POST IL 25 SETTEMBRE,
un’analisi elettorale di Federico Gennaccari
Invece le urne hanno stabilito che il centrodestra guidato da Giorgia Meloni ha vinto nettamente col 43,8 e Fratelli d’Italia è il primo partito con il 26% (Lega all’8,8 e Forza Italia all’8,1) mentre la coalizione di centrosinistra si è fermata al 26,1 con il Pd al 19 (Alleanza Verdi e Sinistra al 3,6 e +Europa al 2,8). In ripresa il Movimento 5 Stelle al 15,4 mentre Azione più Italia Viva di Calenda e Renzi ha ottenuto il 7,8. Sopra l’1 poi Italexit, Unione Popolare e Italia Sovrana. Sul territorio sono stati eletti anche i candidati altoatesini della SVP e il candidato siciliano della lista di De Luca.
un milione di voti in meno rispetto alle Europee del 2019. Alle politiche del 2018 erano stati 12.152.345 oggi sono 12.299.648. Un dato sorprendente poiché all’interno della coalizione c’è stata una profonda rivoluzione con 7.300.628 per Fratelli d’Italia (ne aveva solo 1.429.550); 2.464.176 per la Lega (erano 5.698.687); 2.279.130 per Forza Italia (erano 4.596.956) e 255.714 per i Moderati (erano 427.152 per Noi con l’Italia). Una lettura più chiara può arrivare facendo il confronto con le Europee del 2019. Allora aveva votato solo il 56,1 e il Centrodestra aveva ottenuto 13.221.335 voti, quasi un milione di voti in più. La Lega ne aveva ottenuti 9.153.638 seguita da Forza Italia a 2.344.465 e da Fratelli d’Italia a 1.723.232. La Lega aveva fatto il pieno da Forza Italia e dal Movimento 5 Stelle che non a caso registrano una differenza minima tra i voti delle Europee e quelli del 2022.
Lecito pensare che quel milione di voti in meno in parte sia andato alle formazioni minori di protesta, dato che la somma di Italexit con 533.865, Italia Sovrana e Popolare con 347.664, Vita con 201.354 e anche Sud chiama Nord con 211.427 supera abbondantemente il milione di voti (1.311.192 per la precisione, aggiungendo anche i 16.882 di Alternativa per l’Italia), mentre alle Europee l’area a destra del centrodestra non arrivava a 250 mila voti (il Popolo della Famiglia a 113.875, Destre Unite Casapound 88.724 e Forza Nuova 40.782) e alle politiche del 2018 Casapound, Il Popolo della Famiglia e Italia agli Italiani avevano ottenuto 658 mila voti.
Per la Lega si può dire che nel 2018 aveva sorpassato Forza Italia prendendo voti che erano del PdL nel 2013, aveva poi fatto il pieno nel 2019 sull’onda del successo del governo giallo-verde conquistando tre milioni e mezzo di voti spostati da Forza Italia e sottratti al Moviment0 5 Stelle (recuperando il voto di quanti precedentemente votavano a destra e poi si erano affidati a Grillo) e ora sull’onda dello scontento per il governo Draghi nel quale Salvini non ha inciso ha perso ben 6.689.462 voti divisi tra Fratelli d’Italia, le liste di protesta e qualcosa anche al non voto.
All’interno della Lega c’è scontento per il risultato elettorale ma non possono certo mettere in discussione Salvini, quanti come Giorgetti o i governatori che hanno rappresentato l’ala più filogovernativa, Personalmente sono convinto che se Salvini non avesse provocato la caduta di Draghi e le elezioni si fossero tenute a scadenza nel 2023, la Lega avrebbe perso ulteriori consensi perché l’elettorato leghista è esigente.
