Agenzia di informazione e approfondimento su tematiche professionali, politiche, imprenditoriali, economiche e culturali
Autore: Cristiana Rossi
Commercialista e Revisore Legale / Ammin.re Giudiziario per "beni sequestrati e confiscati” / Docente Universitaria / Relatrice in Convegni/ Autrice Testi Giuridici e di Cultura – Collaboratrice in Testate Giornalistiche, Media ed Emittenti Radio-TV
La Redazione di Consul-Press ha ricevuto e pubblicato questo intervento redatto da una apprezzata e stimata Commercialista iscritta all’O.D.C.E.C., la cui firma è già apparsa più volte su questa Testata, che fin dai suoi primi fascicoli continua a dedicare una costante attenzione al Mondo dei Liberi Professionisti e ai loro Ordini, nonché anche alle loro Associazioni riconosciute in base alla Legge n. 4 del 14 gennaio 2013, / La Consul-Press, comunque come organo di informazione – a prescindere dalla propria solidarietà a Cristiana Rossi per la sua battaglia che sta conducendo quale Ammin.re Giudiziario per “beni sequestrati e confiscati” alla Mafia – dichiara la propria disponibilità ad ospitare eventuali repliche degli attuali “Vertici” del C.N.D.C.E.C. e/o dei vari Ordini Territoriali. A tale riguardo. la Consul-Press si riserva successivamente di esprimere una propria posizione, nonchè anche quella personale del suo Direttore Editoriale su tali tematiche.
Lo Stato Moderno, civile e civilizzato combatte lo sfruttamento del lavoro prevedendo la specifica fattispecie all’art. 603-bis del nostro codice penale.
La norma penale difatti precisa quali siano le condizioni che costituiscono indice di sfruttamento, come qui di seguito più dettagliatamente sottolineate:
a) la reiterata corresponsione di retribuzioni in modo palesemente difforme dai contratti collettivi nazionali o territoriali stipulati dalle organizzazioni sindacali più rappresentative a livello nazionale, o comunque sproporzionato rispetto alla quantità e qualità del lavoro prestato;
COME A VOLTE SI TENTANO DI FERMARE le inchieste sui prelevamenti forzosi dei bambini alle donne vittime di violenza
Ho appreso dai social la notizia relativa alla sentenza emessa dal Tribunale Civile di Roma – Giudice Dr.ssa Maria Carmela Magarò – con la quale la giornalista Silvia Mari De Santis, Capo Redattrice dell’Agenzia Giornalistica “Dire”, è stata condannata, in solido con l’editore ed il direttore responsabile, al pagamento di ben €.14.000= a titolo di risarcimento del danno subìto da un soggetto che ritenuto leso il suo onore e reputazione personale per effetto delle pubblicazioni effettuate appunto dall’agenzia di stampa a firma della giornalista nell’ambito della Rubrica “Mamme coraggio”.
Bancarotta, Legge Fallimentare ed una breve intervista con il Consigliere Giuridico Vincenzo Vitalone
Il termine bancarotta veniva originariamente utilizzato per indicare la condizione in cui versava un banchiere quando non era più in grado di assolvere ai propri impegni pagando i propri debiti. In tali circostanze pubblici funzionari rompevano con un’ascia il banco impiegato nell’esercizio della sua attività sottoponendolo così ad una grande umiliazione pubblica. Era il più grande disonore a cui poteva essere sottoposto il debitore inadempiente ed insolvente, una macchia profonda ed indelebile che ricadeva non soltanto su di lui ma anche su tutta la sua famiglia.