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Piana di Giza: alcuni studi che cambierebbero la Storia! Un’intervista al Professor Corrado Malanga – Parte I –

Per la rubrica “4 chiacchiere con…” (che ho deciso di aprire oggi e che in tutto avrà una sola puntata, questa), ci ha fatto il piacere di accettare l’invito il Professor Corrado Malanga, di cui già vi avevamo parlato nelle puntate precedenti https://consulpress.it/giza-proibita-la-scoperta-che-ha-messo-in-crisi-la-storia-ufficiale/

Egitto, Faraoni, Sfingi, rivelazioni, alta tecnologia… oh Grande Ra, quante cose ci ha raccontato il Professore!! Spingi continua, spingi continua…

– Buongiorno Professore, allora innanzitutto la volevo ringraziare per il tempo che mi mette a disposizione.

Buongiorno, sì, per carità, è dovere, mi sembra…

– Io direi di partire subito con l’intervista. Volevo iniziare con il chiederle un piccolo excursus sui suoi lavori, perché lei ha scritto ben tre libri sull’Antico Egitto. Il primo del 2020, “Cheope. La fabbrica dell’immortalità, la vera storia di chi eravamo”; il secondo del 2023, “Khun Khufu, Cheope e la fine di un mistero. Quando gli Dei non volevano morire” e poi l’ultimo del 2025, “Giza, la città svelata. Dove gli Dei manipolavano la vita”. Se quindi può fare un piccolo riassunto per i nostri lettori su questi suoi lavori.

