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STATI GENERALI – Prima Convocazione al Castello Sforzini di Castellar Ponzano
Sabato 30 Maggio 2026

Scritto da Redazione il . Pubblicato in .

POST-REFERENDUM

Luca  SforziniPresidente Centro Studi “Rinascimento Nazionale” (think tank di Futuro Nazionale)
dal Castello di Castellar Ponzano propone la Convocazione degli Stati Generali per l’Italia,
isttuendo una Tavola Rotonda permanente con imprese, professioni e categorie produttive

Qui di seguito riportiamo una sintesi di quanto dichiarato da Luca Sforzini – Esperto d’Arte, Imprenditore Culturale, Mecenate,  proprietario del Castello di Castellar Ponzano, nonché Fondatore e promotore del Centro Studi Rinascimento Nazionale, think tank di Futuro Nazionale – le cui iniziative in ambito culturale e politico sono da più tempo seguite con un vivo interesse dalla nostra Testata e, in notevole parte, anche condivise. 
Tali dchiarazioni esposte in due comunicati (pervenutici rispettivamente in data 13,04 e 18.04) sono state riunificate dalla Redazione di Consul Press in un nuovo Testo, lievemente sintetizzato, così come riproposto alla attenzione dei nostri Lettori.   

*** ***** ***

«LESITO del REFERENDUM ed i successivi scossoni – tra sconfitte politiche, dimissioni e fibrillazioni interne al governo – hanno reso evidente una verità che non può più essere ignorata: tra il Palazzo e il Paese reale si è aperta una frattura profonda. (*1)
Ma un Paese serio non può vivere inseguendo crisi e rimpasti. Deve tornare a costruire visione. E la visione non nasce nei palazzi: nasce dove si lavora, si produce, si rischia. Nessuno deve sentirsi escluso. Anzi: vogliamo partire proprio da quella Italia diffusa, concreta, spesso dimenticata, che tiene in piedi il Paese ogni giorno».

Per questo, dal Castello Sforzini di Castellar Ponzano, il Centro Studi Rinascimento Nazionale ha lanciato un appello alle categorie produttive italiane: associazioni imprenditoriali, associazioni di categoria, rappresentanze professionali, organizzazioni autonome e territoriali. 
L’appello è rivolto a tutte le principali realtà dell’economia italiana — Confindustria, Confcommercio, Confesercenti, Confartigianato, CNA, Confagricoltura, Coldiretti — agli Ordini Professionali (commercialisti, avvocati, ingegneri e tutte le professioni tecniche e liberali), ma anche a tutte le sigle minori, indipendenti, locali e autonome, spesso meno visibili ma decisive nella tenuta del sistema produttivo nazionale. 
Il Centro Studi invita formalmente tutte queste realtà a prendere contatto diretto per avviare un confronto strutturato. Parallelamente, nel corso delle prossime settimane e dei prossimi mesi del 2026, sarà lo stesso Centro Studi Rinascimento Nazionale ad attivare una campagna sistematica di contatti con gli organismi nazionali, regionali e provinciali delle diverse categorie.

«Non proponiamo un incontro occasionale. Proponiamo una cosa molto più seria: un tavolo permanente di consultazione tra mondo produttivo ed elaborazione programmatica.  
La politica italiana parla continuamente delle categorie. Noi vogliamo fare esattamente il contrario: parlare con le categorie e costruire insieme le soluzioni»
L’obiettivo è la costruzione di un programma condiviso sui grandi nodi strategici del Paese: fiscalità, lavoro, competitività, professioni, energia, infrastrutture, innovazione, semplificazione e difesa del tessuto produttivo italiano. 

