
Auspicando il “Commissariamento del CNDCEC”,
causa mancata vigilanza e compensi alle stelle
Scritto da Cristiana Rossi il . Pubblicato in Ordini Professionali e Consulenti.
La Redazione di Consul-Press ha ricevuto e pubblicato questo intervento redatto da una apprezzata e stimata Commercialista iscritta all’O.D.C.E.C., la cui firma è già apparsa più volte su questa Testata, che fin dai suoi primi fascicoli continua a dedicare una costante attenzione al Mondo dei Liberi Professionisti e ai loro Ordini, nonché anche alle loro Associazioni riconosciute in base alla Legge n. 4 del 14 gennaio 2013, / La Consul-Press, comunque come organo di informazione – a prescindere dalla propria solidarietà a Cristiana Rossi per la sua battaglia che sta conducendo quale Ammin.re Giudiziario per “beni sequestrati e confiscati” alla Mafia – dichiara la propria disponibilità ad ospitare eventuali repliche degli attuali “Vertici” del C.N.D.C.E.C. e/o dei vari Ordini Territoriali.
A tale riguardo. la Consul-Press si riserva successivamente di esprimere una propria posizione, nonchè anche quella personale del suo Direttore Editoriale su tali tematiche.
Come segnalato da diversi organi di stampa, nonché dal resoconto stenografico della seduta n. 368 del 10 dicembre scorso presso il Senato della Repubblica, la vicenda di seguito riportata trae origine dall’imminente tornata elettorale che coinvolgerà ad inizio 2026 sia diversi Ordini Territoriali sia il Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili.
Sembra che tutto abbia avuto inizio da un ricorso al TAR del Lazio depositato da alcuni iscritti all’O.D.C.E.C. di Latina volto a contestare la validità del nuovo regolamento elettorale.
In realtà moltissimi iscritti avevano riscontrato diverse criticità anche sulla gestione, non mancando di avanzare specifiche contestazioni anche lo scorso giugno in occasione dell’appuntamento annuale di categoria rappresentato dagli Stati Generali dei Commercialisti, nel corso del quale – come nella precedente edizione – sono stati ospiti anche molti personaggi della politica nazionale come il Presidente del Consiglio in persona ed il Ministro della Giustizia.

Ciò che non è condiviso e perciò contestato da moltissimi iscritti – e sottoposto al vaglio del TAR del Lazio – è il nuovo Regolamento Elettorale ed in particolare proprio la previsione di una unica modalità di voto: quella elettronica. È stato evidenziato come la modalità elettronica presenta elementi non trascurabili – anzi direi molto rilevanti – con la disciplina dell’Ordinamento Professionale dei Commercialisti di cui al D. Lgs. n. 139/2005. Essa difatti non soltanto non è adeguata a garantire il rispetto del principio di segretezza del voto, ma neanche quello di personalità e sicurezza dello stesso, prestandosi così al verificarsi di irregolarità nel processo elettorale tale da comprometterne la validità del risultato.
A ciò si aggiunga altresì un ulteriore elemento di assoluto rilievo e che accende un vero segnale di allerta, ovvero il forte disavanzo realizzato nei bilanci degli esercizi 2024 e 2025. Difatti per l’esercizio 2024 detto disavanzo è già dell’esorbitante importo di un milione di euro, mentre per l’esercizio in corso lo stesso è stato quantificato in 2,5 milioni di euro e, considerando che l’anno ancora non è completamente concluso, è lecito domandarsi se questo ultimo numero sia destinato a salire ed eventualmente di quanto ? …!
Sarà sicuramente molto semplice per gli iscritti verificare le voci che hanno determinato tali risultati negativi della gestione De Nuccio e del suo Consiglio Nazionale; inoltre ciò che sicuramente sarà più semplice riscontrare è proprio l’incidenza dell’incremento del 40% dei compensi del Presidente Nazionale e dei Consiglieri Nazionali. Ciò che probabilmente (ma oserei affermare sicuramente) gli iscritti non perdoneranno ad una presidenza fatta di slogan politici in totale assenza di reali e concreti risultati a favore dell’intera categoria, è proprio l’opportunità e la congruità del compenso del Presidente che – secondo alcuni organi di stampa – supererebbe l’importo di 600.000 euro annui. Tutto ovviamente a carico degli iscritti!
