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“TRADIZIONE e CULTURA” – Approfondimenti ed Osservazioni
post Convegno XI Dicembre alla Pontificia Università della Santa Croce

Scritto da Cristian Arni il . Pubblicato in .

Convegno dell’11/12/2025 presso la Pontificia Università della Santa Croce

a seguire una “Nota introduttiva”

Riceviamo e pubblichiamo il seguente intervento a firma del Sen. Riccardo Pedrizzi relativo al Convegno svoltosi presso la Pontificia Università della Santa Croce, a cui è stato già dedicata la dovuta attenzione con due precedenti articoli, pre e post la presentazionla raffigurazionela raffigurazionee del libro “Tradizione e Cultura” (Edizioni Cantagalli) e precisamente in data: 1) Martedì 9 Dicembre  e successivamente  2) Venerdì 19 Dicembre    
Mai come ora, approfondire, parlare e ragionare sui valori della Tradizione e della Cultura si rende necessario, specie in un periodo storico dell’anno che stiamo vivendo, in una particolare connessione con lo spirito di una Festa ricca di tradizioni come il Natale, sebbene la raccolta di saggi mira alla riflessione sulla crisi di questi valori nella nostra società contemporanea, sia sul piano materiale che ancor più su quello metafisico.

Nel suo intervento, il Sen. Pedrizzi – Presidente del C.T.S. dell’U.C.I.D., oltre ad introdurre al metodo adottato nella stesura del volume, composto da saggi di “Prestigiose Firme” apparteneti al mondo accademico, imprenditoriale e professionale, spiega le ragioni e motivi da cui è generato un progetto editoriale di questo spessore, voluto fortemente dall’Avv. Bruno Sconocchia, Presidente del Centro Studi e Ricerca di Sunodia. In tale intervento si riscontrano, nell’osservazione dei fenomeni osservati, elementi di interdisciplinarietà che mirano a un’approfondita analisi da più punti di vista: sociologico, antropologico, culturale, metafisico, politico e naturalmente religioso, perchè non si può prescindere dalla sacralità e dalla spiritualità. 
Senza voler risultare ripetitivi, si è già evidenziata, nella copertina del libro, la raffigurazione dell’Albero simboleggiante il radicamento della Vita alla Terra e la sua verticale elevazione verso l’alto, unendo gli elementi terreni /materiali con quelli celesti/spirituali. Un Albero senza salde radici è in preda agli elementi e agli eventi!

Ringraziamo il Sen. Riccardo Pedrizzi, già da molti anni nostro gradito ospite, per il suo interessante contributo qui di seguito riportato, nonchè per il video d’apertura sul Convegno dell’11/12/2025 


INTERVENTO del Sen. Riccardo Pedrizzi

Può essere interessante sapere come è nata questa iniziativa.
Bruno ed io siamo dei cultori, anzi degli appassionati di Dottrina Sociale della Chiesa ed applichiamo nella vita i suoi principi e la sua metodologia di lavoro, partendo dall’insegnamento di Pio XI, che suggeriva di osservare la realtà, di giudicarla e poi di agire.
Noi ci siamo guardati intorno, abbiamo rilevato ed osservato fenomeni sociali, comportamenti umani di singoli e di comunità, tendenze culturali e modi di vivere delle nuove generazioni, le difficoltà delle economie dei Paesi sviluppati e di quelli afflitti da grandi povertà, la stessa crisi della Chiesa cattolica. E potrei andare all’infinito per evidenziare tutto quello che ci ha portato la cosiddetta “modernità”, in termini di decadenza del costume di vita, di morale, di livello politico, di tramonto dell’Europa e del cosiddetto Occidente.
E ci siamo chiesti Bruno ed io quale contributo nel nostro piccolo, modesto impegno nella società poter offrire quantomeno per aiutare a comprendere tutto quello che avviene intorno a noi. Cioè come dare un nostro criterio di giudizio ed una nostra interpretazione ed ermeneutica delle cause remote di queste situazioni e come proporre delle soluzioni, naturalmente alla nostra portata.
Per questo abbiamo creato questo Centro Studi “Tradizione e Cultura”.
Perché proprio la mancanza della Tradizione nella vita dell’uomo contemporaneo e dei popoli più sviluppati potrebbe essere una delle cause del loro declino e quindi il recupero della Tradizione potrebbe essere la via per poter tentare di uscire da questo tunnel buio.
Infatti, tanto per fare qualche esempio:

La Tradizione per Marcello Veneziani è il senso di continuità vitale, la connessione verticale e orizzontale con il passato, il futuro e la trascendenza, un ponte tra sacro e profano, si contrappone all’idea di progresso lineare e al culto del presente. La Tradizione è senso di continuità, un’eredità tramandata e da tramandare . E’ il legame col passato ma anche col futuro.

