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Questo è Giuliano nei ricordi della moglie

Scritto da Lidia D'Angelo il . Pubblicato in .

Non si può comprimere in poche righe un percorso di vita vissuto insieme per 43 anni, è quello che io tenterò di fare per rendere pubblica, di Giuliano, un’immagine spirituale e morale  poco conosciuta.

La nostra storia prende le mosse nel lontano 1983, mi colpirono di lui la semplicità, il garbo e l’eleganza dei modi paragonabili a quelli di un signore di altri tempi, mi faceva recapitare a casa composizioni floreali, un giorno mi regalò una bambola con il viso di porcellana, vestita come una damina dell’Ottocento, in seguito quella bambola che troneggiava su una cassapanca, capitò tra le mani di Sveva, la nostra piccola bambina e non so che fine abbia fatto.

Ricordo una cena speciale al ristorante “La rampa” di piazza MIgnanelli, vicino a piazza di Spagna, in quella occasione mi chiese se volessi sposarlo e ci sposammo lo stesso anno, esattamente nel mese di dicembre, nella chiesa di San Giovanni a Porta Latina, una delle più antiche chiese di Roma la cui fondazione risale alla fine del IV secolo.

Non si pensi che il percorso sia stato sempre facile, la vita a due è fatta di alti e bassi, però la comprensione, la tolleranza, il rispetto reciproco e la pazienza ci hanno permesso di superare gli ostacoli e di arrivare insieme fino al 15 ottobre 2026.

Giuliano conosceva moltissime persone, non tutti erano “amici” nel vero senso della parola che deriva dal verbo amare e significa letteralmente colui per il quale si prova affetto e stima.

Io ne ho avuto conferma in questi tristi giorni, gli amici veri hanno espresso il loro dolore sincero con parole  e frasi traboccanti di sentimento e di affetto; i conoscenti che non sono proprio amici veri hanno usato un registro espressivo formale, caratterizzato da frasi fatte, sempre uguali in questo tipo di circostanze.

E infine ci sono iene, faccendieri e opportunisti, gente di infima lega, che circondava Giuliano solo per ricavare profitti personali non sempre leciti, vantaggi di natura professionale e quanto altro, sfruttando le sue competenze; di questa genia, nei numerosi messaggi e telefonate da me ricevute, non vi è traccia. Sono tutti spariti, volatilizzati.

Giuliano non si accorgeva delle reali intenzioni di questi loschi individui perchè era uno spirito puro, non intravedeva il marciume, pensava che tutti avessero il suo rigore morale, la sua tempra; egli è l’esempio perfetto della celebre citazione nel romanzo “I Promessi sposi”: omnia munda mundis.

Nella sua scala personale dei valori l’amicizia occupava uno dei primi posti, era generoso, aiutava a trovare soluzioni ma spesso non era ricambiato; non posso sapere quanti abbia aiutato e poi al momento buono gli hanno voltato le spalle mettendolo in difficoltà.

Un episodio risalente a molti anni fa, lo ricordo molto bene: aveva accolto nel suo studio un giovane laureato che doveva fare la pratica per essere ammesso a sostenere l’esame di abilitazione; il giovane, sostenuto l’esame se ne andò, come era giusto che facesse, però portò via con sè, dopo averlo convinto, uno dei migliori clienti; Giuliano ci rimase malissimo non solo per il cliente perso ma specialmente per l’azione spregevole ricevuta  da parte di un giovane a cui aveva spalancato la porta del suo ufficio.

Un altro episodio più recente gli ha creato qualche “problemino” giudiziario: qualcuno che Giuliano conosceva da tempo immemore e per questo da lui considerato un amico, lo convinse a collaborare in una impresa che si rivelò essere truffaldina.

Dopo tanti anni di vita insieme,ora sono sola, mi sono rimaste le sue cose, le ante dell’armadio con i suoi vestiti, i cassetti con le sue camicie e i gilet, la scarpiera dietro la porta della camera da letto con le sue scarpe e perfino lo spazzolino da denti, accanto al mio, nel bicchiere sul lavabo del bagno.

La sua scrivania è rimasta come lui l’ha lasciata, c’è il computer, il portapenne, il tagliacarte, il righello, la lente di ingrandimento, il mucchio di carte accatastate, il tutto sovrastato dalla lampada che nessuno accenderà più.

Mi illudo che da un momento all’altro si sieda per scrivere un articolo da pubblicare sulla sua amata creatura: la Consul Press.

Che la terra ti sia lieve, Giuliano carissimo, con la certezza che un giorno ci rivedremo, ti abbraccio, Lidia

 

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Foto autore articolo

Lidia D’Angelo

Già Dirigente Scolastica, per molti anni Preside nelle scuole secondarie inferiori e docente di materie letterarie; attualmente ancora con notevole interesse in vari ambiti ed autrice di alcuni libri sul mondo della scuola, di ricordi e familiari e di contemporaneità.