Italia ed Esteri

Reperti e glutei sodi a Stazione San Giovanni
Le scale mobili delle Stazioni Metro di Roma sono al collasso!! Utenti costretti a inerpicarsi sulle lunghe rampe di scale, ascensori trappole killer, stratagemmi culturali per sopperire alle attese! Cosa sta succedendo nel ventre di Roma? Ecco le memorie dal sottosuolo…

LA FERRARI ed il “Mito del Cavallino” azzerati a favore delle “Leggi del Mercato”
DAL CASTELLO SFORZINI DI CASTELLAR PONZANO
Se il “Cavallino Rampante“ viene sacrificato sull’altare del “Fanatismo Green”,
l’ITALIA deve difendere il suo “Made in Italy“, oramai sotto attacco !

Riapre il Teatro Valle. A ottobre al via la nuova stagione
nota introduttiva di Cristian Arni: Apriamo questo approfondimento con la nota del Presidente Commissione Cultura alla Camera dei Deputati, Federico Mollicone, rilasciata all’AdnKronos, segue poi il nostro rapido resoconto su questi anni in cui il Teatro Valle è passato per varie mani, ben 16 anni di inattività, sperando di dare seguito in futuro ad altri interventi rispetto alla situazione dei teatri nella Capitale. Buona lettura nel segno del futuro del Teatro Italiano!

La presentazione del Volume su Villa Stolojan, un successo al Circolo degli Esteri
“14 Maggio – Presentato al Circolo degli Esteri il volume Villa Stolojan di Gaetano Cortese
L’evento concluso con la consegna del Premio Federico II all’Ambasciatrice Maria Assunta Accili“
Un Eccezionale Report a firma di Goffredo Palmerini pervenutoci in Redazione è qui di seguito integralmente pubblicato dalla Consul-Press (*1), presente all’incontro nel Salone della Musica con Alessandro Benini e Giuliano Marchetti.
Attualità
Il caso Ranucci-Lavitola, lo spettacolo a Cerveteri

I tempi cambiano e nella cronaca nera ai “compagni di merende”, definizione che rimanda all’agghiacciante vicenda del mostro di Firenze tra il 1968 e il 1985, si affiancano sempre più i compagni di pranzi o cene raffinati, magari a base di pesce e perché no in un bistrò con la pretesa dell’atmosfera figa di un locale accogliente e informale alla francese. Sì, avete sicuramente già intuito dove voglia andare a parare.
Intervista a Francesco Minutillo fedele della Fraternità San Pio X

Francesco Minutillo (sopra in foto, unitamente ad un suo coraggioso bestseller), noto avvocato forlivese di ampia attività professionale in tutta Italia, anche nelle battaglie civili e giudiziarie a difesa della comunità della destra politica e della fede cattolica, è da tempo fedele sostenitore nella Romagna forlivese della Fraternità San Pio X, ispirata al pensiero e agli insegnamenti del suo fondatore, monsignor Marcel Lefebvre. A questo suo impegno religioso affianca con pari efficacia l’attività di operatore culturale, quale curatore di mostre storico-documentarie di tanto successo, come La fortuna di Dante nel Ventennio (2021) e O ROMA O MORTE. Un secolo dalla Marcia (2022), rispettivamente organizzate in occasione del VII° centenario della morte di Dante e del I° centenario della fatidica marcia mussoliniana. Di seguito, un’interessante intervista a Francesco Minutillo sull’attualità religiosa della Fraternità San Pio X.

Piana di Giza: alcuni studi che cambierebbero la Storia! Un’intervista al Professor Corrado Malanga – Parte II –
Egitto, Faraoni, Sfingi, rivelazioni, alta tecnologia… oh Grande Ra, quante cose ci ha raccontato il Professor Corrado Malanga!! Ecco la seconda parte dell’intervista, non perdete il gran finale, ora come sempre spingi continua, spingi continua…

Piana di Giza: alcuni studi che cambierebbero la Storia! Un’intervista al Professor Corrado Malanga – Parte I –
Per la rubrica “4 chiacchiere con…” (che ho deciso di aprire oggi e che in tutto avrà una sola puntata, questa), ci ha fatto il piacere di accettare l’invito il Professor Corrado Malanga, di cui già vi avevamo parlato nelle puntate precedenti https://consulpress.it/giza-proibita-la-scoperta-che-ha-messo-in-crisi-la-storia-ufficiale/
Egitto, Faraoni, Sfingi, rivelazioni, alta tecnologia… oh Grande Ra, quante cose ci ha raccontato il Professore!! Spingi continua, spingi continua…
Economia e Politica
Il caso Ranucci-Lavitola, lo spettacolo a Cerveteri

