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Autore: Francesco Spuntarelli

Romics: un mondo di fumetti e fantasia

Tra il primo e il quattro ottobre si è tenuto il Romics come festival internazionale del fumetto, del cinema, dei videogiochi e delle illustrazioni ed è stato organizzato in quel della Fiera di Roma e dal gruppo ISI.URB in quel della Fiera di Roma come da tradizione.

Quest’anno l’edizione è partita con ottime promesse bene in quanto sulla presentazione si trovava una bella immagine di Lupin III che nel cuore riporta sempre in mente una giacca verde timbrata Hayao Mijazaki e Monkey Punch (un radiografo diventato poi Mangaka…. che scherzo del destino).

Nei cinque padiglioni sono stati ben 400 i privati che hanno esposto merce, il Romics si riconferma come una fiera internazionale certificata da ISFCERT, un ente riconosciuto da Accredia e offre ai creativi, ai professionisti e imprese del campo dell’illustrazione, del cinema e dei videogiochi una straordinaria opportunità di promuoversi e soprattutto di incontrare il proprio pubblico di riferimento.

Immaginate un mondo fatto di favole e sogni, poi immergetelo nei colori più belli: io mi sento così sotto questa pioggia autunnale ascoltando Rain dalla colonna sonora di Cowboy Beebop mentre scrivo questo articolo. Al tempo mentre guardavo questo anime su MTV tanti anni fa non capivo come diceva nei titoli di coda, ovvero “Non sapevamo di aver inventato un genere”, quest’anno ho visto questo Romics come una possibilità di giungere in quei spazi della mia fantasia di tanti anni fa. 

Io vedo in queste fiere e non capisco adesso mi sia svelato piano piano col sorgere del tempo e della maturità, mi sento come l’uomo del film Tetsuo (Shin’ya Matsumoto 1989, per capirci), una geniale condizione del presente con le nostre imprese videoludiche o virali scambiate con la nostra parte umana ogni notte, pezzo a pezzo, ogni brandello di memoria scambiato con un ricordo della nostra vecchia condizione umana.. Siamo sicuri che andiamo verso il nuovo se Matsumoto ci dipingeva come siamo adesso nel suo film cyberpunk 37 anni fa?

A parte il tribuito al genio di Takeshi Koike e il suo LUPIN THE IIIRD – La stirpe immortale, capitolo cinematografico più recente della pentalogia firmata dal maestro, celebre regista, animatore e character designer che dovrà per l’ennesima volta ridare lustro al Ladro in giacca Rossa (la giacca verde è usata solo raramente nei nuovi lungometraggi) c’è stato anche un omaggio all’arte di Simone Legno co-fondatore di tokidoki, con un vivace e ricco mosaico che mescola alcuni dei suoi personaggi più amati con un mix perfetto tra l’estetica kawaii e la cultura pop contemporanea.

Paola Barbato, scrittrice e sceneggiatrice italiana, ha celebrato per il suo contributo ultraventennale alle storie di Dylan Dog (Bonelli Editore) e per la sua prolifica carriera nella narrativa thriller. Dotata di una rara versatilità, ha sempre spaziato con successo dal fumetto alla narrativa per adulti e ragazzi, fino al cinema, alla televisione e al teatro. La sua scrittura si distingue per la forte tensione narrativa e una profonda introspezione psicologica. L’incontro di celebrazione del suo Romics d’Oro è stato in programma domenica 4 ottobre.

Stefano Bessoni, regista, illustratore italiano e maestro della stop-motion, ha celebrato per il suo stile visionario che unisce fiaba, scienza, entomologia e anatomia. Ha diretto opere del cinema fantastico come Imago Mortis e Krokodyle, e pubblicato libri d’illustrazione di grande rilievo come Alice sotto terra e Wunderkammer. L’incontro di celebrazione Romics d’Oro è stato in programma domenica 4 ottobre.

Max Bunker, per celebrare un mito vivente del fumetto nostrano è statouna delle colonne portanti del fumetto italiano, celebre per aver creato capolavori immortali come Alan Ford, Kriminal e Satanik. Editore, giornalista e scrittore, ha rivoluzionato il fumetto noir e satirico dagli anni Sessanta per giungere fino a noi.