Certo, dunque tutto nasce nel 2020. Io dovevo fare una conferenza a Milano, mi avevano chiesto di fare una conferenza sulle antiche civiltà e le tecnologie che queste antiche civiltà sembra avessero fra le mani, cosa di cui abbiamo perso tutto… Questa conferenza non c’è mai stata, perché poi è arrivato il Covid, si sono ammalati tutti e così via. E io nel frattempo avevo notato una fotografia della piramide di Cheope, della Stanza del Faraone… avevo notato una cosa che non aveva notato nessuno, cioè che ci sono due shaft, uno nella parete Nord e l’altro nella parete Sud della Stanza del Faraone, che sono alla stessa altezza del pavimento della vasca di granito che avrebbe, secondo gli scienziati, dovuto contenere il corpo del sovrano. Io mi sono detto, ma che strano, se da uno di questi buchi venisse fuori acqua, l’acqua salirebbe fino all’altezza della vasca, non la riempirebbe perché uscirebbe, per capillarità, dall’altro shaft. La stanza era chiusa, quindi la pressione che l’acqua in entrata avrebbe esercitato nella stanza, piggiandola sul soffitto, non avrebbe permesso all’acqua di entrare nella vasca. Io ho detto, che strana questa cosa, vediamo se ci sono tracce di acqua all’interno della piramide di Cheope, e le ho trovate. Quindi la mia ipotesi di lavoro poteva essere reale, e andando avanti, per farla breve, ho concluso che la piramide di Cheope era una macchina che funzionava con l’acqua. La piramide di Cheope è posta dentro una specie di vasca gigantesca che prende l’acqua dal fiume Nilo, si riempie fino a una certa altezza (che poteva essere circa 5-6 metri), tanto da poter far viaggiare delle barchette che poi in effetti sono state trovate attorno alla piramide, e che nessuno sa a cosa servivano. Dopodiché arrivano degli operai per fare le operazioni che dovevano essere fatte. L’acqua viene portata in alto da un apparecchio che io ho fatto vedere anche, sono delle eliche che fanno salire l’acqua fino a una ottantina di metri, fino al primo shaft. L’acqua entra nella piramide, fino a una certa altezza riempie la vasca della stanza del Faraone, con una serie di percorsi che noi abbiamo trovato e che sono noti. Riempie anche la seconda stanza, quella chiamata della Regina, fino a una certa altezza. Quello che succede è che sopra il tetto della stanza del Faraone c’è una struttura chiamata Zed (o Djed), che scopro essere un filtro passa-basso per le frequenze. Mi rendo subito conto che la piramide lavora col vento, il vento fa muovere questa gigantesca massa, produce una serie di vibrazioni che sono infrasoniche. Le vibrazioni infrasoniche entrano all’interno della piramide, vengono purificate da questa struttura chiamata Zed e il computer, con le sue simulazioni, mi fa vedere che il suono entra nella testa di quello che sta dentro il “sarcofago” della Stanza del Faraone, se fosse coricato con la testa a sinistra e i piedi a destra, con la testa a Sud e i piedi a Nord. Quello che viene fuori è che questa macchina produce una serie di vibrazioni che si propagano attraverso l’acqua (come i fili elettrici conducono l’elettricità così l’acqua conduce i fononi, cioè la vibrazione). Attraverso l’acqua dunque questa vibrazione finisce nella stanza di sotto, quella erroneamente chiamata della Regina, ma che invece conteneva il corpo di un tizio, di un signore, il quale era probabilmente proprio il Faraone. Il Faraone all’interno di questa stanza viene colpito da questa bassa frequenza, che è la somma, se così vogliamo dire, della frequenza prodotta dalla Grande Piramide, che però ha portato con sé, come onda portante, la frequenza di quel signore che si trovava invece nella stanza di sopra, la Stanza del Faraone. Esattamente, vengono fuori circa 4 Hertz, quindi siamo totalmente subsonici. Questa frequenza serve nella stanza di sotto a prendere il Faraone e farlo vibrare, e fare in modo che lui guarisca se è malato, diventi sano, viva di più, sia più longevo, per un problema tecnico. Questa frequenza è la stessa che noi avevamo trovato, postulato, quando io facevo degli altri studi, circa 20 anni fa… Io ho fatto degli studi che non voleva fare nessuno, ho cercato di capire il problema dell’adduzione aliena su questo pianeta. Oggi questa roba viene sdoganata dal Senato Americano e tutti dicono che Malanga alla fine aveva ragione perché l’aveva detto già 30 anni fa… Però quello che succede è la seguente cosa: gli esseri umani vengono presi, portati in una macchina volante e sottoposti a delle strane pratiche da questi tizi alieni. Ebbene, quello che noi avevamo ricostruito a quei tempi, con l’utilizzo delle ipnosi regressive sulle persone che dicevano di aver avuto questi incontri ravvicinati, è la stessa cosa che ho ritrovavo studiando le piramidi. Nelle piramidi c’era un donatore che veniva posto sotto vibrazione, si staccava la parte animica di quest’essere umano, che poi veniva introdotta nel corpo del Faraone. Nella realtà aliena questa parte animica veniva posta nel corpo dell’alieno il quale riviveva, si risanava se era malato e così via. Quindi che strano, io non ci avrei mai pensato che i miei vecchi studi di 20 anni fa potessero ritornarmi davanti studiando gli antichi egizi. A quel punto è intervenuto il Professor Filippo Biondi che è un esperto di radar ad apertura sintetica, e mi ha detto che tutti i calcoli che avevo fatto si sarebbero potuti vedere e verificare. Proviamo con il radar ad apertura sintetica da 680 chilometri di altezza, per vedere se la piramide vibra e se vibra alle frequenze che avevo segnalato nel primo libro. Così ci siamo messi a studiare Cheope con il radar e quello che è venuto fuori è stato incredibile, perché siamo riusciti a trasformare per la prima volta nel mondo un segnale fotonico, quindi un campo elettromagnetico, in segnale fononico, quindi un campo sonoro, diciamo così, un campo gravitativo. Bisogna capire che mentre il suono entra nei materiali ma non nel vuoto, i fotoni, cioè il campo elettromagnetico, fanno il contrario. Il campo elettromagnetico va benissimo nel vuoto ma quando incontra un ostacolo si ferma. Ecco noi quindi, lavorando col campo elettromagnetico, cioè il segnale che il radar lancia sulla piramide di Cheope, abbiamo trasformato questo segnale con un’opportuna tecnologia in un segnale fononico, di modo che i fononi potessero entrare all’interno della piramide e trasformarla in un oggetto che vibrava e le vibrazioni prendono forma di colore e il colore ci fa capire dove ci sono le stanze, dove ci sono i corridoi e ci è apparsa una realtà completamente diversa, non solo vedevamo le stanze che già tutti conoscevano, ma abbiamo visto corridoi, altre stanze, sia dentro la piramide che sotto la piramide.