La fase aperta dopo il refeendum impone un cambio di metodo:
«Non basta cambiare i nomi nei Ministeri. Serve cambiare il modo in cui si costruiscono le scelte. E questo significa rimettere al centro le forze produttive della Nazione. 
Il Centro Studi Rinascimento Nazionale nasce per produrre pensiero, ricerca e formazione. Oggi fa un passo in più: diventare luogo stabile di consultazione nazionale tra chi elabora visione e chi ogni giorno crea valore reale.
Il programma dell’Italia non può più essere scritto nei palazzi, nelle segreterie o con le burocrazie. Deve essere scritto insieme a chi produce, lavora, investe e tiene in piedi questo Paese. Per questo rivolgiamo un appello chiaro: prendete contatto con noi. Costruiamo insieme il futuro dell’Italia.
In questi giorni assistiamo all’ennesima messa in scena della politica: piazze, slogan, parole d’ordine buone per un titolo e dimenticate il giorno dopo. Ma senza visione, senza dottrina, senza classe dirigente, tutto questo non è politica: è intrattenimento. Per questo abbiamo deciso di fare un passo diverso. Non una piazza, ma un luogo. Non uno slogan, ma un metodo. Non un comizio, ma un processo di costruzione».


Sabato 30 maggio, presso il Castello Sforzini di Castellar Ponzano, si terrà la prima convocazione degli:

STATI GENERALI 
con tema:
Nord-Ovest chiama Italia. Pensiero italiano, Futuro nazionale”.

L’iniziativa è co-organizzata dal Centro Studi Rinascimento Nazionale e dal Comitato Costituente di Futuro Nazionale
– Castello di Castellar Ponzano.

«Sarà una giornata volutamente diversa: niente palchi blindati, niente copioni scritti. Un momento reale di conoscenza e ascolto reciproco, all’aperto, nel parco del Castello. Qui si viene per parlare, non per assistere. Vogliamo rimettere al centro le persone, le idee, la parola. Non cerchiamo spettatori o pubblico ma partecipanti. Non followers, ma uomini e donne liberi capaci di pensiero. Non consenso passivo, ma responsabilità attiva.  
Mentre altri occupano le piazze per un giorno noi vogliamo costruire qualcosa che resti. Una comunità, una visione, una classe dirigente. Perché la vera sfida non è vincere un titolo di giornata, ma preparare il futuro dell’Italia».

L’evento avrà un format aperto e partecipativo, radicale nella sua semplicità: tutti i presenti che lo desiderano potranno intervenire dal palco, con interventi di 3 minuti, previa prenotazione.
Indicazioni organizzative essenziali e simboliche: dress code sportivo, scarpe comode, e un invito preciso: portare con sé un tricolore.

 

Screenshot

 


 

NOTE A MARGINE
 (*1) – 
SU QUESTA SFIDA REFERENDARIA la Consul-Press si è schierata decisamente a favore delle “Ragioni del SI”, motivando dettagliatamente ed esaustivamente tale posizione.
Perché invece, purtroppo, dopo la votazione è stata registrata una bruciante sconfitta, nonostante da più anni l’Opinione Pubblica sembrava essere decisamente  convinta e favorevole sulla necessità di una riforma della Giustizia ?
A prescindere che prima e durante l’inizio dell’Iter Parlamentare (a mio giudizio) il Governo e tutta la Coalizione – per errori comportamentali e di valutazioni – non è riuscito ad ottenere quella maggioranza qualificata per evitare il “Referendum Confermativo”, la successiva competizione poteva pur essere facilmente vinta !  Invece, per successive defaillance di tutta la sua Coalizione, il Governo è riuscito a farsi sconfiggere da un’Opposizione, senz’altro becera, ignorante e non meritevole, ma comunque alquanto gradita negli ambienti del Quirinale ed in ottima sintonia con certa Magistratura….la quale potrebbe essere definita come uno stesso Magistrato, Nicola Gratteri, Capo Procuratore della Repubblica a Napoli, ha “etichettato” Coloro che avrebbero sostenuto le “Ragioni per il SI”.
Su tale “Caporetto”, sempre a mio parere, sarebbe opportuno auspicare un franco dibattito all’interno di ciasciun Gruppo della Coalizione Governativa e, successivamente, anche un confronto collegiale per una approfondita analisi, una conseguente autocritica ed un aggiustamento di rotta, al fine di comprendere e non ignorare anche le idee e le sensibilità delle diversa componenti interne. 
E al riguardo, la riunione che si svolgerà il 30 Maggio al Castello di Castellar Ponzano potrebbe essere un’importante occasione a cui partecipre o comunque da osservare con la massima attenzione  ______________ Giuliano Marchetti