Co-fondatore dell’Editoriale Corno, la casa editrice che ha segnato l’editoria a fumetti italiana, e grazie alla quale i supereroi Marvel arrivarono per la prima volta in Italia. Nel corso della sua e straordinaria carriera ha firmato migliaia di tavole e romanzi, spaziando dal fumetto al cinema e alla televisione. L’incontro di celebrazione Romics d’Oro è stato in programma venerdì 2 ottobre.

Takeshi Koike, regista e animatore giapponese contemporaneo, è stato celebrato per il suo stile visivo audace e di grande impatto. Nel corso della sua carriera ha firmato opere di riferimento per l’animazione internazionale come Redline e The Animatrix: World Record. Si è inoltre distinto per l’intensa e moderna rilettura del franchise di Lupin the Third che durante la 37a edizione verrà proiettato integralmente venerdì 1° ottobre. Koike è stato protagonista anche di una sessione di Q&A e di firmacopie col pubblico. L’incontro di celebrazione in cui ha ricevuto il Romics d’Oro è stato in programma sabato 3 ottobre.

LE MOSTRE PRESENTATE DURANTE IL ROMICS

Nel corso della trentasettesima edizione, la superficie dedicata alle grandi esposizioni è cresciuta ancora: dalle personali agli approfondimenti sugli artisti premiati fino alle mostre collettive.

T’IMMAGINI PINOCCHIO.

In occasione dei duecento anni dalla nascita di Carlo Collodi, Romics ha celebrato Pinocchio con un grande percorso transmediale tra letteratura, illustrazione, cinema e animazione. Un viaggio nelle fantasiose interpretazioni del burattino più famoso al mondo, raccontate attraverso il lavoro di illustratori, registi, costumisti, marionettisti e scenografi che lo hanno fatto viaggiare per decenni “da un oceano all’altro”. In mostra vi sono state edizioni illustrate antiche e rare, bozzetti, sceneggiature, storyboard e costumi di scena del Pinocchio di Matteo Garrone, del film d’animazione di Enzo D’Alò insieme alle illustrazioni e alle animazioni in stop motion di Stefano Bessoni, materiali video e approfondimenti tematici. La mostra è stata realizzata con il patrocinio della Fondazione Carlo Collodi e del Comitato Nazionale per le Celebrazioni del Bicentenario della nascita di Carlo Collodi, Archimede Film, ASC – Associazione Scenografi, Costumisti e Arredatori, Fondazione Tancredi di Barolo – MUSLI. Museo della Scuola e del Libro per l’Infanzia, E. Rancati Srl, Tecnostyle Bellini e Tirelli Trappetti Costumi.

PAOLO BARBIERI.

30 ANNI D’IMMAGINAZIONE.

Trent’anni di mondi fantastici, creature, miti e visioni prendono forma nella grande mostra che Romics ha dedicato a Paolo Barbieri, tra gli illustratori italiani più riconoscibili e amati del panorama contemporaneo. Dai primi disegni dell’infanzia al lavoro editoriale, dalle celebri copertine alla piena affermazione della sua dimensione autoriale, il percorso racconta l’evoluzione di un artista che ha saputo reinventare miti, fiabe, leggende e grandi classici della letteratura attraverso uno stile inconfondibile. In mostra vi sono state tavole originali, molte delle quali mai esposte prima, studi, matite, illustrazioni, copertine, stampe e materiali d’archivio: un viaggio nella continua ricerca di Barbieri e nella costruzione di un immaginario sempre capace di unire tradizione, fantasy e contemporaneità.

VILLAINS. LE RADICI DEL MALE.

Antagonisti, antieroi, supervillain o semplici “cattivi”. Certe volte dotati di sembianze antropozoomorfe e altre provenienti da altri mondi, frutto della contaminazione col mito e con la magia oppure esito di esperimenti scientifici o di storie personali traumatiche e misteriose. Per non parlare di quando a incarnare i villain sono gli eroi stessi che divengono malvagi “temporaneamente o per ragioni narrative”. Villain. Le radici del male ha spaziato invece nei principali universi narrativi del fumetto statunitense in un multiforme carosello di materiali che unisce statue da collezione e albi rari, schede critiche, tavole e illustrazioni originali accompagnate dalle parole di alcuni degli artisti presenti a Romics con i loro malvagi negativi prediletti. La mostra è stata realizzata in collaborazione con CArt Gallery, Statue Collector di Fabrizio D’Amelia, Elite Talent Management e TomatoFarm Agency.