– Anche molti tunnel come accennava in altre sue conferenze…

Certo, molti tunnel. Praticamente noi che cosa facciamo? Noi dall’alto tracciamo una linea che è il punto dove noi taglieremo la torta, chiamiamola così, e una volta tagliata la torta, che in questo caso era la piramide di Cheope, possiamo guardare dentro come sono fatti gli strati della torta, dove c’è lo zucchero, dove c’è il cioccolato, dove c’è la panna, dove c’è il pan di spagna e così via. Facendo diverse tomografie, utilizzando quattro radar diversi, da diverse angolazioni, siamo riusciti a costruire un modello tridimensionale della piramide. A quel punto la fame vien mangiando… è intervenuto anche il terzo collega, cioè Armando Mei, che è un egittologo non convenzionale, possiamo chiamarlo così, e siamo andati a vedere nella piana di Giza la seconda piramide, che è Chefren (o Khafre), e lì dentro abbiamo trovato il mondo… e non solo abbiamo trovato il mondo sopra, perché nel frattempo la metodologia utilizzata da Filippo Biondi era molto migliorata e quindi abbiamo potuto dare un’occhiata sotto la piana di Giza. Sotto la piana di Giza abbiamo trovato una città, strutture sia verticali che orizzontali, che arrivano fino a 1200 metri sottoterra. Abbiamo scoperto che ci sono otto tubi o otto strutture verticali sotto la piramide che arrivano fino a 680 metri circa e finiscono dentro due gigantesche stanze, che sono due cubi praticamente di 80 metri di lato. Cosa saranno queste cose? L’unico modo per saperlo è andare a vedere… E’ difficile dire che ci siamo sbagliati, perché abbiamo usato ben quattro satelliti differenti… Inoltre la metodologia di Filippo Biondi è stata già validata scientificamente. Pensate che in un articolo precedente Biondi aveva guardato nel vulcano del Vesuvio, scendendo fino a 3200 metri di profondità.

– Se non sbaglio ha guardato anche nel Gran Sasso.

Sì, abbiamo guardato nel Gran Sasso, ricostruendo i percorsi della base del Laboratorio dei neutrini.

Quindi è una cosa provata, sostanzialmente.

E’ una cosa provata… a questo punto però si sono scatenati tutti gli egittologi, i quali evidentemente si sono sentiti depauperati della loro scienza, delle loro teorie, che a questo punto devono essere buttate al macero. E per l’uomo, per l’essere umano, è difficile, a causa del suo ego, ammettere di essersi sbagliato. E allora si preferisce dire che le nostre tecniche sicuramente non funzionano, che sono finte. Ce ne dicono di tutti i colori, che siamo dei cialtroni, che ci siamo inventati le cose, che non è vero niente. Nonostante ci sia un lavoro scientifico del 2022 pubblicato su Remote Sensing, che è una rivista che ha un fattore di impatto di circa 5,0. Così sono venuti fuori tre libri, il cui ultimo, sostanzialmente, ha anche una parte dedicata a un’altra scoperta, che è la scoperta di una ipotetica seconda Sfinge.

– La seconda sfinge, sì, ci arriviamo… Senta, una domanda sempre sul funzionamento della piramide. Morivano le vittime a cui veniva estratta la parte animica, secondo lei?

