Le relazioni fra Italia e Albania 1910-1940 – Conferenza presso l’A.N.R.P. il 28 aprile
TAVOLA ROTONDA SUL LIBRO DI NICCOLO’ LUCARELLI
“Le relazioni fra Italia e Albania 1910-1940”, pubblicato dalle Edizioni Mursia
TAVOLA ROTONDA SUL LIBRO DI NICCOLO’ LUCARELLI
“Le relazioni fra Italia e Albania 1910-1940”, pubblicato dalle Edizioni Mursia
NOTA INTRODUTTIVA – E’ pervenuto alla Redazione di Consul Press da parte di Luca Sforzini, Presidente Centro Studi Rinascimento Nazionale, un intereessante Comunicato sul diniego dell’Italia alla richiesta degli Stati Uniti di usare il nostro suolo come sua “Base d’Appoggio“ per le zone di guerra in cui imperversa il conflitto U.S.A – IRAN.
E’ una riflessione od una comparazione con un ben noto precedente, sebbene – come giustamente osserva Sforzini – non paragonabile per le diversità delle situazioni, nonché per prospettive diplomatiche e geopolitiche differenti.
Una premessa è necessaria: non esistono guerre giuste o ingiuste. Una valutazione morale di un conflitto è sempre e solo propagandistica. Le guerre si fanno per interesse. Una narrazione diversa è solo deviante. (*1)
Chi salva una vita salva il mondo intero, così una citazione del Talmud, uno dei testi sacri dell’ebraismo, esalta il valore immenso della vita umana, tanto che salvarne anche una sola vale quanto salvare l’umanità intera. E’, fra l’altro, lo stesso principio fondamentale per l’attribuzione di “Giusto tra le Nazioni” a chiunque, spesso con grave rischio della propria vita, abbia salvato ebrei dalla tragedia terribile della Shoah.
Tavola Rotonda sul volume Le relazioni fra Italia e Albania 1910-1940 di Niccolò Lucarelli,
a Roma, presso la Biblioteca di Storia Moderna e Contemporanea
Giovedì 22 gennaio – h 17, in via Michelangelo Caetani 32
Simbolismo, crescita morale e potere attraverso le spade leggendarie
Nell’immaginario medievale, le spade leggendarie non erano soltanto strumenti di guerra, ma veicoli potenti di significato morale e spirituale. Esse incarnano concetti di giustizia, coraggio, sacrificio e trasformazione personale, assumendo un ruolo educativo oltre che bellico. La narrativa dei cicli arturiani e carolingi ci mostra come la spada diventi simbolo di formazione del carattere, strumento attraverso cui l’eroe apprende le virtù necessarie a compiere il proprio destino.