Fratelli d’Italia ha beneficiato di aver fatto opposizione da solo al governo Draghi e di avere una leader come Giorgia Meloni, concreta e decisa che non usa il “politichese” e finora ha sempre mantenuto quanto promesso, risultando più credibile e rappresentativa come leader dell’intero centrodestra, soprattutto da quella fascia di almeno 2 milioni di elettori che prima ha votato per Berlusconi e poi per Salvini, a cui poi si sono aggiunti i grillini tornati a votare a destra, che avevano scelto Lega alle Europee del 2019 e i leghisti delusi dal Salvini draghiano (secondo uno studio di Demopolis degli elettori meloniani il 33% nel 2018 ha votato Lega, il 30 il Movimento 5 Stelle e il 12 Forza Italia). Ben 5 milioni 900 elettori in più in cui vanno compresi anche una minima percentuale che votava a sinistra oppure liste di estrema destra o che non votava proprio.
erano 7.482.793). Una perdita di 1.285 mila voti rispetto al 2018 (e di circa 150 mila rispetto alle Europee del 2019), voti che sicuramente sono andati a Calenda.Infine Impegno Civico di Tabacci e Di Maio ha preso 169.405 voti (nel 2018 la lista di Tabacci ne aveva avuti 190.601). Troppi errori da parte di Letta in questa campagna elettorale. Completamente sbagliate anche le alleanze. Doveva muoversi tenendo conto della legge elettorale, soprattutto per i collegi uninominali, ma è sembrato farne a meno. Evidentemente Letta pensava di svuotare l’elettorato del Movimento 5 Stelle che invece non si è lasciato irretire né dal segretario del Pd né tantomeno da Gigino Di Maio.
AZIONE-ITALIA VIVA – Senza dubbio l’accoppiata Calenda-Renzi è stata la novità di queste elezioni con 2.186.658 voti. Si aspettavano di più (speravano di essere l’ago della bilancia) e lo stesso Calenda non è riuscito a ripetere a Roma l’exploit avuto alle elezioni comunali del 2021. Da dove arrivano i voti? Stando alla matematica 1.200.000 dal centrosinistra (il Pd ha preso 700 mila voti in meno), circa 200 mila dal centrodestra e il resto dal non voto o da ex elettori grillini. Calenda punta a fare il Macron italiano e il suo risultato non è da sottovalutare anche se la prova del nove saranno le Europee del 2024.
DI MAIO COME FINI – Fondare un nuovo partito e presentarsi al di fuori del vecchio schieramento non porta fortuna a quelli che ne erano stati leader. Se poi per i gruppi parlamentari usi la parola “futuro” allora lasci intendere che pensi al tuo di futuro e non a quello della nazione. Così Luigi Di Maio non ce l’ha fatta. Sulla carta, stando ai dati delle ultime comunali, gli era stato dato un collegio sicuro a Napoli ma gli elettori non hanno gradito, premiando invece il Movimento 5 Stelle e così è stato battuto proprio dal candidato del suo ex partito. Eppure lui ce l’ha messa tutta, compreso il volo sulle braccia dei camerieri di una nota pizzeria, foto che sui social ha scatenato la fantasia dei tanti detrattori che lo vorrebbero vedere tornare a vendere bibite allo Stadio San Paolo, anzi Diego Armando Maradona. Di Maio è il più illustre trombato, passato dalla poltrona di ministro degli Esteri alla panchina del parco.
Ha fatto la fine di Gianfranco Fini, la cui poltrona era quella di Presidente della Camera (*4). L’ex leader di An aveva fondato “Futuro e Libertà per l’Italia”, mentre i gruppi parlamentari di Di Maio erano “Insieme per il Futuro” ma il risultato alle politiche è stato praticamente lo stesso: 0,47 per il partito di Fini nel 2013 e 0,60 per la lista di “Impegno Civico – Centro Democratico” di Di Maio e Tabacci nel 2022, annotando che Tabacci si è salvato, eletto in un collegio uninominale a Milano
(*1) Su “Repubblica, La Stampa, Corriere della Sera, La7 -Tv, TG.3″…. ed i relativi Addetti ai Lavori più volte sulla Consul Press, nella rubrica “Media & Editoria/Rassegna Stampa” sono stati riportati puntualmente una serie di brillanti commenti redatti da Adalberto Baldoni, che invitiamo a leggere . Inoltre, per quanto riguarda Enrico (Chicco) Mentana, in calce viene postato un Twitter dedicatogli da Mario Giordano.