La Tradizione è una rete che collega generazioni, visibile e invisibile, seleziona ciò che è morto da ciò che vive. Nella Tradizione c’è l’idea di trasmissione, il passaggio di testimone di generazione in generazione, di padre in figlio, da maestro in allievo. 
Io sono fortunato ho trasmesso innanzitutto il cognome con il nome a due miei nipoti. Non è culto del passato, ma selezione di ciò che vive, un’eredità da tramandare, che si nutre di riti, miti e simboli. Offre orientamento (una bussola). 
Alla base della Tradizione c’è la narrazione delle origini, la Tradizione lega l’uomo al divino, all’origine e al destino. 
La Tradizione offre immortalità storica, in contrasto con l’egocentrismo del presente, qui ed ora. La Tradizione è una forza viva e dinamica e si distingue dalle singole tradizioni (tradizioni popolari, culturali, ecc. ecc.). Laddove non ci si collega ad una tradizione… tutto muore senza lasciare una traccia…

La Tradizione non è il culto del passato o la nostalgia di un tempo che non c’è più. E’ insensato riferirsi attivamente a una tradizione che non sia vivente. Senza vita non c’è tradizione, anche se la Tradizione non si esaurisce nella dimensione della vita… 
“Nella sua essenza, la Tradizione è la forma suprema di resistenza collettiva alla morte. La Tradizione è l’unica immortalità disponibile sulla terra e nella storia. Essa è la sola Trascendenza concessa nel fluire dell’esistenza, ovvero la visone di una continuità oltre il raggio individuale di un’esistenza. Tramite la sua continuità e la sua trasmissione è possibile tener vivo ciò che biologicamente appare destinato al tramonto. Ciò che si tramanda è sottratto al deperimento e alla definitiva scomparsa: la comunità porta in salvo i tesori della Tradizione dalla rovina del tempo”.

La globalizzazione, intesa come l’espansione mondiale della tecnica e della finanza, a spese della politica e della cultura (ossia delle differenze culturali e naturali, civili e religiose) si pone come un grandioso processo di sradicamento e di rimozione, direi quasi di cancel culture a livello mondiale, che prelude all’uniformità planetaria. 
Abbiamo bisogno perciò di bilanciare la spinta radicale verso la globalizzazione con l’uniformità planetaria e lo spaesamento universale attraverso la tradizione e i suoi riferimenti religiosi, civili, territoriali e famigliari.

La Tradizione per Del Noce è una verità eterna e universale che guida l’azione umana, non un fardello storico. Offre un ancoraggio stabile (la persona umana) contro la deriva nichilista della modernità. 
Per Del Noce la Tradizione è il contrario della modernità che si è sviluppata in un processo di secolarizzazione che riduce l’uomo al naturale e storico, portando all’ateismo e alla crisi dei valori. 
Senza la forza della Tradizione con i suoi legami naturali, i desideri diventano diritti e la moralità svanisce.
Il fascismo ed il comunismo rappresentano momenti della stessa secolarizzazione moderna, in rottura con la Tradizione. La Tradizione non è un ritorno al passato, ma una riscoperta dei principi perenni (cristiani e classici) per costruire una modernità “possibile”. 
Indicò in Rosmini e Vico figure cruciali per superare la crisi della modernità, riaffermando la trascendenza. 
In sintesi, Del Noce intendeva la Tradizione come una “casa” spirituale e intellettuale da cui attingere per salvare la modernità dal suo stesso nichilismo, riaffermando la centralità della persona e del senso trascendente dell’esistenza.

La Tradizione nella Chiesa Cattolica è la trasmissione orale e scritta del messaggio di Cristo e degli Apostoli, coesistendo con la Sacra Scrittura come fonte di rivelazione, includendo dottrine, morale, liturgia e prassi, trasmessa dallo Spirito Santo attraverso il Magistero della Chiesa. E’ un’unica fonte di verità che si evolve nel tempo, interpretando la Scrittura e custodendone l’identità.

La Sacra Tradizione:
 ha un’origine: Gli insegnamenti orali degli Apostoli e i primi scritti, trasmessi di generazione in generazione.
 ha un contenuto: Dottrina, morale, liturgia e vita cristiana.
 ha una relazione con la Scritture: la Tradizione interpreta la Scrittura e fornisce il contesto vitale per comprenderla.
 ha un’autorità: Inseparabile dalla Scrittura.
 ha un custode: Il Magistero della Chiesa.

La Chiesa Cattolica vede Tradizione e Scrittura come due fonti della Rivelazione divina, unite e inseparabili, che portano al Vangelo e alla fede vissuta in Cristo.
La Tradizione è il flusso vivo dell’esperienza di fede della Chiesa, che rende presente il messaggio di Cristo oggi. 

 

*Riccardo Pedrizzi
Presidente Comitato Tecnico Scientifico UCID
già Presidente Commissioni FINANZE e  TESORO
in più legislature presso i due rami del Parlamento
www.riccardopedrizzi.it

 

 

 


Foto autore articolo

Cristian Arni

Cristian Arni (Arnerich), Romano di nascita (1971) fiero delle sue origini Croate-Dalmate / giornalista e redattore su varie Testate, addetto stampa, esperto in marketing e comunicazione per professionisti, aziende ed in altri ambiti / alle spalle anche una formazione teatrale e trascorsi di palcoscenico con grandi Maestri.