No. La parte animica, una volta che viene staccata e introdotta nel corpo, in quel caso, del Faraone per ringiovanirlo, si stacca a un certo punto e torna nel contenitore originario, dove potrà essere trovata una seconda volta per poter fare lo stesso trucchetto, se no la parte animica si distrugge. Si distrugge non è corretto, non si trova più… In parole povere, dietro questa ricerca c’è un’altra cosa molto interessante, che forse è quella che ad alcuni non piace che venga detta. L’essere umano in ipnosi profonda, e abbiamo lavorato su 3.500 casi, racconta di essere costruito di tre pezzi, una parte Animica, una parte Spirituale e una parte Mentale, che sono tre cose con coscienza, vive. La parte animica ha una caratteristica fondamentale, è immortale. Capisco che per la scienza può essere incredibile, però i risultati sperimentali che noi abbiamo ottenuto sono questi. Ai tempi delle ipnosi io ho fatto, solamente io, 3.500 analisi di tipo ipnologico. Poi io lavoravo con altri due gruppi di ipnologi che nel frattempo trovavano le stesse cose. Ho scritto anche un libro di più di 700 pagine, dal titolo “Alieni o Demoni. La scelta consapevole di mettere fine all’inganno”, che è una cosa sconvolgente. Perché poi mi sono messo a studiare le piramidi? Io forse questo l’ho capito dopo, perché c’erano alcune cose della mia prima ricerca sugli alieni che non avevo capito. Qualcosa dentro di me mi ha portato a studiare l’antico Egitto per farmi capire che anche questa antica civiltà, di cui noi non sappiamo quasi nulla, che ha poi fatto in modo che le piramidi potessero essere edificate, questa antica civiltà sapeva delle cose che noi oggi non sappiamo, conosceva come era fatto il corpo umano, cosa che noi non sappiamo. La cosa interessante è che con questa chiave di lettura, negli antichi scritti egiziani c’era già segnalato tutto. Gli antichi egizi parlano del Ba, cioè la parte animica, parlano del Ka, cioè la parte spirituale… Dicono che non tutti hanno il Ba, la parte animica, così come era venuto fuori dalle ricerche che io avevo fatto tanti anni fa sul problema delle adduzioni aliene. L’alieno sostanzialmente viene su questo pianeta per prendere la parte animica che noi abbiamo e loro non hanno.

– Sempre a scopo rigenerativo?

Sempre a scopo rigenerativo, di cui troviamo tracce negli antichi miti di mezzo mondo: gli africani, gli australiani che suonano uno il tamburo e l’altro il didgeridoo, questo strano strumento che emette questo suono profondo e basso, oppure le campane tibetane, sono tutti strumenti che servivano a curare e a creare con il suono dei fenomeni antigravitativi che sono poi serviti per costruire questi grandi monumenti. Noi ci dobbiamo chiedere come le piramidi sono state costruite, non si può continuare a credere che gli antichi egizi per sei anni hanno spostato sei pietrone di 70 tonnellate l’una al minuto per vent’anni senza fermarsi mai né di giorno né di notte.

– Come è scritto nei papiri di Wadi Al-Jarf, il diario di Merer, che parlano proprio di spostamenti di massi dalla cava di Tura alla piana Giza, anche se non specifica che erano per la costruzione delle piramidi…

Esatto, ma ci sono dei papiri che vanno reinterpretati con la nostra chiave di lettura, per esempio c’è un papiro al Museo Egizio di Parigi a Louvre che parla di ammorbidimento del materiale, cioè il materiale veniva ammorbidito, non ‘fused’, cioè fuso come è stato secondo me erroneamente tradotto il papiro, ma ‘softened’, cioè ammorbidito.

