
“Un uomo nella notte” – un noir di Dario Galimberti
che riporta il lettore nella Lugano del 1943
Scritto da Lisa Bernardini il . Pubblicato in Libri, Media e Rassegna Stampa.
Dario Galimberti conduce i lettori nella Lugano della Seconda Guerra Mondiale con Un uomo nella notte, nuovo capitolo della fortunata serie noir storica dedicata al delegato di polizia Ezechiele Beretta.
Pubblicato da Indomitus Publishing, il romanzo è il sesto episodio di una saga che negli anni ha conquistato migliaia di lettori, superando le 25mila copie vendute e affermandosi come uno dei punti di riferimento del giallo storico italiano contemporaneo.
Ogni notte lo stesso rituale: un uomo scende dalla stazione, percorre via Cattedrale e svanisce nell’oscurità di un cortiletto. Marie, prostituta dal cuore ferito che rientra tardi dalla bettola del Pà Cech, lo osserva.
La curiosità diventa ossessione. I loro sguardi s’incrociano e, per la prima volta, la ragazza sogna una fiaba d’amore come quella della sua amica Sterlina, compagna del delegato di polizia Ezechiele Beretta. Ma i sogni, in tempo di guerra, possono essere pericolosi: subito dopo aver confidato di voler avvicinare l’uomo nella notte a Sterlina, Marie sparisce nel nulla.
Al Parco Ciani, nei pressi della statua La Desolazione del Vela, un uomo viene trovato ammazzato e mezzo spogliato. È solo un ladro di galline, vecchia conoscenza delle forze dell’ordine: un piccolo delinquente apparentemente innocuo. Com’è possibile che sia finito in una situazione del genere?
Due enigmi in pochi giorni costringono il delegato Beretta e l’appuntato Bernasconi a fiutare ogni traccia come segugi. Ma, mentre oltreconfine le bombe flagellano l’Europa, nella neutrale Svizzera oscure agenzie governative ordiscono trame letali. Ogni indizio porta i due inquirenti in un labirinto di menzogne e segreti di Stato. Tutto s’intreccia. Tutto si spezza.
Galimberti costruisce la trama amalgamando finzione narrativa e riferimenti storici reali, riportando alla luce un periodo poco raccontato ma assai affascinante della storia ticinese. «Tra il 1943 e il 1945 Lugano era diventata un punto strategico per i servizi segreti internazionali», racconta l’autore. «Una città apparentemente tranquilla, ma in realtà attraversata da operazioni di spionaggio e disinformazione decisive per il conflitto».
L’autore, architetto luganese ed ex docente universitario, è del resto un profondo conoscitore del territorio che racconta, tanto da ispirare anche una serie animata prodotta dalla Radiotelevisione svizzera a partire dal primo romanzo L’angelo sul lago. A essere apprezzata, infatti, è proprio la sua la capacità di combinare il ritmo del thriller con la precisione della ricostruzione storica, senza trascurare per questo le fragilità e le contraddizioni umane.

Lisa Bernardini
Giornalista
ODG Lazio
Associazione Stampa Estera in Italia
Informazione e Comunicazione
Presidente Occhio dell” Arte APS