I tempi cambiano e nella cronaca nera ai “compagni di merende”, definizione che rimanda all’agghiacciante vicenda del mostro di Firenze tra il 1968 e il 1985, si affiancano sempre più i compagni di pranzi o cene raffinati, magari a base di pesce e perché no in un bistrò con la pretesa dell’atmosfera figa di un locale accogliente e informale alla francese. Sì, avete sicuramente già intuito dove voglia andare a parare.
Vannacci sì, Vannacci no: scelta obbligata per Giorgia Meloni

“Vannacci sì, Vannacci no”, così l’efficace e ineludibile scelta che s’impone a Giorgia Meloni e che sottolinea ancora di più la sorpresa della destra e della sinistra dinanzi all’evidenza, al peso politico crescente di Futuro Nazionale, il nuovo partito di destra radicale, fondato poco più di quattro mesi fa dal generale Roberto Vannacci. Ultimi sondaggi lo accreditano stabilmente poco oltre il 6%, in forte concorrenza con la Lega che secondo diverse rilevazioni sarebbe addirittura superata dal consenso al generale.

Vannacci e Futuro Nazionale: se son rose fioriranno
di Cristian Arni:
E’ giunto in Redazione l’articolo sotto riportato a firma di Monica Macchioni apparso su Cavaliere News ,che richiama un articolo pubblicato su L’Espresso a firma di Carlo Tecce su Roberto Vannacci, il Gen. a lla testa di Futuro Nazionale, movimento politico che starebbe acquistando sempre più la ribalta mediatica, come si è visto anche nel corso della trasmissione Otto e Mezzo, il programma condotto da Lilli Gruber in onda su LA7,
“Sovranità Tecnologica o Colonia Digitale” ? ….. L’Italia deve scegliere adesso !
Riflessioni post “Stati Generali” del 30 Maggio presso il Castello Sforzini
Dal Castello Sforzini di Castellar Ponzano:
“L’Intelligenza Artificiale è la nuova Acciaieria del XXI Secolo:
– Chi non possiede potenza di calcolo sarà dipendente da chi la possiede”
Le riflessioni recenti di Andrea Stroppa – giovane brillante esperto d’informatica – sul ritardo dell’Italia nell’intelligenza artificiale toccano un nodo che va oltre la tecnologia. La domanda vera non è se l’Italia debba investire nell’AI, ma se voglia continuare a essere una nazione industriale e sovrana o trasformarsi gradualmente in una semplice piattaforma di consumo, dipendente da infrastrutture costruite all’estero __________G.M.
Lavoro e Formazione

Giuseppe Bea a capo del Dipartimento Nazionale “Imprese e Pubblica Istruzione”
nel nuovo organigramma di EVOLUZIONE e LIBERTA’
Nuova nomina per il partito Evoluzione e Libertà: il Segretario Nazionale Giuseppe Basile e il Presidente Mirko Greco hanno affidato a Giuseppe Bea la guida del Dipartimento Nazionale Imprese e Pubblica Istruzione. Giuseppe Bea è il Presidente di CNA Pensionati Roma, membro della Direzione nazionale e provinciale della CNA (Sindacato della Confederazione Nazionale Artigianato per la tutela, assistenza e rappresentanza Aanziani e Pensionati) e componente esperto della Consulta del lavoro autonomo e delle professioni presso il CNEL (Consiglio Nazionale Economia e Lavoro).

Mobilità e Futuro: Intervista a Christopher de Marchis
sulla riforma del “Servizio Pubblico Tecnologico”
La mobilità urbana non di linea in Italia è da decenni un terreno di scontro normativo e sociale.
Oggi, una nuova proposta di legge ha raggiunto “I Palazzi del Potere“, promettendo di resettare il sistema.

L’Assemblea Annuale dell’Associazione Co.Ne.Pro. svoltasi a Roma il 23 marzo
NOTA INTRODUTTIVA a cura di Cristian Arni: In data 23/03/2026 si è svolta l’Assemblea Annuale dell’Associazione Co.Ne.Pro. – Commercialisti Network Professionale, presieduta da Renato Burigana, che ci ha aggiornati con un riepilogo sui punti all’O.d.G. e sull’andamento dei lavori assembleari. In calce è disponibile il PDF con le slides esaminate durante i lavori, ove vengono dettagliatamente esposte tutte le iniziative programmate per il corrente anno (vds. allegato A).