– Ma anche fuso sarebbe stato difficile, non crede? Comunque è granito, ci vogliono temperature elevatissime… insomma, per l’epoca…

Assolutamente, se fosse stato fuso con il calore noi avremmo dovuto trovare una colorazione diversa all’esterno dei giganteschi massi con cui la piramide è stata costruita perché ci sarebbero stati degli ossidi, ossidi di ferro, di magnesio, di alluminio, cosa che noi non troviamo, il colore sarebbe stato completamente diverso. Invece troviamo un’altra cosa, cioè che se avviciniamo una bussola a molte delle pietre della piramide di Cheope, la bussola non segna più il campo magnetico terrestre, ma viene a segnare le linee di forza del campo magnetico delle pietre. Allora praticamente queste pietre sono diventate ferromagnetiche. L’unico modo per farle diventare ferromagnetiche è fonderle senza calore, facendo in modo che tutti i reticoli cristallini del materiale si riorientino verso il campo magnetico terrestre. Questo è un fenomeno che per esempio noi notiamo nel basalto. Il basalto quando esce liquido dal vulcano e poi si raffredda, i cristalli del basalto seguono le linee del campo terrestre, cioè si riadattano a quella che è la direzionalità del campo magnetico terrestre. Ma per fare questo bisogna che siano liquefatte, che possano muoversi i reticoli cristallini, che possano scegliere loro la posizione nello spazio da usare. Non c’è nessun’altra spiegazione. Io capisco, ancora una volta, che la scienza ufficiale non può ammettere di non aver capito queste cose. Io e Filippo, che poi siamo come due bambini piccoli quando ci mettiamo di fronte a un problema da risolvere, lavoriamo col buonsenso. Il buonsenso è un parametro che la fisica moderna ha perso da tempo. La scienza ufficiale è diventata, dopo il Covid, una scienza con l’H, cioè la gente ha dovuto ricostruire una scienza che non è mai esistita, solo per far comodo alla Big Pharma. Questo è un esempio, ma voglio dire, oltre al buonsenso c’è anche un parametro che John Stewart Bell chiamava il parametro nascosto. Bell era un fisico che ha fatto una disequazione, la famosa disequazione di Bell, dove dice sostanzialmente che tutti i tre tipi di fisica che noi abbiamo sono sbagliati: la fisica di Newton è sbagliata, la fisica di Einstein, cioè la relatività, è sbagliata, ed è sbagliata anche la fisica quantistica. Però la quantistica potrebbe essere meno sbagliata delle altre “fisiche”, perché è l’unica che ammette che l’universo non sia locale, cioè che non esista né lo spazio, né il tempo, né l’energia. Bell sta dicendo che l’universo è un ologramma, come in realtà poi altri fisici e matematici come Erik Verlinde, Juan Martin Maldacena, hanno dimostrato. Bell dice una cosa fondamentale nella sua disequazione. Non esistono parametri nascosti. Cosa vuol dire? Prima di Bell, quando i conti non tornavano, i fisici dicevano che ci sono dei parametri nascosti che noi non conosciamo, ma che un giorno conosceremo e che ci daranno ragione. Praticamente si sono venduti la pelle dell’orso prima di averlo catturato. In realtà Bell non ha completamente ragione, perché secondo Filippo e secondo me, esiste un parametro nascosto di cui la fisica non tiene conto. Il parametro nascosto è la coscienza, cioè analizzare le formule della fisica cercando di comprenderne il significato. Per comprenderne il significato bisogna avere consapevolezza, e la consapevolezza è una misura della coscienza. Non basta dire che 2 più 2 fa 4. Il fisico è contento, il matematico pure, noi no. Noi dobbiamo sapere perché 2 più 2 fa 4. Andando in questa direzione, le formule della fisica che sono già state tutte scritte sui lavori scientifici e pubblicate, le formule della fisica assumono un significato coscienziale che ci fa capire che l’uomo è fatto proprio di questi tre pezzi, una parte animica, una parte mentale, una parte spirituale, e sono oggetti che vibrano a una certa frequenza. Solo chi conosce queste frequenze può manipolarle. Gli alieni che vengono su questo pianeta sicuramente hanno la consapevolezza per farlo. Gli antichi avevano forse la stessa consapevolezza? Probabilmente sì. Questo è il risultato finale della nostra ipotesi di lavoro, che essendo una ipotesi di lavoro va verificata, ma essendo l’unica ipotesi di lavoro che descrive la mappa del territorio, cioè la realtà, bisogna che ve la teniate questa ipotesi, perché una migliore non c’è! Eh, può essere difficile questa cosa qui… domani mattina vado a dire alla gente, guardate voi avete una parte animica, voi siete i creatori dell’universo, Dio non esiste, la Chiesa Cattolica è una grande fregatura, la Fisica è completamente… non sbagliata, ma deve essere rivista nei suoi concetti fondamentali.

