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L’Ordine del Drago: sei secoli di storia tra Oriente e Occidente

Scritto da Alessio Tommasi Baldi il . Pubblicato in .

La visita della Principessa Silvia Andronikov Cantacuzene in Lombardia diventa occasione per riscoprire una delle più antiche tradizioni cavalleresche della Cristianità europea

Quando si parla dell’Ordine del Drago, l’immaginario collettivo corre spesso alle grandi vicende dell’Europa medievale, all’Imperatore Sigismondo di Lussemburgo e alle guerre combattute per arginare l’espansione ottomana nei Balcani. Meno conosciuta è invece la continuità di quella tradizione cavalleresca, che ancora oggi trova espressione in realtà associative impegnate nella valorizzazione della storia, della cultura e della spiritualità cristiana dell’Europa orientale.

SAI Silvia Andronik Cantacuzene e i partecipanti alla cerimonia dell'Ordine del Drago svoltasi presso Villa Sormani Marzorati Uva di Missaglia, alla presenza di autorità religiose ortodosse e rappresentanti del mondo culturale.
La cerimonia dell’Ordine del Drago ha riunito a Villa Sormani Marzorati Uva autorità religiose e rappresentanti del mondo culturale, nell’ambito della visita in Lombardia della Principessa Silvia Andronikov Cantacuzene.

Secondo la tradizione storica cui si richiama l’attuale confraternita, l’Ordine del Drago nacque alla fine del XIV secolo come società militare e venne ufficialmente riconosciuto nel 1408 dall’Imperatore Sigismondo del Sacro Romano Impero, assumendo il compito di difendere la Cristianità dall’avanzata ottomana. Nei secoli successivi tale eredità sarebbe stata custodita e riorganizzata anche nell’ambito della nobiltà ortodossa balcanica, trovando nella Casa Imperiale Cantacuzino uno dei propri principali riferimenti simbolici e storici.

La visita della Principessa Silvia Andronikov Cantacuzene si è svolta nell’ambito dello stesso programma di iniziative che ha visto riunirsi, presso Villa Sormani Marzorati Uva, esponenti della Metropolia Ortodossa Russa dell’Europa Occidentale e della Confraternita Ortodossa di San Giovanni di Gerusalemme e di Malta, già raccontato in un precedente articolo pubblicato da Consul Press.

La Principessa Silvia Andronikov Cantacuzene riceve l'attestato da Padre Ambrogio
SAI la Principessa Silvia Andronikov Cantacuzene riceve l’attestato di benemerenza dalle mani di SE il Protosincello Ieromonaco Padre Ambrogio.

È in questo solco che si colloca la recente visita in Lombardia di Sua Altezza Imperiale la Principessa Silvia Andronikov Cantacuzene, attuale Madrina dell’Ordine del Drago, accompagnata dal Sevast Barone Roberto Jonghi Lavarini von Urnavas, storico consigliere della Casa Imperiale Cantacuzene, e dal Sevast Antonio Imperatore, delegato italiano dell’Ordine, cui si deve l’organizzazione dell’intero programma della visita.

Nel corso della cerimonia sono stati conferiti gli encomi ufficiali e la simbolica spilla sociale dell’Ordine del Drago al conte avvocato Alberto de Cadilhac, al conte Pietro Stramezzi, al conte Alberto Uva Parea, al nobile Giovanni Alborghetti, al nobile avvocato Cesare Torrella, alla dottoressa Alda Corti, all’avvocato Federico Lerro, al dottor Giovanni Trombetta e al dottor Vesna Zarkov, quali riconoscimenti per il loro impegno a favore delle attività culturali e associative promosse dall’Ordine.

Nel corso della permanenza lombarda, la Principessa Silvia ha inoltre consegnato un attestato di stima della Casa Imperiale Andronikov Cantacuzene alla contessa Elena Manzoni di Chiosca e Poggiolo, alla contessa Lali Panchulidze, alla nobile Maya Bubashvili, a Elena Grinko e al cavaliere architetto Massimo Sottili.

La visita ha assunto anche una significativa dimensione storico-culturale. Grazie all’organizzazione del delegato italiano Antonio Imperatore, la delegazione ha infatti potuto visitare alcuni dei luoghi più rappresentativi della storia della monarchia italiana e della Cristianità occidentale: il Duomo di Monza, la Corona Ferrea con il Sacro Chiodo, il Museo del Tesoro e la Villa Reale. Un itinerario che ha voluto sottolineare il valore della conoscenza reciproca tra le diverse tradizioni europee e il ruolo che il patrimonio storico continua a svolgere quale ponte tra Oriente e Occidente.

Il Conte Alberto Uva Parea durante la consegna dell'attestato
La consegna dell’attestato al Conte Alberto Uva Parea 

Al di là dell’aspetto cerimoniale, la visita della Principessa Silvia Andronikov Cantacuzene ha rappresentato soprattutto un momento di incontro tra studiosi, aristocratici, professionisti e rappresentanti del mondo religioso provenienti da differenti Paesi, accomunati dall’interesse per la conservazione della memoria storica e del patrimonio culturale europeo.

In un’epoca nella quale la storia rischia spesso di essere ridotta a semplice rievocazione o curiosità, esperienze come questa ricordano come alcune tradizioni continuino invece a vivere attraverso comunità attive, capaci di trasformare un’eredità secolare in occasione di dialogo, ricerca e collaborazione internazionale. È forse proprio questa la più autentica eredità dell’Ordine del Drago: non soltanto il ricordo di un glorioso passato, ma la volontà di mantenere vivo, nel presente, un patrimonio comune di valori, cultura e spiritualità.

Per i lettori interessati ad approfondire il contesto storico e culturale richiamato nell’articolo, proponiamo alcuni riferimenti utili.


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Alessio Tommasi Baldi

Senior Manager di una multinazionale | appassionato di cavalleria, araldica, nobiltà e imperi