della ‘trappola’ mediatica. Però non crede sarebbe stato meglio andare lì, magari con i dati e le immagini alla mano?

Allora, per quanto riguarda il convegno internazionale di Dubai, a cui era stato invitato Filippo Biondi e Armando Mei, Zahi Hawass ha fatto in modo di intimidire i gestori del convegno e ha fatto in modo di togliere con le sue aderenze politiche i fondi necessari per lo svolgimento del convegno, e questo lo ha fatto dopo aver detto che lui a quel convegno non ci sarebbe andato perché avrebbe dovuto sostenere una tavola rotonda che era già stata stabilita con noi e lui questa cosa non la voleva fare, non si voleva confrontare con noi, quindi è stato lui a tentare il tutto per tutto, evitando che ci fosse un confronto. Quando mi ha contattato Mediaset, era una persona che lavorava con Giacobbo, figurati… lavorava per la RAI perché era massone, conosco anche i suoi datori di lavoro.

– Non era il posto adeguato?

No, assolutamente. Anche la RAI, esattamente a 24 ore di distanza dalla richiesta di Mediaset, mi chiede un’intervista. Io ho mandato una risposta scritta a questi due enti, dicendo che non mi posso fidare del mainstream televisivo perché negli ultimi vent’anni ha dimostrato di non saper fare informazione, e questo è sotto gli occhi di tutti. Quindi loro avrebbero fatto un’intervista, l’avrebbero rimontata, avrebbero fatto parlare Giacobbo di qualche cazzata, avrebbe parlato Zachi Hawass di qualche altra cazzata, e tutto sarebbe finito a tarallucci e vino, magari anche con l’intervento del CICAP che non manca mai in queste situazioni…

– Avevate paura dello ‘screditamento fake’, costruito ad arte?

Assolutamente…non paura, certezza.

– Senta vorrei parlare di una delle slides che ha usato nella conferenza di Bologna, quella dell’acqua che riempie la stanza del Faraon. Può spiegarci l’attinenza tra l’acqua e l’illuminazione interna della stanza?L’effetto della slides è molto suggestivo…

Sì, uno dei particolari che non si capiscono bene, è come facevano le persone che stavano lì dentro a lavorare e a vederci, perché non ci sono tracce di luce, non ci sono tracce di torce a fumo, di torce di qualsiasi tipo. Non si sa come potevano illuminare gli ambienti, allora una ricerca che io ho fatto già qualche anno fa, mostra che l’acqua ha una caratteristica fondamentale: l’acqua si comporta con la luce come una fibra ottica. La fibra ottica, girando, fa girare la luce.

E’ una rifrazione?

Sì, è un problema di rifrazione. Se io prendo una bottiglia di plastica, la riempio di acqua, ci faccio un buco in modo da far uscire l’acqua come se uscisse da un rubinetto, poi metto una lampadina all’interno della bottiglia, vedrò che il rivolo di acqua che esce porta con sé la luce. Noi sappiamo, perché lo abbiamo dimostrato, che le piramidi funzionavano ad acqua. Si riempivano di acqua fino ad una certa altezza, l’altezza degli shaft. Allora, se ci fosse una fonte luminosa sott’acqua? Basterebbe non dico un raggio laser, ma qualche cosa di simile, posto sotto l’acqua, per fare l’effetto ‘piscina di notte’. Avete sicuramente visto di notte una piscina illuminata, diventa tutto illuminato. Non solo l’acqua si illumina come se fosse giorno, ma illumina anche tutto l’esterno, perché è una superficie che diventa poi luce. Ecco, nella simulazione che noi abbiamo fatto, quando l’acqua saliva ad una certa altezza a un certo punto, sommergeva quella ipotetica fonte di luce che ci doveva essere e BOOM, ecco che tutto diventava luminoso.

– Si, l’effetto che avete ricreato è davvero molto suggestivo… allora Professore, l’intervista finisce qui, l’ho già fatta parlare un’oretta, quindi la ringrazio e non vorrei rubarle altro tempo. Lei è stato molto gentile a voler parlare con me e con la Consul Press. L’ultima domanda che faccio a tutti gli ospiti è, qual è la sua canzone preferita? A bruciapelo è difficile, lo so, ma quella che le viene in mente…

Non ne ho la più… mmh…sicuramente non una cosa… ‘Onda su Onda’.

– Magnifico, Paolo Conte, è il mio preferito in assoluto! E’ incredibile che lo abbia scelto. La ringrazio ancora professore, le faccio un in bocca al lupo per tutti i suoi lavori. Buona giornata e a presto.

Grazie a voi.

E questo era Corrado Malanga, su cui mi sento di spendere altre due parole. Il Professor Malanga, assieme al Professor Biondi, ha dato vita a una Fondazione, l’HarmonicSAR Foundation, con, citando il Professor Biondi, ‘l’ispirazione istituzionale di promuovere la ricerca scientifica in tutti i campi, ma soprattutto di promuovere quella che è la coscienza umana.’

Potete decidere di contribuire attivamente anche voi, ecco il link diretto al sito, dove trovate la pagina dedicata al ‘Progetto Giza‘: https://harmonicsar.org/

Qui invece il link della conferenza tenutasi a Bologna il 21/06/2026, dove potrete vedere tutte le slides di cui si parla in questa intervista: https://www.youtube.com/watch?v=wH792ihvbhk 

Il vostro affezionatissimo si è divertito e spero così di voi, miei canopici amici.

I miei saluti,

DaNilo Pette

P.S. Oh, mi raccomando andatevi a sentire ‘Onda su onda’… https://www.youtube.com/watch?v=QLAiAXzG3nk