Auspicando il “Commissariamento del CNDCEC”,
causa mancata vigilanza e compensi alle stelle
La Redazione di Consul-Press ha ricevuto e pubblicato questo intervento redatto da una apprezzata e stimata Commercialista iscritta all’O.D.C.E.C., la cui firma è già apparsa più volte su questa Testata, che fin dai suoi primi fascicoli continua a dedicare una costante attenzione al Mondo dei Liberi Professionisti e ai loro Ordini, nonché anche alle loro Associazioni riconosciute in base alla Legge n. 4 del 14 gennaio 2013, / La Consul-Press, comunque come organo di informazione – a prescindere dalla propria solidarietà a Cristiana Rossi per la sua battaglia che sta conducendo quale Ammin.re Giudiziario per “beni sequestrati e confiscati” alla Mafia – dichiara la propria disponibilità ad ospitare eventuali repliche degli attuali “Vertici” del C.N.D.C.E.C. e/o dei vari Ordini Territoriali.
A tale riguardo. la Consul-Press si riserva successivamente di esprimere una propria posizione, nonchè anche quella personale del suo Direttore Editoriale su tali tematiche.
Omnibus

In morte di Francesco Guccini
Lunga e diritta correva la strada , l’auto veloce correva, la dolce estate era già cominciata vicino lui sorrideva, vicino lui sorrideva
Francesco Guccini (nato a Modena, 14 Luglio 1940,morto a Pavana , 6 Agosto 2026) è stato un cantautore, scrittore e attore italiano ma ciò che mi preme è ricordarlo come cantautore. Come viene ricordato per una sua intervista con un giovane Jovanotti (di cui pongo in dubbio la reale appartenenza al genere dei musicisti) le sue ispirazioni furono i grandi cantautori italiani, i francesi e quel Bob Dylan che tanto divise l’America di quegli anni quando rubò lo scettro al Re del Rock Elvis Presley (come non citare American Pie di Don McLean parlando della morte di questo nostro grande cantautore?)
Il mio rapporto con Francesco Guccini inizia da prima della mia nascita.. I miei genitori andarono a guardarlo, credo fosse a Colle Oppio, l’anno prima della mia nascita e quindi ha contribuito anche lui alla mia creazione in un certo senso e la morte di Francesco Guccini accade in questi giorni come un’oscura risonanza di cose ormai scritte.. dopo la morte di Franco Battiato, Giorgio Gaber, Lucio Dalla e Fabrizio De André (discorso che copre gli ultimi 30 anni e non la morte di un solo cantante “The day that Music Died “) si va verso la fine della grande stagione dei cantautori italiani. Mio padre era stato impegnato nella destra degli anni ’60 e poi si era spostato su posizioni di centro, mia madre di politica non ne aveva mai capito nulla ma son qui e porto il suo nome quindi quel xantante sempre col bicchiere di vino in mano gli era sicuramente piaciuto.
E poi e poi.. Gente che viene e che ti dice di sapere
Già ogni Legge delle cose e tutti sai ti san dire cosa fare:
Quali Leggi rispettare, quali Regole osservare,
Qual’ il Vero, Vero
Personalità eccellente di questo paese, è di lunga data la sua familiarità con la musica, aveva già scritto testi rock negli anni 50 (forse ponendolo al pari dello stesso Giorgio Gaber negli album con Enzo Iannacci), Francesco Guccini è stato spesso citato come scrittore molto impegnato sul piano politico e sociale: molti hanno spesso associato i suoi testi a concetti della sinistra politica o addirittura anarchica (vedi bene il testo de “La Locomotiva”)…. poco importa di questo ora che è morto, quello che conta della sua scrittura è l’uso mirabile del verso, un uso talmente perfetto che spesso è stato citato come poeta contemporaneo.
L’album Folkbeat, suo album di esordio come cantante nel 1967, conteneva già delle bellissime pietre miliari della sua produzione come Noi non ci saremo (grande opera di critica all’operato umano che porterà immancabilmente alla nostra distruzione come razza) e La canzone del bambino del vento (nota come Auschwitz in seguito, in un’epoca in cui descrive la tragedia dei campi di sterminio con sincera amarezza) ma a parte queste va ricordato per Canzone per un’amica (nota anche come In morte di S.F.), che divenne allora la canzone di apertura di ogni suo concerto, bellissima lirica sulla morte di una persona cara in un incidente di macchina (dopotutto chi non ha avuto un amico morto in gioventù?).
I gruppi di allora che non lo hanno dimenticato in quanto loro collaboratore furono gli Equipe 84, che al tempo portarono alla gloria Canzone per un’amica (Silvana, l’amica citata nella canzone, era anche una loro amicizia in quel del Grande Bar di Modena).. Augusto Daolio, carismatico leader del grande periodo dei Nomadi si innamorò anche lui di questa canzone da subito e rinnovò la collaborazione e l’amicizia con questo grande scrittore ancor prima che cantante: della collaborazione con il cantante dei Nomadi abbiamo mirabili versioni de “La bambina portoghese” e de “il vecchio e il bambino” ma sarebbe sminuire il resto di questa fantastica unione che ci ricorda che lì dove un cantante è bravo un gruppo può essere eccezionale (come pensare a Fabrizio De Andrè senza pensare ai bellissimi pezzi con La Premiata Forneria Marconi).
Al caldo del sole al mare scendeva la Bambina Portoghese
non c’eran parole, rumori soltanto come voci sorprese