– Senta, per tornare al funzionamento della piramide, c’è un’ulteriore conferma del suo lavoro, dal Professor Shillman, che è un insigne linguista, e che ha tradotto la frase all’entrata della piramide, facendola suonare più o meno così: “dalla forza mascolina erompe come un tuono l’aspetto femminio”. Potrebbe alludere alla parte animica che erompe dal corpo della vittima, sembra quasi un piccolo manuale di istruzioni che confermerebbe comunque l’utilizzo dell’edificio che suggerite voi.

Sì, questo professore, che tra parentesi era un grande esperto di sanscrito, ed era anche un consulente del ministero tedesco, quindi non era l’ultimo imbecille che passava per la strada, ha fatto studi fondamentali scoprendo una civiltà pre-diluvica che aveva in tutto il mondo di allora una lingua in comune, e questa lingua assomigliava molto a qualcosa che assomiglia al proto-sanscrito, quindi trovare poche antiche iscrizioni sulla piramide di Cheope (che evidentemente ha un’età che supera i 13.500 anni prima di Cristo, questo va detto,) e alcuni segni di proto-sanscrito non ci fa che supporre che gli antichi costruttori delle piramidi, gli antichi ideatori, parlavano proto-sanscrito, la stessa lingua che noi troviamo in alcune iscrizioni in America Latina, che troviamo in alcune iscrizioni in Antartide, luoghi dove oltre che questa strana lingua ci sono anche reperti di teschi allungati, cioè dolico-cefali, come peraltro troviamo sia in America Pre-Colombiana e sia nella stessa piana di Giza, dove alcuni Faroni avevano questo teschio enorme allungato dietro. Addirittura alcuni di questi teschi, che sono stati per esempio trovati a Malta, hanno un numero di ossa completamente diverso da quello che abbiamo noi. Cosa si deve dire? Che c’era un’altra tipologia di essere umano, o un’altra tipologia di essere, perché ‘umano’ è da vedere… E’ da vedere perché 36.500 anni fa, quando il mito racconta della caduta di una piccola Luna che noi evidentemente avevamo in orbita attorno al nostro pianeta, caduta che ha scombustolato tutto il clima del pianeta distruggendo quasi tutta la vita… 36.500 anni fa il mondo cambia completamente e quello che succede è che compare l’RH negativo su questo pianeta, cioè noi veniamo dal Rhesus e quindi abbiamo questa specie di proteina che ha anche il Rhesus, quindi noi siamo RH positivi, ma l’RH negativo, da dove viene? I miei colleghi biologi all’università, quando io insegnavo chimica all’Università di Pisa, chimica organica, non sapevano rispondere a questa realtà, dicevano che c’era stata una mutazione, ma subito dopo mi dicevano che non è possibile nessuna mutazione perché i tempi logici per fare una mutazione di questo tipo non ci sono stati, quindi l’RH negativo è o una seconda creazione, come diceva Isaac Asimov in uno dei suoi libri di fantascienza, oppure questi qui vengono da un’altra parte, c’è poco da fare, 2 più 2 non fa 19…

Continua nella Parte II : https://consulpress.it/piana-di-giza-alcuni-studi-che-cambierebbero-la-storia-unintervista-al-professor-corrado-malanga-parte-ii/