VEICOLI IMMAGINARI E DESIGN DI INVENZIONI TECNOLOGICHE: L’ARTE DI DAN WALKER.

La ricerca di Romics sui grandi concept artist mondiali ha portato in Italia per la prima volta nell’edizione di ottobre il grandissimo talento del britannico Dan Walker, esperto di veicoli volanti e fantascientifici rover, moto, armi, props e non solo. La mostra che è stata a lui dedicata presenta lavori con cui l’artista ha contribuito al successo di franchise quali: The Dark Knight, Spider-man, Mission Impossible, Harry Potter, Justice League e Doctor Who.

TAKESHI KOIKE E LUPIN III.

La collezione di cinque film firmata da Takeshi Koike per Lupin III è protagonista a Romics di uno speciale exhibit in cui sono esposti: artwork e bozzetti associati a still frame dei cinque film, silhouette dei personaggi, prodotti e merchandise ufficiale della serie e i poster giapponesi delle opere, con ovviamente un approfondimento ulteriore a questa nuova incarnazione del Franchise.

Tra quel non so che di Invincible e di Saka-Sakamoto: Un pensiero a Will Eisner

Bentornati a dove i pensieri i pensieri sono tanti e se ti danno un pugno ti saltano i denti…. Al personaggio di Jorge Luis Borges che sul finale di un libro voleva morire pugnalato e non di una maledetta setticemia in ospedale: ebbene si questo è il regno della fantasia e di quella Fantasia con la F maiuscola, non Fantasia 2000 con la musica che andava per le sue perché papà Disney non spendeva mai soldi veri per realizzare i sequel, il fumetto come un manga, il cartone animato come un anime sono porte che aprono vascelli di spazio interiore, poteri immensi che non vanno sottovalutati. Will Eisner, padre del fumetto americano, scrisse una volta che il fumetto era una delle arti che non ci avevano tolto, oggi vi dico che i divertimenti sono sempre apprezzati in un mondo che lascia sempre meno al caso o piuttosto che vi vuole condizionare come in Nirvana di Salvatores. Uscite dai bozzoli e vivete come più vi aggrada.

E per chi pensa che queste mostre portano poche persone eccoci alla 25a edizione.

Nel 2026 Romics raggiunge un traguardo rilevante nel panorama culturale, celebrando i propri primi venticinque anni di attività. Fondato nel 2001 Romics ha registrato nel corso degli anni un largo e diffuso apprezzamento del pubblico, coinvolgendo un numero sempre crescente di appassionati di più generazioni, professionisti ed operatori. Romics si attesta oggi tra le più rilevanti rassegne internazionali nell’ambito del fumetto, dell’animazione, del cinema e dei videogiochi. L’edizione di ottobre 2026 sarà un momento di festeggiamento ma anche l’occasione per guardare al futuro con lo stesso spirito che ha accompagnato Romics fin dalla sua nascita: creare nuove connessioni, valorizzare il talento e condividere la passione per l’immaginario in tutte le sue forme.

Mummies Alive o meglio anche le mummie ricordano

Come uno dei primi giocatori di Magic ricordo quando venni lì o meglio andai alla vecchia Fiera di Roma a fare un torneo di Magic quando la fiera ancora non si chiamava così. Si trattava dell’espansione Homelands o Ice Age ? Cambia qualcosa nel collezionismo di carte colorate? Lo facevano anche nella valle della Mesopotamia ma pare fosse su legno, e per favore non rubare idee già trite anche questa volta Richard Garfield (no non è il gatto ma poco ci manca). Cosa rimane del collezionismo di carte oggi dopo il successo dei Pokemon e il fallimento di Yu-Ghi-Oh! ?

L’altro lato della medaglia ovvero i ricordi di Sailor Moon

L’altra cosa che ricordo di quella fiera di tanti anni fa sono state le illustrazioni delle guerriere Sailor in un epoca in cui non conoscevo ancora ne l’erotismo ne tutte le pratiche che sono state sempre messe in atto dalla censura per coprire questo o quello in un cartone animato. Fatto sta che al tempo queste illustrazioni gettarono in me il loro interesse, forse maggiore a quello delle carte collezionabili gettando luce qui e là in un esistenza piena di colori ma talvolta a tinte troppo cupe. Iniziai qualche tempo dopo a leggere Berserk e Spawn ma le immagini delle guerriere Sailor ancor animano i miei pensieri.