Il mare soltanto e il suo primo bikini amaranto.
Una curiosità da dire è che quando fu ospite della trasmissione “Diamoci del tu”con Giorgio Gaber e Caterina Caselli avrebbe partecipato all’esecuzione di un giovane Franco Battiato di una prima versione della canzone “La torre”, una canzonetta che solo nella sua seconda sarebbe diventata il capolavoro che tutti conosciamo (ovvero nell’album Arca di Noè 1982, tra l’altro citazione probabile del grande Sergio Endrigo).
I Nomadi furono in seguito coloro che portarono al successo Francesco Guccini con la canzone Dio è morto, testo censurato in Italia ad opera della R.A.I. fece invece gran successo nello stesso Stato Vaticano, in quanto alla fine ricorda che Dio è morto ma che (nella religione cristiana) è risorto nel terzo giorno.
In questo periodo Francesco Guccini dopo una relazione con Eloise Vitelli con cui andò in America, sposò la sua fidanzata storica Roberta Baccilieri. Della relazione con Roberta parla nella famosa canzone Eskimo, quest’ Eskimo innocente come dice nella canzone, era la sua rivoluzione non violenta al passaggio del tempo che comunque tutto erode (qui ci vorrebbe un altro paragone con American Pie di Don McLean ma sarebbe un azzardo per la provincialità del nostro autore nel confronto con la sonata eccellente del passaggio del tempo in quel dell’america degli anni ’60 e ’70).
Il vero salto artistico di Francesco Guccini si ebbe nel 1972 con l’album Radici, dove appunto il cantautore si sforza di cercare appunto le radici della su opera: qui troviamo la musica anarchica di fine 800 con la memorabile La Locomotiva, tratta da una vicenda realmente accaduta ma resa mirable dalla visione di questo grande artista, ode della gioventù, della ribellione alle angherie e delle lotte di classe. Allo stesso tempo riprese il confronto con la sua famiglia attraverso canzoni di riflessione sulla visione dell’uomo nelle sue diverse età attraverso Il vecchio e il bambino e ancor più nella Canzone della Bambina Portoghese, una bambina piccina col suo primo costume che si lascia andare nell’oceano e nel sole fino a scomparire, peraltro cantata su di un controcanto che parla di tutti coloro che credono di riuscire a controllare la realtà con la loro volontà e conoscenza mentre lei scompare nel nulla. Un discorso a parte va fatto per la canzone dei dodici mesi dalla sonorità cupa e distorta, un pezzo che ho sempre paragonato con Gente in Progresso di Franco Battiato (orizzonti perduti 1983):una cupa ed evocativa, l’altra speranzosa per un futuro stupendo (che abbiamo già vissuto in quegli anni un po’ tutti quanti).
In questo periodo il grande poeta introdusse un suo concittadino alla musica, si tratta di Claudio Lolli, che deve a Francesco Guccini la sua iniziazione alla musica (ascoltate le sue Socialdemocrazia e Borghesia per capire il genere che poi andrà a sviluppare).
E poi e poi se ti trovi a ricordare ti accorgerai che non te ne importa niente e che una sera o una stagione son come lampi,
luci accese e dopo spente, e se c’è un vizio che ti ucciderà non sarà fumare o bere
ma è qualcosa che ti porti dentro e cioè vivere, vivere e poi poi vivereee
In seguito dall’album D’amore di morte e di altre incertezze (1997) mi preme ricordare la canzone Cirano (al tempo già rilasciata alle radio ma non acora inserita nel suo discografia), ispirata dall’opera teatrale Cyrano de Bergerac di Edmond Rostrand, in cui sa un’opera del passato per parlare della modernità: quelli con il naso corto, i nemici di Cirano per l’appunto, il gregge amorfo e conformista sono sempre d più e fanno di tutto per non pagare le tasse (“Io non perdono e tocco”). Il suo naso lungo e l’amore di Rossana rimangono impressi nel cuore di chi ascolta questo brano come il tocco della spada di questo nuovo Cirano.
Dell’album Stagioni (anni 2000) mi preme invece ricordare la canzone Don Chisciotte su testo di Beppe Dati che ritrova un ritmo generoso per un cantautore che avrebbe meritato una musicalità diversa, come quella che lui aveva avuto nelle interpretazioni dei Nomadi di Augusto Daolio.
“Fino a ieri mi annoiavo e volevo anche morire” (tornando a Don Chisciotte) ben rappresenta la sorte di questo grande cantautore in un’epoca, sulla soglia degli anni 2000 in cui il suo nobilissimo genere di musica già prendeva polvere sugli scaffali.. Io dico addio (Addio prima canzone di questo bel cd) ben rappresenta la piega che questo autore prese negli anni seguenti smettendo sempre più di rappresentare le sue opere musicali e dandosi soprattutto alla scrittura di testi.
Ho letto millanta storie di cavalieri erranti ,
di imprese e di vittorie di giusti sui prepotenti
per starmene ancora chiuso coi miei libri in questa stanza
come un vigliacco ozioso sordo ad ogni sua sofferenza
Del mondo oggi più di ieri domina l’ingiustizia
ma di eroici cavalieri non abbiamo più notizia
E’ con questi versi che voglio dedicare a colui che mi ha insegnato la scrittura, Giuliano Marchetti, amico e maestro, che voglio concludere questo ricordo di tempi migliori.
foto Getty Images © Spuntarelli Francesco
Intervista a Francesco Minutillo fedele della Fraternità San Pio X