Partendo, dalle suindicate premesse, è doveroso ricordare che mentre l’art. 29 comma 1 lett. l) del citato D.lgs. n. 126/2005 prevede l’approvazione del Regolamento Elettorale da parte del Ministro della Giustizia su proposta del CNDCEC, ponendo in capo allo stesso Ministro non soltanto un potere ma un preciso dovere di vigilanza da espletarsi anche mediante la verifica di legittimità e regolarità potendo inoltre esperire ogni azione necessaria ricorrendo altresì all’autotutela.
Alla luce di quanto considerato fin qui, assume maggiore significato la previsione dell’art. 28 della già citata norma poiché conferisce al Ministro della Giustizia il potere di sciogliere il Consiglio Nazionale “ove questo compia gravi e ripetuti atti di violazione di legge”. Diversi sono gli iscritti che hanno segnalato al Ministro tali irregolarità senza ottenere – a tutt’oggi – alcun riscontro in termini di attività ispettiva e vigilanza da parte dello stesso Ministero.
Questa vicenda suscita inevitabilmente alcuni interrogativi – non più trascurabili, né rinviabili – avendo gli iscritti il diritto di conoscere per quale ragione il Ministro – ipotizzando abbia vigilato – abbia ritenuto di non intervenire annullando il regolamento elettorale in autotutela, ma soprattutto per quale ragione non abbia attivato – fino ad oggi – il proprio potere e dovere di ispezione e vigilanza nei confronti della gestione del CNDCEC anche mediante l’acquisizione e verifica delle attività di controllo sulla stessa esperita dal Collegio dei Revisori (Dr.ssa Rosanna Marotta – Presidente, Dr.ssa Maura Rosano, Dr. Sergio Ceccotti).
Un altro elemento a completamento della cornice in cui inquadrare la gestione tutt’ora in corso del Consiglio Nazionale, è costituito dall’ulteriore comportamento posto in essere dal Presidente del medesimo organo, che palesemente supporta alcune liste elettorali in lizza per le elezioni in molti consigli territoriali, in forma palesemente esplicita e pubblica non soltanto concedendo l’utilizzo del logo del Consiglio Nazionale – cosa discutibile ed a mio avviso sanzionabile – ma spendendosi personalmente a garanzia delle stesse liste elettorale, in evidente violazione del principio di indipendenza che dovrebbe osservare un organo superiore di interesse nazionale, sebbene di categoria.
Questi ultimi fatti suggeriscono però un’ulteriore domanda: perché il Presidente del Consiglio Nazionale di una categoria professionale – che dovrebbe essere esempio e garanzia di etica professionale ed osservanza del principio di legalità – dovrebbe spendersi ed esporsi così tanto per alcune liste elettorali degli ordini territoriali di categoria sparsi nel Paese? ! A mio avviso, forse perché sono previste prima le elezioni degli ordini territoriali ed i Presidenti che ne usciranno vincitori andranno immediatamente a votare per il rinnovo del Consiglio Nazionale, Presidente compreso con relativo compenso di oltre 600.000,00 euro annuo?!
Il tempo emetterà la sua sentenza, ma nelle more molti iscritti sperano ardentemente il salvataggio di una categoria professionale – non soltanto dignitosa ma necessaria al Paese – mediante l’auspicato e doveroso intervento del Ministro della Giustizia non soltanto attraverso la dovuta ispezione e vigilanza, ma spingendosi ben oltre verso il commissariamento dell’Ente non più evitabile, poiché non si può declassare il principio di indipendenza e legalità ed interesse pubblico a pura lotta politica, seppur di categoria!