Figuriamoci pensare alla censura in tutte le sue forme, allora e poi in seguito, alla coppia comica Ugo Tognazzi e di come erano stati buttati fuori dalla Rai per aver osato mettere in farsetta la caduta dalla sedia del presidente della Repubblica Giovanni Gronchi, l’Italietta avrebbe poi votato il comico Beppe Grillo come possibile soluzione al problema politico attraverso il partito-membrana Cinque Stelle come riedificazione dello storico partito de “L’uomo qualunque”.

Qui però non voglio parlare di politica e semmai fermarmi su quella dei cartoni animati: le scene innocenti di nudo nella prima versione di Dragonball o di Dottor Slump e Arale nell’opera di Akira Torijama e di quanto siano cambiati i tempi e qunato non sia per altri versi cambiato nulla (sappiate che è censurato su yutube ovviamente!).

Altrettanto strano è pensare alle censure in Versailles no Bara ovvero in Lady Oscar o anche in opere più recenti come Ranma ½ o in Marmelade Boy (Piccoli Problemi di Cuore per capirci)

Da allora qui in Italia abbiamo avuto Cicciolina come prima pornostar eletta in un parlamento e il video “A colpi di seno” di Boys di Sabrina Salerno, quindi se ora trovo un po’ di imbarazzo a parlarne è soltanto perché stamane stavo ascoltando un concerto di Alice (al secolo Carla Bissi per intenderci) e quindi mi trovo diviso tra amore sacro e amor profano e questo mi rende euforico al pensiero di come si possano provare sentimenti tanto contrastanti (eh si come in Bocca di Rosa di De Andrè).

Il fumetto giapponese, americano o nostrano mi mette sempre di questo umore anche adesso che ho 48 anni! Chissà se quando ne avrò 60 mi darà ancora emozioni o forse esprimerò i miei sentimenti con dei like sui social.

foto immagini dell’evento su internet                                                                                        ©Spuntarelli Francesco

In morte di Francesco Guccini

Lunga e diritta correva la strada , l’auto veloce correva, la dolce estate era già cominciata vicino lui sorrideva, vicino lui sorrideva

Francesco Guccini (nato a Modena, 14 Luglio 1940,morto a Pavana , 6 Agosto 2026) è stato un cantautore, scrittore e attore italiano ma ciò che mi preme è ricordarlo come cantautore. Come viene ricordato per una sua intervista con un giovane Jovanotti (di cui pongo in dubbio la reale appartenenza al genere dei musicisti) le sue ispirazioni furono i grandi cantautori italiani, i francesi e quel Bob Dylan che tanto divise l’America di quegli anni quando rubò lo scettro al Re del Rock Elvis Presley (come non citare American Pie di Don McLean parlando della morte di questo nostro grande cantautore?)

Il mio rapporto con Francesco Guccini inizia da prima della mia nascita.. I miei genitori andarono a guardarlo, credo fosse a Colle Oppio, l’anno prima della mia nascita e quindi ha contribuito anche lui alla mia creazione in un certo senso e la morte di Francesco Guccini accade in questi giorni come un’oscura risonanza di cose ormai scritte.. dopo la morte di Franco Battiato, Giorgio Gaber, Lucio Dalla e Fabrizio De André (discorso che copre gli ultimi 30 anni e non la morte di un solo cantante “The day that Music Died “) si va verso la fine della grande stagione dei cantautori italiani. Mio padre era stato impegnato nella destra degli anni ’60 e poi si era spostato su posizioni di centro, mia madre di politica non ne aveva mai capito nulla ma son qui e porto il suo nome quindi quel xantante sempre col bicchiere di vino in mano gli era sicuramente piaciuto.