Francesco Minutillo (sopra in foto, unitamente ad un suo coraggioso bestseller), noto avvocato forlivese di ampia attività professionale in tutta Italia, anche nelle battaglie civili e giudiziarie a difesa della comunità della destra politica e della fede cattolica, è da tempo fedele sostenitore nella Romagna forlivese della Fraternità San Pio X, ispirata al pensiero e agli insegnamenti del suo fondatore, monsignor Marcel Lefebvre. A questo suo impegno religioso affianca con pari efficacia l’attività di operatore culturale, quale curatore di mostre storico-documentarie di tanto successo, come La fortuna di Dante nel Ventennio (2021) e O ROMA O MORTE. Un secolo dalla Marcia (2022), rispettivamente organizzate in occasione del VII° centenario della morte di Dante e del I° centenario della fatidica marcia mussoliniana. Di seguito, un’interessante intervista a Francesco Minutillo sull’attualità religiosa della Fraternità San Pio X.

L’Ordine del Drago: sei secoli di storia tra Oriente e Occidente
La visita della Principessa Silvia Andronikov Cantacuzene in Lombardia diventa occasione per riscoprire una delle più antiche tradizioni cavalleresche della Cristianità europea
Quando si parla dell’Ordine del Drago, l’immaginario collettivo corre spesso alle grandi vicende dell’Europa medievale, all’Imperatore Sigismondo di Lussemburgo e alle guerre combattute per arginare l’espansione ottomana nei Balcani. Meno conosciuta è invece la continuità di quella tradizione cavalleresca, che ancora oggi trova espressione in realtà associative impegnate nella valorizzazione della storia, della cultura e della spiritualità cristiana dell’Europa orientale.

La tradizione giovannita ortodossa si rinnova in Brianza
A Villa Sormani Marzorati Uva la Metropolia Ortodossa Russa dell’Europa Occidentale conferisce benemerenze a personalità distintesi per il loro impegno culturale e sociale
Quando si parla dei Cavalieri di San Giovanni di Gerusalemme, il pensiero corre quasi automaticamente al Sovrano Militare Ordine di Malta o agli Johanniter di tradizione protestante. Molto meno conosciuta è invece la tradizione giovannita sviluppatasi in Russia tra la fine del XVIII e l’inizio del XIX secolo. Dopo la conquista napoleonica di Malta nel 1798, numerosi Cavalieri si rifugiarono a San Pietroburgo, dove riconobbero nello Zar Paolo I Romanov il loro Gran Maestro, dando vita a una peculiare esperienza giovannita destinata a lasciare un’impronta duratura nella storia dell’Ordine e nei rapporti tra la Russia e la tradizione ospitaliera. Per chi desiderasse approfondire questo capitolo storico, il Sovrano Militare Ordine di Malta dedica una pagina ufficiale ai rapporti con la Russia.