E poi e poi.. Gente che viene e che ti dice di sapere

Già ogni Legge delle cose e tutti sai ti san dire cosa fare:

Quali Leggi rispettare, quali Regole osservare,

Qual’ il Vero, Vero

Personalità eccellente di questo paese, è di lunga data la sua familiarità con la musica, aveva già scritto testi rock negli anni 50 (forse ponendolo al pari dello stesso Giorgio Gaber negli album con Enzo Iannacci), Francesco Guccini è stato spesso citato come scrittore molto impegnato sul piano politico e sociale: molti hanno spesso associato i suoi testi a concetti della sinistra politica o addirittura anarchica (vedi bene il testo de “La Locomotiva”)…. poco importa di questo ora che è morto, quello che conta della sua scrittura è l’uso mirabile del verso, un uso talmente perfetto che spesso è stato citato come poeta contemporaneo.

L’album Folkbeat, suo album di esordio come cantante nel 1967, conteneva già delle bellissime pietre miliari della sua produzione come Noi non ci saremo (grande opera di critica all’operato umano che porterà immancabilmente alla nostra distruzione come razza) e La canzone del bambino del vento (nota come Auschwitz in seguito, in un’epoca in cui descrive la tragedia dei campi di sterminio con sincera amarezza) ma a parte queste va ricordato per Canzone per un’amica (nota anche come In morte di S.F.), che divenne allora la canzone di apertura di ogni suo concerto, bellissima lirica sulla morte di una persona cara in un incidente di macchina (dopotutto chi non ha avuto un amico morto in gioventù?).

I gruppi di allora che non lo hanno dimenticato in quanto loro collaboratore furono gli Equipe 84, che al tempo portarono alla gloria Canzone per un’amica (Silvana, l’amica citata nella canzone, era anche una loro amicizia in quel del Grande Bar di Modena).. Augusto Daolio, carismatico leader del grande periodo dei Nomadi si innamorò anche lui di questa canzone da subito e rinnovò la collaborazione e l’amicizia con questo grande scrittore ancor prima che cantante: della collaborazione con il cantante dei Nomadi abbiamo mirabili versioni de “La bambina portoghese” e de “il vecchio e il bambino” ma sarebbe sminuire il resto di questa fantastica unione che ci ricorda che lì dove un cantante è bravo un gruppo può essere eccezionale (come pensare a Fabrizio De  Andrè senza pensare ai bellissimi pezzi con La Premiata Forneria Marconi).

Al caldo del sole al mare scendeva la Bambina Portoghese

non c’eran parole, rumori soltanto come voci sorprese

Il mare soltanto e il suo primo bikini amaranto.

Una curiosità da dire è che quando fu ospite della trasmissione “Diamoci del tu”con Giorgio Gaber e Caterina Caselli avrebbe partecipato all’esecuzione di un giovane Franco Battiato di una prima versione della canzone “La torre”, una canzonetta che solo nella sua seconda sarebbe diventata il capolavoro che tutti conosciamo (ovvero nell’album Arca di Noè 1982, tra l’altro citazione probabile del grande Sergio Endrigo).

I Nomadi furono in seguito coloro che portarono al successo Francesco Guccini con la canzone Dio è morto, testo censurato in Italia ad opera della R.A.I. fece invece gran successo nello stesso Stato Vaticano, in quanto alla fine ricorda che Dio è morto ma che (nella religione cristiana) è risorto nel terzo giorno.

In questo periodo Francesco Guccini dopo una relazione con Eloise Vitelli con cui andò in America, sposò la sua fidanzata storica Roberta Baccilieri. Della relazione con Roberta parla nella famosa canzone Eskimo, quest’ Eskimo innocente come dice nella canzone, era la sua rivoluzione non violenta al passaggio del tempo che comunque tutto erode (qui ci vorrebbe un altro paragone con American Pie di Don McLean ma sarebbe un azzardo per la provincialità del nostro autore nel confronto con la sonata eccellente del passaggio del tempo in quel dell’america degli anni ’60 e ’70).

Il vero salto artistico di Francesco Guccini si ebbe nel 1972 con l’album Radici, dove appunto il cantautore si sforza di cercare appunto le radici della su opera: qui troviamo la musica anarchica di fine 800 con la memorabile La Locomotiva, tratta da una vicenda realmente accaduta ma resa mirable dalla visione di questo grande artista, ode della gioventù, della ribellione alle angherie e delle lotte di classe. Allo stesso tempo riprese il confronto con la sua famiglia attraverso canzoni di riflessione sulla visione dell’uomo nelle sue diverse età attraverso Il vecchio e il bambino e ancor più nella Canzone della Bambina Portoghese, una bambina piccina col suo primo costume che si lascia andare nell’oceano e nel sole fino a scomparire, peraltro cantata su di un controcanto che parla di tutti coloro che credono di riuscire a controllare la realtà con la loro volontà e conoscenza mentre lei scompare nel nulla. Un discorso a parte va fatto per la canzone dei dodici mesi dalla sonorità cupa e distorta, un pezzo che ho sempre paragonato con Gente in Progresso di Franco Battiato (orizzonti perduti 1983):una cupa ed evocativa, l’altra speranzosa per un futuro stupendo (che abbiamo già vissuto in quegli anni un po’ tutti quanti).

In questo periodo il grande poeta introdusse un suo concittadino alla musica, si tratta di Claudio Lolli, che deve a Francesco Guccini la sua iniziazione alla musica (ascoltate le sue Socialdemocrazia e Borghesia per capire il genere che poi andrà a sviluppare).

E poi e poi se ti trovi a ricordare ti accorgerai che non te ne importa niente e che una sera o una stagione son come lampi,

luci accese e dopo spente, e se c’è un vizio che ti ucciderà non sarà fumare o bere

ma è qualcosa che ti porti dentro e cioè vivere, vivere e poi poi vivereee

In seguito dall’album D’amore di morte e di altre incertezze (1997) mi preme ricordare la canzone Cirano (al tempo già rilasciata alle radio ma non acora inserita nel suo discografia), ispirata dall’opera teatrale Cyrano de Bergerac di Edmond Rostrand, in cui sa un’opera del passato per parlare della modernità: quelli con il naso corto, i nemici di Cirano per l’appunto, il gregge amorfo e conformista sono sempre d più e fanno di tutto per non pagare le tasse (“Io non perdono e tocco”). Il suo naso lungo e l’amore di Rossana rimangono impressi nel cuore di chi ascolta questo brano come il tocco della spada di questo nuovo Cirano.

Dell’album Stagioni (anni 2000) mi preme invece ricordare la canzone Don Chisciotte su testo di Beppe Dati che ritrova un ritmo generoso per un cantautore che avrebbe meritato una musicalità diversa, come quella che lui aveva avuto nelle interpretazioni dei Nomadi di Augusto Daolio.

“Fino a ieri mi annoiavo e volevo anche morire” (tornando a Don Chisciotte) ben rappresenta la sorte di questo grande cantautore in un’epoca, sulla soglia degli anni 2000 in cui il suo nobilissimo genere di musica già prendeva polvere sugli scaffali.. Io dico addio (Addio prima canzone di questo bel cd) ben rappresenta la piega che questo autore prese negli anni seguenti smettendo sempre più di rappresentare le sue opere musicali e dandosi soprattutto alla scrittura di testi.

Ho letto millanta storie di cavalieri erranti ,

di imprese e di vittorie di giusti sui prepotenti

per starmene ancora chiuso coi miei libri in questa stanza

come un vigliacco ozioso sordo ad ogni sua sofferenza

Del mondo oggi più di ieri domina l’ingiustizia 

ma di eroici cavalieri non abbiamo più notizia 

E’ con questi versi che voglio dedicare a colui che mi ha insegnato la scrittura, Giuliano Marchetti, amico e maestro, che voglio concludere questo ricordo di tempi migliori.

  foto Getty Images                                                                                                                                                            ©  Spuntarelli Francesco

La Famiglia

Giornata europea della cultura ebraica

Venerdì 13 settembre 2024 alle ore 11:00 presso il Museo Ebraico di Roma si è tenuta la conferenza di presentazione della Giornata Europea della Cultura Ebraica, giunta alla sua venticinquesima edizione e che quest’anno avrà luogo domenica 15 settembre, quest’anno toccando dal profondo il tema della “famiglia”.

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UNO SPACCATO DI ROMA CAPITALE

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Il Pigneto è un quartiere di Roma ben noto nell’ultimo decennio per la sua movida, ma recentemente posizionatosi in un’allarmante situazione critica per la sicurezza in strada, causa la iper-concentrazione dei  locali della movida romana in uno spazio relativamente piccolo.

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